Hero Baby: la pasta buona come la merda!

Da anni l’Italia si batte per il riconoscimento (perlomeno formale) di ricette e alimenti della tradizione nostrana, sopratutto all’estero e in quei paesi dove il ‘parmesan’ impera. Ho visto guerre di religione (alimentare) per un Cracco che usa la cipolla nel sofritto dell’amatriciana. Ho letto di crociate contro questo e quello nel mondo del food e dell’alimentare per aver messo la panna nel piatto. Ho riconosciuto battaglie ideologiche regionali sulle paternità (e maternità) di alcuni nomi e ricette (il tiramisù è di Treviso!). Tutto questo, non per difendere il puro nazionalismo italico, ma proprio per la tutela della cultura enogastronomica del nostro paese, per far capire che alcuni piatti/ricette andrebbero consumati con il proprio nome e la propria ricetta, altrimenti si parla d’altro. Da anni quindi, ci si batte tutti nella stessa direzione, niente parmesan o muzzarella... Chef e cuochi si sono fatti promotori e ambasciatori del gusto e del sapere in tutto il mondo, ma poi capita che, proprio dietro casa tua, una storica azienda internazionale dallo slogan raffinato ed evocativo:

“deliziare il consumatore conservando la bontà della natura”

Sto parlando della Hero: nota azienda svizzera (e dove sennò?) fondata nel 1886 a Lenzburg, vicino Zurigo, da Gustav Henckell e Gustav Zeiler come “Conservenfabrik Henckell & Zeiler“.

Cosa hanno combinato questi simpatici burloni della Hero? Se siete curiosi, vi basterà fare un veloce giro per il loro store per imbattervi in una serie di prodotti (sopratutto per l’infanzia) al limite del film di horror/fantascienza e dir poco imbarazzanti! Parliamo di smoothie ai gusti di Lasagne Il classico italiano diventa rapidamente il favorito dei più piccoli. Con carni bovine, verdure e formaggio, Spaghetti alla Bolognese, Il nuovo menù preferito del tuo bambino? Spaghetti Bolognese con rapa e manzo, nonché con basilico e origano raffinato. Ma non manca anche l’etnico Cous Cous di pollo Per i piccoli amanti: pollo e couscous con alcuni peperoni e basilico assaggiato (la traduzione di Google fa sempre ridere). Per i pochi che non lo sanno gli smoothie sono un’invenzione americana (peggio degli svizzeri per queste cose) a metà tra il gelato e il frullato che consente ai giovani pargoli helvetici di poter bere/mangiare direttamente da quella specie di confezione il loro ottimo succo di lasagne o spaghetti (aiutatemi a non dare di stomaco per favore).

A questo punto, schifato dall’idea che una padre o una madre europea possano considerare questi prodotti ricchi e nutrienti (ci tengono molto ai valori nutrizionali in azienda) per i propri figli, mi sono fatto un giro nel ricco catalogo internazionale dell’azienda e ho scoperto che esistono…

i buonissimi Ravioli in barattolo (da non credere) al comodo prezzo di 3,21 euro

ovviamente declinati anche in versione ‘bolognese‘ (sempre peggio)

ma esistono anche nei comodi barattoli formato famiglia (svizzera) da 430 grammi

se poi non vi soddisfata la “classica” forma del raviolo, potete sembre fare un salto di fantasia nella geometria e degustare quelli a forma di ‘triangolo‘ con ottimi funghi champignons (sempre in barattolo)

Adesso capiamoci bene, non voglio certo tarpare le ali a chi ha deciso di suicidarsi con le proprie papille gustative, ma almeno tentiamo di fargli capire che stanno mangiando la merda! Credo sia nostro dovere. Potremmo passare delle ore a disquisire su cosa, chi e come mangiano fuori dai nostri confini, quali piatti sono stati maltrattati e come si dovrebbe tutelare il consumatore, ma non credo che l’azienda in questione sia interessata all’argomento, infatti i simpatici amici helvetici si sono ben guardati dall’inserire questi prodotti nel catalogo in vendita in Italia, la vendita è limitata (anche online) a tutto il resto del mondo (anche se non ho fatto il test dell’acquisto). Mica scemi. Business non food.

Adesso non ditemi che non vi è passata la fame eh. Buon appetito.

 

 

Paolo

Paolo "Ottokin" Campana

Paolo "Ottokin" Campana. Founder di Bloggokin. A volte grafico. A volte blogger. Giro, vedo gente, mangio cose.

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