In 5 tavole: Aiuto!

è un fumetto edito Bao Publishing uscito nell’estate del 2016 realizzato da Isaak Friedl (ai testi e alle matite) e Yi Yang (ai colori). Si tratta di uno dei volumi italiani che più mi ha colpito quell’anno grazie al contrasto tra tratto utilizzato e tematiche trattate e al curioso modo in cui vengono raccontate le vicende dell’orsetto orfano di madre e degli spietati cacciatori che decidono di dargli la caccia. La violenza, l’istinto di sopravvivenza e la necessità di crearsi una nuova e sgangherata famiglia la fanno da padroni in questa storia, un mix tra fumetto action e drammone familiare, capace di soddisfare i palati di chi cerca un prodotto insolito e coraggioso.

Così, mentre l’arrivo del secondo volume di Aiuto!, Aiuto! 2 – Fratelli, si avvicina, abbiamo deciso di ospitare Isaak Friedl e Yi Yang su Bloggokin.it con l’intento di farci raccontare alcune curiosità relative a 5 tavole rappresentative del loro lavoro e di chiacchierare un po’ riguardo alcune scelte grafiche definite dai due autori.

TAVOLA 1

Isaak Friedl e Yi Yang: “Questa è la prima tavola della storia a non avere sfondo. Inizialmente non avevamo previsto di adottare questo stratagemma (che in seguito abbiamo usato in molte scene), ma già dopo le prime tavole ci siamo accorti che la narrazione aveva bisogno di un po’ di respiro. Perché se da un lato i colori, la composizione e il segno di Yi sono il suo punto forte, dall’altro, a lungo andare, possono risultare aggressive e stressanti. Inoltre ci siamo accorti che, inserendo pagine del genere prima di evento importante, si riusciva a enfatizzarne la forza. Un po’ come quando si vuole spaventare qualcuno e per farlo, prima, lo si mette a suo agio in un clima sereno e tranquillo. Diciamo quindi che le tavole “bianche” sono sia una pausa che una molla per l’attimo successivo. Un espediente per concentrare l’attenzione e rilassare l’occhio.”

TAVOLA 2

Isaak Friedl e Yi Yang: “In questa tavola volevamo che la scimmia avesse la stessa posizione di chi, durante l’impero Romano, veniva crocefisso. Questo già di per sé basterebbe a imbastire una metafora ricca di simboli e significati, ma quello che ci interessava maggiormente era iniziare ad allontanare la distanza “fisica” tra uomo e animale. Più avanti nella storia infatti, sebbene non in maniera esplicita o cartoonesca, i comportamenti degli animali hanno delle sfaccettature “umane” e viceversa. Per finire, i dialoghi presenti in questa scena sono uno dei pochi che, senza fare spoiler, andranno a influenzare il seguito.”

TAVOLA 3

Isaak Friedl e Yi Yang: “L’impostazione di questa scena nasce dall’idea di creare un senso compositivo quasi animato in cui portare avanti l’azione grazie all’alternanza di dettagli e uno sfondo fisso. A essere sinceri è un esperimento che ci ha divertito molto ma che non ci ha soddisfatto al 100%. Nel seguito di Aiuto!, col senno del poi e grazie a questo primo tentativo, abbiamo usato lo stesso stratagemma per un’altra scena che è quella che ci rende più orgogliosi dell’intero volume.”

TAVOLA 4

Isaak Friedl e Yi Yang: Qui c’è poco da dire. La scena doveva essere commovente e poetica. Il cucciolo d’orso, leggermente “umanizzato”, come dicevamo nella seconda domanda, doveva comunicare tutto il suo dolore e la rabbia che lo avrebbe portato a reagire. Questa è una delle nostre tavole preferite.”

TAVOLA 5

Isaak Friedl e Yi Yang: “Rane carnivore. A metà del volume, Larry, il cacciatore che qui viene divorato vivo, gioca a uccidere un gruppo di rane, affermando che “Scoppiano meglio dei pop-corn”. Una cinquantina di pagine dopo, Larry sta correndo nella foresta e sono le rane che decidono di giocare con lui. In Aiuto! uno dei principali, e più espliciti messaggi, è quello dell’occhio per occhio, dente per dente. Con questo non vogliamo dire che appoggiamo questa visione delle cose. Anzi, secondo quanto succede nella storia si capisce facilmente che l’odio che genera altro odio non risolve un bel niente. Tuttavia è solo immergendosi nei problemi che, forse, si riesce a trovare una soluzione.”

A questo punto, non ho potuto fare a meno di porre due domande agli autori, colpita dalla copertina del fumetto e dalla scelte grafiche che molto si prestano a definire in parte quel che il volume è e in parte quel che il volume sembra.

Ci raccontate come è nato il font del titolo?

Isaak Friedl e Yi Yang: “Il font del titolo è ispirato a quello di un libro della Einaudi, di cui non ricordiamo il titolo e che non siamo riusciti a trovare. Se non sbagliamo c’era la parola “gigante”. Insomma più che il font, perché i due sono diversi, ci siamo innamorati delle foglie, molto minimal e grafiche, trovandole adatte col contenuto e spirito della nostra storia.”

Come vi è venuta l’idea degli sticker per personalizzare la copertina?

Isaak Friedl e Yi Yang: “Gli stiker sono un argomento facile. Chi non ama gli stiker? Stiker, stiker, stiker! Scherzi a parte, ci sarebbe piaciuto avere una copertina bianca con solo i protagonisti al centro. Una copertina che, anche se rischiosa, fosse il più pulita possibile. Per questo, per farcela approvare dal nostro editor, dovevamo avere una giustificazione-motivazione. Gli stiker ci sono sembrati un ottimo compromesso per dare al lettore la possibilità di arricchire, ma soprattutto personalizzare secondo i suoi gusti, un’illustrazione tanto basilare quando, a nostro avviso, perfetta.

Grazieeeeee!”

Ilaria Mencarelli

Ilaria Mencarelli

Classe 1988, marchigiana d’origine e milanese d'adozione, insegue da qualche anno la laurea specialistica in Scienze della Terra a Milano, che la porterà ad essere geologa a tutti gli effetti. Dal 2013 decide che vuole di più e incomincia a scrivere: prima raccontini liberi sul suo blog, poi articoli e recensioni. Ama tutto ciò che è arte e ha un debole per i fumetti.

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