Atome Primitif, all’origine del suono

L’Atomo Primitivo è il nome del modello cosmologico che agli inizi del 1930 definiva una fase iniziale dell’universo e la sua conseguente espansione.

Quando si ascoltano gli Atome Primitif per la prima volta si replica il big bang all’interno delle proprie emozioni, e si fa fatica a credere che una produzione così sofisticata arrivi dallo stesso paese di motivetti ripetitivi e doppi sensi in rima.

Questo gruppo tutto italiano mi ha trascinato da subito sul fondo di un oceano pieno di ricchezze per le orecchie  e stimoli per la mente, un’acqua verde in cui nuotare in preda ad un’emozione difficile da descrivere.

Man mano che si procede i suoni si fanno più complessi, la cellula si divide e si replica in forme nuove e libere nell’universo, la voce si fa più decisa e le frequenze si complicano, anche in questo caso è impossibile distogliere l’orecchio e la musica si fa grafica, tutta da osservare.

un calmo e fecondo silenzio pieno di aspettative e di vita in potenza mi lascia riflettere e calma le sinapsi prima di esplodere e cimentarsi nella creazione biologica della vita in un intreccio di linee che ti trapassano senza ferire e si sente il sapore della terra sulla lingua.

Ancora incredula e piena di pulviscolo luminoso tra i capelli continuo a camminare un passo dopo l’altro verso quello che sembra davvero essere un sentiero fatto per andare lontano.

Non mi capita molto spesso di essere stupita musicalmente, soprattutto non mi capita con artisti del bel paese ma oltre ad aver avuto la fortuna di ascoltare gli Atome Primitif senza poterne essere preparata, ho avuto anche il piacere di conoscerli e di vederli suonare per scacciare la tristezza che potessere essere tutto troppo sofisticato per essere vero.

Il nuovo progetto QUIPU è fuori da poco ma mi ha già profondamente catturato e aspetto con ansia di vedere dove porterà e quali altre meravigliose creature partoriranno.

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Valentina Petrelli

Valentina Petrelli

Dal 1983 fiera di essere un sagittario, di tagliarsi con la carta, di farsi paladina degli iPhone caduti in piscina e di cavalcare un unicorno.

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