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Mine: recensione di un film ‘da vedere’

Mine è il titolo del film di Fabio Guaglione e Fabio Resinaro che narra le vicende del sergente Stevens intrappolato con il piede su una mina antiuomo.

Il Cinema. Fare Cinema (C maiuscola). Raccontare un’idea. Raccontare una storia. Semplice. Queste sono le basi e le radici profonde del Cinema di Fabio (Guaglione) e Fabio (Resinaro) in sala in questi giorni con ‘Mine‘, pellicola (mi diverte ancora tanto chiamarla ancora così) semi italiana che sta facendo parlare di se per numerosissimi motivi. Tutti buoni.

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Il film

Mine è un film curioso, ci racconta la ‘semplice’ storia di un soldato americano (interpretato da l’ottimo Armie Hammer) che mette accidentalmente il piede su una mina il mezzo al deserto durante una fuga. Da quel momento in poi inizia un vero e proprio road movie claustrofobico. Il viaggio del sergente Mike Stevens dentro se stesso, bloccato con il piede sulla mina, per due notti e due giorni in attesa dei soccorsi, il protagonista (e noi con lui) affronterà passo dopo passo (solo metaforicamente) le proprie paure, le proprie ansie e tutta una serie di tormenti dell’animo che sono propri della natura umana. Si dice che almeno una volta nella vita dobbiamo fare i conti con noi stessi, affrontando i propri demoni. Mine è la storia di quel viaggio.

Mine è un film spiazzante, entrerete in sala (e vi consiglio vivamente di farlo) convinti di aver capito tutto sin dal trailer…

…e invece non avete capito nulla, dopo pochi minuti vi ritroverete a farvi domande, ad immedesimarvi con il protagonista, chiedendovi cosa avreste fatto voi al suo posto. A metà film sarete definitivamente immersi nello psicodramma del protagonista che vorreste solo andare avanti per sapere cosa accade. Vorreste capire come va a finire, non per noia o per stanchezza ma perchè ormai siete voi il sergente Stevens, siete voi su quella mina e sentite il peso del tempo che passa senza soluzione.

Il genere

Raramente un film italiano di genere (e qui potremmo aprire un capitolo infinito), opera di due registi milanesi giovani e preparati, ha saputo concentrare tanta adrenalina in soli 106 minuti. Mine è il frutto non troppo proibito di una generazione che sta letteralmente spostando il nostro cinema in avanti, se pensate all’ultimo anno, tra il Jeeg di Mainetti o i Perfetti Sconosciuti di Genovese, vi renderete conto che cosi come in molti altri settori della cultura nostrana, il cinema sta andando sempre di più verso un linguaggio internazionale, frutto probabilmente di chi è cresciuto mixando cartoni animati giapponesi, serie tv (quando ancora si chiamavano telefilm) e fumetti, per poi mettere tutto nella grande scatola del cinema di genere (sopratutto americano). Il risultato lo avete davanti ai vostri occhi. Un film italiano sono nomilmente. Un film che sa raccontare una storia e un’idea con la stessa complessa semplicità dei grandi blockbuster made in USA.

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Girato in Spagna sulla lunga spiaggia di Fuerte Ventura (quindi niente vero deserto), il film dimostra chiaramente quanto siano importanti oggi (più che mai) il montaggio e la post produzione. Dopo settimane di girato ti ritrovi a dover cancellare passanti, acquiloni e persino il mare (godetevi il video del ‘dietro le quinte’), ma sopratutto devi rendere asciutto e ritmato un film che non deve in alcun modo far calare la tensione emotiva e visiva per tutta la sua durata.

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Per chi non lo sapesse

Fabio Guaglione e Fabio Resinaro si sono fatti conoscere e notare con il cortometraggio di fantascienza Afterville con la quale hanno vinto il Gran Prix European Fantasy al Festival di Sitges. Con il premio in tasca e la sceneggiatura di Mine in testa, hanno varcato l’oceano verso gli States, hanno conosciuto Peter Safran, produttore noto per il successo di Buried e The Conjuring, che si è innamorato dell’idea di un film tutto su un soldato che mette un piede su una mina. Con l’appoggio di Safran è arrivata la possibilità di cercare un attore di prima fascia come Armie Hammer. Il resto è storia.

In poche semplici parole, Mine è il film che assolutamente dovete vedere in questo periodo. Più forte di qualsiasi Bridget Jones, Dory o Woody Allen.Guardare a Mine come un’altro film italiano è profodamente sbagliato. Mine va visto con gli occhi del coraggio di mettere un attore in mezzo al deserto, con un piede su una mina e fargli raccontare la sua storia attraverso gli occhi della tensione e del pericolo. Andate a vederlo.

PS=Piccola curiosità ai confini del gossip.

Sembra da fonti ben informate che la produzione americana di Safran abbia inizialmente proposto Anne Hathaway come protagonista del film al posto di Hammer. L’attrice era in cerca di un film che la vedesse protagonista assoluta e avrebbe accettato di buon grado la parte. Sembra anche che la coppia di registi italiani abbia rifiutato per non snaturare lo script e la sceneggiatura di un film ben scritto e ideato. Una decisione e una presa di posizione davvero notevoli.

Paolo
Informazioni su Paolo "Ottokin" Campana (2099 Articoli)
Paolo "Ottokin" Campana. Founder di Bloggokin. A volte grafico. A volte blogger. Giro, vedo gente, mangio cose.

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