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A Love story: quando la creatività parla (anche) italiano

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Davide Saraceno, uno degli autori creativi del cortometraggio del momento.

La creatività. Il lavoro. Il pensiero creativo che sta dietro ad un progetto. L’idea stessa che qualcosa di bello una mattina arrivi e ci travolga. Potrei riassumere così l’incredibile e straordinaria avventura che sta dietro al lavoro di Davide Saraceno per il corto A Love Story.

Per i pochi (sfortunati) che non conoscono il lavoro di Davide, vi basti sapere che è un ragazzo (ok..non è propriamente un ragazzo) di Torino, classe 1976, illustratore, grafico e creativo, che ha lavorato con prestigiosi brand (come si dice in questi casi) 55DSL / ActionAid / Atlantyca Entertainment / Burger King / Comedy Central / Condé Nast / De Agostini / DeA Kids / Diesel / Ferrero / FOOD / Giochi Preziosi / Gruner+Jahr/Mondadori / Jib Jab / KIKO / MTV / Mulino Bianco / Nickelodeon / Passion Pictures / Pavesi / Perfetti Van Melle / The Space Cinema / The Walt Disney Company Italia / TIM / Yahoo! / Zecchino d’Oro… (tanto per citarne qualcuno)insomma è uno dei migliori talenti creativi che abbiamo in Italia.

Come mai proprio oggi parliamo di Davide e del suo lavoro? Semplice. Il nostro eroe è tra gli autori (si dice così vero?) che hanno realizzato uno dei corti animati più belli degli ultimi tempi.

A Love Story

Il corto è prodotto dalla Chipotle (una catena di ristoranti statunitense specializzata in burrito e taco) ed è stato creato dalla CAA insieme alla Passion Pictures, diretto da Saschka Unseld, già regista del corto The Blue Umbrella per la Pixar. Davide ha lavorato insieme all’Art Director Katy Wu.

Il suo lavoro ci ha (come sempre) incuriosito, siamo andati a curiosare tra le sue cose e abbiamo fatto quattro chiacchiere molto molto informali con il ragazzo…

Ciao Davide, siccome sono curioso, parto dalla domanda più ovvia del pianeta: Come nasce la collaborazione? Come sei finito in questo incredibile team internazionale?

Sapevo me lo avresti chiesto… a raccontarlo quasi non ci si crede. Lavorativamente parlando avevo conosciuto Katy Wu un paio di anni fa, aveva notato il mio portfolio Behance e avremmo dovuto lavorare insieme già da allora ad un bellissimo progetto per i Doodle di Google. Purtroppo però non se ne fece nulla, il lavoro non decollò ma il contatto e la stima reciproca rimasero in piedi. Quando lo scorso anno andai a New York per una vacanza pensai di mandare un messaggio a Katy per vedere se riuscivamo a vederci a NY. Lei in quel momento era a Londra, ma dopo qualche giorno ci incontrammo lo stesso, mi propose quasi subito di entrare nel gruppo di lavoro di A Love Story, figurati che in quel momento non avevo nemmeno un visto lavorativo per gli Usa (fondamentale) e dovettero aspettarmi.

Fantastico. Sembra una storia d’altri tempi.

In effetti sembra uscita uscita da qualche serie tv o film, il colloquio è stato davvero frutto del caso, anche se in realtà lei conosceva davvero bene il mio portfolio su Behance.

A proposito del lavoro, come funziona un lavoro internazionale come questo?

Malgrado parliamo di pochi minuti, dietro a questo lavoro c’è una lunga catena di persone che ha approvato ogni singolo disegno/illustrazione. Tutto doveva essere perfetto, mi è piaciuto molto lavorare in questi termini, anche se in effetti è stata una faticaccia. Pensa solo all’evoluzione dei due brand attraversano i vari periodi di crescita, si parte dalla semplice scrittura infantile, fino ad arrivare alla grande azienda multinazionale. In ogni singolo disegno dovevo mantenere una linea guida che rendesse riconoscibili i marchi senza snaturarli.

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Se ci fai caso, anche le mascotte dei due brand si evolvono lentamente passando da semplice illustrazione sino alla cattiveria al neon dell’ultima versione.

Avevo notato, gran lavoro. Sopratutto sull’evoluzione, non facile in pochissimi minuti. Per le mascotte (tema scottante in Italia) ti sei ispirato a qualcosa in particolare? Cosa hai studiato?

Guarda, in realtà lo studio è stato fatto sulle varie mascotte sia dell’alimentare che di alcune manifestazioni sportive, personalmente ho amato molto l’arancia del mondiali di calcio di Spagna ’82 (Naranjito), per questo tipo di cose gli anni ottanta sono un’incredibile ispirazione e credo si veda abbastanza.

Capisco benissimo, io adoravo quella del succo Billy…

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Bello il succo Billy. Ho lavorato ad un sacco di loghi per questo lavoro, mi sono documentato e ho cercato di capire come potesse essere l’evoluzione stessa del logotipo. In molti casi li abbiamo trattati come se fossero due clienti di agenzia. Molti sono anche stati scartati per varie ragione, se guardi tra i miei bozzetti, trovi anche quelli dell’Orange Oasis che non troverai nel corto.

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Quello che mi colpisce è la quantità di piccoli dettagli che ci sono nei pochi minuti del corto. Si passa dai volantini pubblicitari a piccole etichette, tutto è coscparso di grafica e tutto è declinato nei vari periodi di crescita.

Quella è la cosa più incredibile in effetti, ci sono dettagli che nessuno (o in pochi) noteranno mai, come i varì menù ad esempio che passano velocissimi ma che mi sono costati ore di ricerca su Flickr per capire come erano disegnati nei vari periodi…

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Un lavoro accuratissimo che spesso si perde, ma che per me è dietro al successo di questo corto promozionale. Per una volta il design dei protagonisti si fonde con la grafica che diventa la terza protagnosita. Senza il tuo contributo creativo sarebbe stato difficile spiegare la rivalità tra il piccolo Ivan e Evie…

Credo proprio di si, pensa che abbiamo addirittura sviluppato anche il packaging delle bevande o le pubblicità con grafica vintage, come si dice in questi casi sono i particolari a fare la differenza (credo). Ogni cosa è stata studiata nei minimi dettagli, se ci fai caso il bambini (Ivan) ha le toppe rotonde e come l’arancio e la bambina (Evie) le cose spigolose come i limoni. Man mano che la storia prosegue la cattiveria prende possesso anche del design delle cose e questa cosa è stata forse la più complessa, perchè allo spettatore arriva una sensazione, un percepito, non un disegno netto. E’stato un lavoro davvero gigante, prodotto con cura, come se i due brand esistessero davvero e con decine e decine di bozzetti e illustrazioni per ogni singola scena.

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A questo punto ringraziamo Davide, consigliandovi di fare un giro sul suo blog e di seguire i suoi lavori precedenti su Behance, c’è sempre da imparare da quelli bravi bravi in modo assurdo.

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Paolo
Informazioni su Paolo "Ottokin" Campana (2097 Articoli)
Paolo "Ottokin" Campana. Founder di Bloggokin. A volte grafico. A volte blogger. Giro, vedo gente, mangio cose.

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