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Designing News: intervista a Francesco Franchi


 

E’ uscito da pochi giorni il libro “Designing News” di Francesco Franchi (edito da Gestalten) talentuoso art director italiano del mensile IL del gruppo Sole24Ore. Il libro edito dall’editore tedesco è un vero e proprio manuale di design grafico, uno di quei volumi che chiunque dovrebbe avere a casa. Un libro mastro dove Franchi esprime la sua visione per il futuro delle notizie e dei media, dove valuta i cambiamenti fondamentali che stanno avvenendo nella nostra era digitale in termini di aspettative di consumo e il modo in cui i media li utilizzano.

Il libro delinea le sfide che arrivano con l’era digitale e propone strategie per le case editrici tradizionali, società radiotelevisive, giornalisti e designer per affrontarle. Oltre alla sua personale esperienza all’interno del grupoo del Sole, Franchi racconta anche alcuni case study fondamentali come quelli di Richard Turley di Bloomberg Businessweek, Daniele Codega di Thomson Reuters, Steve Duenes di The New York Times, Mark Porter ex di The Guardian, Matt Curtis di The Times, Oliver Reichenstein di Information Architects, Adrien Bosc di Feuilleton e Desports e i type designers Paul Barnes e Christian Schwartz.

(foto di Alan Chies – Studio)

Abbiamo avuto il piacere di sentire Francesco al telefono per qualche minuto (grazie per la disponibilità) e ne è venuta fuori un’interessante chiacchierata.

Partiamo subito dal libro, come nasce l’idea? Una tua proposta o un’idea di Gestalten?

L’idea di questo libro risale al 2007, al momento della stesura della mia tesi di laurea presso il Politecnico di Milano. Vorrei qui ringraziare, in modo particolare, Gestalten che mi ha offerto la possibilità di realizzare il mio progetto editoriale. Diciamo che “Designing News” è l’espansione di quella idea, a cui ho aggiunto anni di lavoro e alcuni importanti case history come quelli che hai citato poco fa (e che sono riportati in copertina del libro).

Tu hai intrapreso e portato avanti in Italia la strada dell’infografica, facendola diventare un modello comunicativo. Da dove viene questa passione 

La passione nasce insieme a quella per i grafici, gli schemi, le mappe, raccontare per immagini, per fotografie che si fondo con il testo, ho portato in redazione l’esperienza fatta in cinque anni di lavoro a LeftLoft (lo studio dove lavorava prima).

Come designer, cosa guarda, legge, e a cosa si ispira Francesco Franchi oggi?

Guardo e osservo tutto quello che ruota intorno al design e non solo, ma se ti dovessi dire un nome di riferimento che mi ispira ti farei sicuramente quello di Otto Neurath sociologo, economista, politico e filosofo austriaco – e il suo team che svilupparono un nuovo sistema teorico per la visualizzazione di statistiche mediante immagini. In quel momento, questo sistema fu di aiuto nello spiegare ed illustrare temi sociali ed economici alla gente comune. Ma gli obiettivi di Neurath erano di più vasta portata. Ambiva, infatti, a formulare un modello universale per l’educazione, creando un linguaggio visivo che potesse essere compreso da tutti.

Lavori in un settore dove molto spesso in Italia la creatività ha lasciato il posto alla routine dell’impaginazione quotidiana e seriale il lavoro che state facendo a IL è diametralmente opposto a quello della maggior parte delle riviste italiane… eppure ha successo come lo spieghi?

