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The End of the Tour: la recensione

Le malinconiche gesta di David Foster Wallace in un film che prova a raccontare l'individuo dietro il successo e la celebrità

Esce oggi nelle sale italiane The End of the Tour, il film di James Ponsoldt che racconta di un incontro speciale e di un libro che ha dato una scossa alla letteratura americana dei nostri tempi. L’incontro è tra David Lipsky e David Foster Wallace, il libro è Infinite Jest.

locandina

Nel 1996, David Lipsky, romanziere e giornalista, decise di seguire David Foster Wallace nelle ultime date del tour promozionale di Infinite Jest, sperando di ricavare una memorabile intervista per Rolling Stone dall’autore definito uno dei massimi scrittori americani del millennio. Ma la realtà non coincide con le recensioni, le aspettative, la grandezza tanto narrata; David, interpretato da un sorprendente Jason Segel, non si sente speciale o affascinante. Conduce una vita semplice, o almeno si impegna perchè continui ad essere così, adora la televisione, sa di essere molto famoso ma la sua priorità rimane insegnare scrittura all’Illinois State University e al Pomona College e seguire i suoi studenti. Ospita Lipsky in una piccola casa dove vive con i suoi cani, lo lascia dormire in un ripostiglio in cui tiene le copie dei suoi libri.

In questi cinque giorni i due si conoscono e si confessano esperienze e timori inaspettati, provano ad entrare l’uno nel mondo dell’altro, scontrandosi, rispettandosi. Condividono viaggi e momenti, sono d’accordo su molte cose ma si ritrovano a discutere come se si conoscessero da anni. Lipsky si aspettava un autore sicuro di sè e consapevole di aver toccato quella vetta che lui non aveva mai neanche sfiorato, e invece fa la conoscenza di un essere umano fragile perso nei meccanismi della sua malinconia.

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David è famosissimo ma ha un vuoto dentro che non riesce a colmare, riconosce la bellezza della scrittura, la bellezza del successo, eppure è triste perchè sa che la vita è un’altra cosa. Vive il tour circondato da persone che lo apprezzano ma il pensiero di tornare a se stesso gli fa tremare le gambe.

The End of the Tour è la decostruzione del mito e la ricostruzione di un’umanità bisbigliata tra le oltre mille pagine del suo celebre romanzo. Il giovane giornalista prima di lasciare la sua casa si aggira velocemente per le stanze registrando un inventario degli oggetti strampalati individuati qua e là, fino ad arrivare nello studio dove tutto è buio: scostando la tenda capirà dove è nato Infinite Jest e perchè è stato proprio Wallace a realizzarlo, pagina dopo pagina. Quello spazio così lontano dal rumore e dai riconoscimenti è simile al libro, che racconta di difficoltà nei rapporti, di competizione sociale e droga.

Lo scrittore David Foster Wallace si suicidò il 12 settembre nel 2008. Questa intervista così inusuale è diventata un libro a sua volta: Come diventare se stessi, una fedele trascrizione del materiale registrato.

Consiglio The End of the Tour non solo a chi ama lo scrittore ed è interessato alla sua biografia, ma anche a chi non ha mai letto nulla di Wallace e ha semplicemente il desiderio di vedere un film che non si prende il compito di narrare gesta eroiche, ma solo di mostrare una fragile e peculiare umanità.

 

Silvia Pezzopane
Informazioni su Silvia Pezzopane (56 Articoli)
Scrittrice freelance e costumista per vocazione, appassionata di cinema, arte, musica. Con una laurea in Arti e Scienze dello Spettacolo e un paio di sogni nel cassetto, crede irrimediabilmente che la sua vita sia un film..

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