Don’t call us dolls

Se provate ad unire la parola “bambola” con la parola “Russia” nella vostra mente di sicuro troverete una matrioska, ma solo alcuni sanno declinare una tradizione millenaria e trovarle un fascino che dell’originale mantiene la minuziosità dei particolari e la trasforma letteralmente in un oggetto del desiderio.

Questo è esattamente quello che sono riuscite a fare la russo-canadese Marina Bychova e le gemelle Katia e Lena Popovy  (nelle foto qui di seguito) che ci fanno spiare dalle finestre di quelle che senza dubbio sono le più lussuose e ricercate case di bambola mai esistite.

Ho sempre avuto una passione per le bambole, giocavo a vestirle e spogliarle, creavo scenari  e le immaginavo muoversi in un mondo surreale, da grande mi hanno introdotto all’elitario mondo delle BJD (Ball Jointed Doll) e per una collezionista come me era già il paradiso, ma mai avrei immaginato che qualcuno potesse prendere questa fantasia e crearne un’arte così innocente e sensuale allo stato tempo.

La Russia è di sicuro la patria di queste creature cesellate ed assemblate nelle pose più gentili, la neve si rispecchia nella loro pelle e nella grazia delle mani e dei piedi, impressionanti spiriti popolano i loro occhi e stilisti sovrannaturali vestono le Enchanted Dolls

Atmosfere decisamente più fashion e moderne accompagnano invece le bambole delle Popovy Sister.

Imbattendosi nei loro corpi e nei loro volti il fiato si ferma e si perdono ore a cercare ogni singolo, prezioso particolare.

I tatuaggi e i gioielli già da soli sono piccoli tesori

Tutto sembra creato dal laboratorio di un elfo artigiano tra alberi altissimi e aria che scintilla di gelo, si sentono piccoli insetti che sbattono le ali velocissime e le nudità si vestono di fata.

le giunture, le labbra e i capelli sono impressionanti e i vestiti e gli accessori fanno fatica ad essere definiti reali, mi viene voglia di costruire un palazzo di diamanti e spiarle dalla serratura.

I materiali più pregiati e la manifattura ai limiti della perfezione rendono queste bambole oggetti molto costosi e di sicuro questo contribuisce ad accrescerne lo sfrenato desiderio ma nel frattempo, lascio la mie fantasie perdersi tra queste dita affusolate.

Instagram:

#marinabychkova

#popovysisters

 

Valentina Petrelli

Valentina Petrelli

Dal 1983 fiera di essere un sagittario, di tagliarsi con la carta, di farsi paladina degli iPhone caduti in piscina e di cavalcare un unicorno.

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