Come appunto racconto nel libro, spesso i grandi colossi dell’informazione sono macchine complesse e negli ultimi trent’anni le diverse innovazioni tecnologiche succedutesi nel settore dei quotidiani (progresso delle tecniche di stampa, avvento del full-color, evoluzione dei software di gestione) hanno riscritto gli indirizzi di progettazione un quotidiano. Ci sono invece vari aspetti che possono limitare la buona riuscita del progetto di un quotidiano. Una prima categoria di aspetti limitanti si identifica con vincoli interni alla redazione che possono derivare dalla rigidità della struttura redazionale (organizzata molto spesso in modo verticistico e che non facilita l’inserimento del designer nel processo) e da limiti tecnici imposti dai software di gestione sviluppati per mandare in stampa l’ultima notizia all’ultimo momento a discapito spesso dell’aspetto grafico. Una seconda categoria di aspetti limitanti deriva dalla cultura esterna, che porta spesso a snaturare le funzioni primarie di un buon quotidiano di informazione. Spettacolarizzazione, sensazionalismo e politicizzazione sono i termini che riassumono i mutamenti di immagine, di linguaggio e di contenuti conosciuti dai quotidiani a fronte del successo di altri mezzi di informazione. Prendi la redazione di IL (di cui parlo anche nel libro) è una redazione snella, piccola, siamo solo in dieci e abbiamo lavorato da subito ad una direzione comune. Abbiamo lavorato sul flusso di lavoro, su come il designer si inserisce nel workflow redazionale, nella creazione di contenuti, di come si possano raccontare le cose attraverso il visual storytelling.

I problemi della stampa (non solo italiana). Corriere della Sera e Repubblica in crisi, invece di diventare creativi e tentare di cambiare percorso, si chiudono a riccio e tagliano su tutto. La creatività (come nel vostro caso) può essere una risposta alla crisi? Quando dureranno ancora I giornali?

Se osservi la realtà editoriale internazionale ti accorgi che mentre i grandi giornali (quotidiani) di tutto il mondo sono in difficoltà, c’è stata una vera e propria rinascita del magazine, non solo come formato ma anche come contenuti. Sono rinati attraverso soluzioni nuove, oggi la strada per la rinascita dei giornali sia crearsi una nicchia, puntare sui tratti distintivi, differenziarsi dai concorrenti, scommettere sulla qualità. Immaginare riviste belle da vedere, da toccare, da possedere e più valore aggiunto.

Le recenti trasformazioni nel mondo dell’informazione hanno condotto giornali e giornalisti a reinterpretare e reinventare il loro ruolo e la loro professione, sviluppando nuove piattaforme, nuovi strumenti e soluzioni tecnologiche.
Con il passaggio ai giornali digitali sono emersi due aspetti fondamentali: da un lato la caduta di ogni limite in termini di spazio che è diventato virtualmente illimitato (atomizzazione dello spazio); dall’altro, la continuità del flusso di informazioni che fa si che non vi sia più né una pubblicazione quotidiana né periodica (atomizzazione del tempo).

Il quotidiano andrebbe reinventato e reimpostato da capo, con una nuova scadenza spazio temporale e sopratutto con un maggior livello qualitativo.

Per concludere, a chi consiglieresti l’acquisto del libro? grafici? designer? editori? appassionati? studenti?

Ovviamente I primi a cui il mio libro dovrebbe interessare, oltre che agli studenti, sono proprio i designer che vogliono lavorare in questo campo, capire e cambiare il modo di pensare del designer all’interno di una redazione diventa fondamentale, non solo come figura professionale, ma anche come novità in termini di contenuti all’interno dello stesso giornale.

Ringraziamo ovviamente Francesco per la disponibilità, ma sopratutto lo vorrei ringraziare personalmente (come grafico) per l’elevata qualità che sta provando a dare al mondo editoriale, sperando che qualcuno percepisca la lezione di questo designer trentunenne che sa’ il fatto suo e che sembra aver capito con largo anticipo dove sta andando il mondo della tipografia e della graphic design. Grazie!

Per chi volesse acquistare il libro, QUI trovate il sito di Franchi e tutte le info necessarie.

 

© Die Gestalten Verlag GmbH & Co. KG, Berlin 2013 – Photos by Malvina Monteggia

Paolo
CircaPaolo "Ottokin" Campana (1954 Articles)
Paolo "ottokin" Campana, founder di Bloggokin. Grafico e blogger.

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