Niko Sinisgalli: uno Chef al Tazio

Il mondo della cucina e della gastronomia (alta o bassa decidete voi) negli ultimi anni è in continuo fermento, si muove in più direzioni e sembra essere sempre più complicato prevedere gli sviluppi e i movimenti che animeranno la ristorazione italiana nei  prossimi anni. Forse proprio per questo motivo che mi ha colpito molto l’idea gastronomica di Niko Sinisgalli, Chef del Tazio. il ristorante dell’Hotel Boscolo Exedra in pieno centro a Roma. Il ristorante è dedicato a Tazio Secchiaroli, il fotografo che più di ogni altro ha immortalato e fatto nascere/crescere la Dolce Vita romana e per me questo è già un punto a loro favore.

Ma torniamo in cucina. Tempo fa ho avuto la possibilità di fare quattro chiacchiere con lo Chef e assaggiare alcuni suoi piatti. Per prima cosa va detto che Niko (mi permetto il ‘tu’) è uno Chef che malgrado la giovane età da del tu ai fornelli e mette in campo idee e innovazione senza mollare di un solo centimetro tutto quello che di buono c’è nella tradizione italiana. Se state pensando che questa frase potrebbe essere stata scritta per decine e decine di suoi colleghi e che l’avete letta mille altre volte, avete ragione. Questa frase è esattamente quello che (perlomeno io) intendo per cucina moderna, é l’esatto confine tra storia e cultura gastronomica. Quindi non stupitevi se vi capita di leggere ceh Niko Sinisgalli è uno chef moderno, scenografico ma che conosce bene la storia dei suoi piatti.

Ma torniamo a tavola. Il ristorante di un hotel a cinque stelle (perchè di questo stiamo parlando) è uno di quelli che potrebbe spaventare. Ma come? Uno Chef giovane e preparato in un ristorante del genere? E quanto mi costa? Meglio non avvicinarsi (già sento il rumore delle critiche sulla tastiera), invece no. Niko (sempre del tu…) ha trovato la formula giusta per convincere e coinvolgere una buona parte di clientela (e probabilmente anche la direzione dell’Hotel) che si può fare e mangiare cucina moderna e creativa anche senza donare un rene alla scienza per pagare il conto.

Parliamo infatti del menù ‘brunch‘ del pranzo (che ho provato), dove con una spesa ‘umana’ e un buon vino torni a casa felice e soddisfatto. Parliamo di un’idea do gastronomia che spazia da un ricco buffet da usare come aperitivo (davvero taaanto ricco) a piatti raffinati e gustosi. Passiamo (in ordine sparso) dal Gamberone kataifi classico a cose come gli spaghetti alla “Don Mario” con pomodorini canditi all’aglio rosso, crema di peperoncino e pecorino di Moliterno al “Vedo non vedo” di capesante alla piastra con crema di topinambur al lime e fumo di ciliegio – per non parlare del Tonno in crosta di pistacchi con topinambur e cipolla di Tropea, ma anche (tra i secondi) salmone scozzese “Loch Fyne” al curry mediterraneo e semi di lino e girasole con mousse di patate viola leggermente acida e cipollotto oppure il filetto di spigola alla piastra con crema di ceci di Spello e peperoncino, cicoria ripassata e vongole veraci o la tempura croccante si calamari, verdure di stagione con crema leggera al peperoncino.

Vi è venuta fame vero? Succede. Succede quando la curiosità degli ingradienti è la prima ad essere stimolata e a far capolino nella vostra testa, il resto è solo la voglia di provare gli abbinamenti di uno cuoco (si può ancora dire?) che – mi ripeto – da veramente del TU agli ingredienti e ai fornelli. Detto questo posso concludere questo mini viaggio nella cucina di Niko con un saluto doveroso a sua nonna, fonte di ispirazione ma sopratutto prima vera maestra dello Chef, tanto citata quanto coinvolta in tutto quello che oggi lui porta a tavola. Ultimissime riche per la pasticerria. Credo (mi permetto un giudizio personale) che Niko Sinisgalli sia un pasticcere stellato mancato. La sua pasticceria e il suo scrigno sono la perfetta sintesi di chi ha passione e metodo per l’arte culinaria. Dovete provare il suo Scrigno del Piacere (qui sotto un micro video). Non aggiungo altro davvero.

PS=Lo so che non dovrei, ma ho una richiesta al team del Tazio e ai manager del Boscolo Exedra. Per favore fate qualcosa per quel logo. Ve lo chiedo e dico da grafico. Avete un gran ristorante, uno Chef con le palle (si può dire?) e un servizio perfetto in un posto magico, ma anche un logo fatto nel 1987 con lo stile del 1979 che di certo non fa pensare alla qualità che vendete e presentate (con tutto il rispetto si intende eh…). Siamo nel 2017 e anche queste cose sono importanti.

 

Paolo

Paolo "Ottokin" Campana

Paolo "Ottokin" Campana. Founder di Bloggokin. A volte grafico. A volte blogger. Giro, vedo gente, mangio cose.

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