La nuova identità visiva di Porto

Spesso ci siamo trovati da queste parti a criticare logotipi, immagini coordinate e concorsi che poco avevano a che fare con la grafica (pur facendolo credere). In molti ci hanno scritto e segnalato loghi brutti, lavori pessimi, concorsi truccati, appalti truccati, trapianti truccati, motorini truccati (perdonate la citazione…), ma il fatto è che ci siamo stufati di parlare di fallimenti creativi.

Cominciamo a parlare di eccellenza e non di bruttezza.

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In quest’ottica si inserisce la nuova identità visiva della città di Porto (che adoro). La città di Porto e il Municipio avevano bisogno di un nuovo sistema visivo, un’identità visiva che organizzi e semplifichi la comunicazione con i cittadini e al tempo stesso ne definisca la gerarchia.

A vincere il bando internazionale è stato il White Studio di Porto stesso (per una volta profeta in patria), lo studio conosce bene la città quindi e come loro stesso ci confermano, Porto non è certamente una scatola vuota o una semplice posizione geografica, è una città piena di vita, carattere, icone e simboli, con abitudini e modi di vivere, con monumenti, paesaggi e un particolare orizzonte. Non potevamo riassumerla solo in alcuni edifici

Uno dei nostri primi compitiproseguono dal White Studioè stato quello di capire come gli altri vedono la città e ciò che esce da tale osservazione. E’ ovvio che abbiamo individuato le grandi icone cittadine come Torre dos Clérigos, Casa da Música, Ribeira, Fundação Serralves, il fiume. Queste icone vanno dalla gastronomia del nord del Portogallo, al vino Porto, la festa di São João, l’antico e il contemporaneo, i punti di riferimento e il familiare.

Per ogni cittadino, Porto rappresenta una cosa diversa. Se chiedete a qualcuno “Qual è la tua Porto?” Il numero di risposte è infinito. Ci siamo sentiti in dovere di dare ad ogni cittadino il proprio Porto. Avevamo bisogno di mostrare tutte le città che esistono in questo territorio.

Così è diventato chiaro che Porto doveva essere molto più di una singola icona, molto più di un unico logo. Era necessaria la complessità. Il nostro lavoro aveva bisogno di vita. Aveva bisogno di storie. Aveva bisogno di personalità.

Ecco, credo che questo breve testo possa essere esaustivo di un processo mentale che caratterizza un lavoro, spesso si affidano bando del genere a chi la città non la vive, non la conosce e non ne conosce le problematiche. Benvengano i progetti di grande respiro internazionale, ma forse a volte si perde l’identità locale. Identià che questi ragazzi hanno messo con semplicità dentro ad un semplice logo/font (Century Gothic o Futura?) e ad un segno grafico che rimanda agli “azulejos”, le mattonelle di ceramica tipiche del Portogallo identificandone modernamente il nuovo.

Bravi!

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Paolo

Paolo "Ottokin" Campana

Paolo "Ottokin" Campana. Founder di Bloggokin. A volte grafico. A volte blogger. Giro, vedo gente, mangio cose.

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