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The Nice Guys: la recensione

Con una sceneggiatura brillante, dialoghi spumeggianti e due protagonisti in stato di grazia, il ritorno di Shane Black ci ricorda chi è il re dei buddy movie

Los Angeles, 1977. Un’auto sportiva irrompe in una villa fra le colline di Hollywood; la donna che la guidava, una famosa pornostar di nome Misty Mountains, muore fra i rottami, nuda, sotto gli occhi stupefatti di un ragazzino. In città, un investigatore privato si risveglia in una vasca da bagno piena d’acqua, vestito di tutto punto. Si chiama Holland March e sta per essere assunto dalla preoccupatissima zia di Misty Mountains, convinta che la nipote sia ancora viva. Da qualche altra parte, una ragazza di nome Amelia non vuole essere trovata, e paga il picchiatore solitario Jackson Healy per far desistere – con le buone o le cattive – l’uomo incaricato di cercarla. Che guarda caso è sempre March. E questa, come si suol dire, è solo la punta dell’iceberg.

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Partiamo dal regista. Classe 1961, Shane Black è l’uomo che a 25 anni ha dato nuova linfa al buddy cop movie, scrivendo il copione di Arma Letale. Avete presente quei film in cui due poliziotti fra loro diversissimi – per etnia, temperamento, esperienza – sono costretti loro malgrado a collaborare per risolvere un caso, dando quindi libero sfogo a gag e battute che stemperano la serietà dell’indagine? Ecco, se ora ce ne sono così tanti, è anche e soprattutto grazie a Black. Il quale non si smentisce e nel 1991 replica il miracolo scrivendo il capolavoro L’Ultimo Boyscout, diretto da Tony Scott, la summa perfetta del suo stile ormai inconfondibile. Dopo essere stato pagato la cifra record di 4 milioni di dollari per il copione di The Long Kiss Goodnight – da noi intitolato Spy (1994) –  si ferma per circa dieci anni, tornando in veste di sceneggiatore e, per la prima volta, regista con Kiss Kiss Bang Bang (2005), altro gioiello del genere buddy cop, con cui dà inizio a una collaborazione con un Robert Downey Jr pre-Tony Stark che nel 2013 lo porterà a riscrivere e dirigere l’ottimo Iron Man 3, facendo incassare alla Marvel la bellezza di 1,2 miliardi di dollari.

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A dieci anni dal suo ultimo progetto personale, The Nice Guys è il nuovo grande film di un grandissimo sceneggiatore. I suoi ingredienti caratteristici ci sono tutti, a partire dalla coppia protagonista unita un po’ dal caso e un po’ dalla necessità. Holland March e Jackson Healy sono ovviamente diversissimi, quasi agli antipodi. March, pur legittimato da una regolare licenza, sembra davvero “il peggior detective del mondo“, come lo definisce la figlia Holly: perennemente alticcio, isterico, distratto, disonesto, approfittatore, mentre Healy si dimostra invece ligio al dovere, serio, determinato, incorruttibile (e astemio). Sono opposti anche fisicamente: alla magrezza di Ryan Gosling si contrappone un Russell Crowe mai così bolso. A Gosling tocca il ruolo dello scemo comico che strappa gran parte delle risate e porta avanti il tono da commedia, preponderante nell’economia del film, mentre Crowe ha il personaggio più dolente, dai risvolti maggiormente malinconici, e a cui sono demandati quel paio di momenti davvero seri di tutto il film (tenero in questo senso il suo rapporto con la giovanissima figlia di March). Parliamo in entrambi i casi di performance brillanti e di attori perfettamente in parte, in particolare Crowe che dopo tante prove altalenanti sembra aver trovato una sua dimensione ideale grazie al personaggio che Black ha scritto per lui.

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Ma è la sceneggiatura in generale a essere ovviamente il punto forte del film: il lavoro di Black e del sodale Anthony Bagarozzi è eccellente sotto tutti i punti di vista. I dialoghi frizzanti fanno emergere tutta la verve e l’esperienza di Black nel tratteggiare i personaggi (l’ossessione di March per Hitler ne è un esempio), rendendoli credibili e vicini a noi; i dialoghi sono anche lo strumento principale con cui il regista detta i tempi e crea il ritmo incalzante che caratterizza tutto il film. Contemporaneamente, anche l’azione – e in The Nice Guys ce n’è in buona quantità – non è scollata dalla trama ma ne è anzi parte integrante: ogni sequenza action, ogni sparatoria, è un momento perfettamente funzionale allo sviluppo degli eventi, e questo dona al film un ulteriore sensazione di fluidità, nonostante l’intreccio sia tutto meno che semplice. L’aspetto più interessante ed esaltante di The Nice Guys è proprio l’idea di raccontare una vicenda seria – per fare un esempio, vedremo più di un personaggio morire in maniera violenta – con un tono leggero e spesso volutamente surreale, in cui il caso ha un ruolo determinante, che sopperisce alle limitate capacità del duo protagonista venendogli più di una volta in aiuto.

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Se come sceneggiatore Black è un fuoriclasse assoluto sia nell’architettare trame complesse portandole a compimento, sia nello scrivere personaggi tridimensionali, pieni di traumi e difetti, come regista si mette a totale disposizione del copione, facendo un lavoro caratterizzato soprattutto dalla chiarezza della messa in scena per quanto riguarda l’azione, senza vezzi o virtuosismi particolari. Un suo grande merito è quello di avere una sensibilità particolare per i ruoli secondari, sia in fase di sceneggiatura che nella scelta degli attori, da Keith David fino a Kim Basinger – sempre splendida – la cui scena insieme a Crowe ci riporta all’istante alle atmosfere noir di L.A. Confidential, 1997, in cui i due avevano una storia clandestina. Per il resto, il Black regista si limita ad un lavoro pulito ed efficace, che valorizzi l’ottima sceneggiatura.

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Un’ultima considerazione, ancora su Shane Black: dopo L’Ultimo Boyscout e, in parte, Iron Man 3, Black si dimostra ancora una volta bravissimo e attento nello scrivere personaggi minorenni. La giovane Holly – interpretata dalla brava Angourie Rice – è a tutti gli effetti la co-protagonista del film, ha un ruolo determinante in alcuni snodi narrativi e nello sviluppo del personaggio di Russell Crowe. In un mondo di maschi adulti e incompetenti, solo una ragazzina sembra avere le idee chiare sul da farsi.
In conclusione, The Nice Guys è già uno dei migliori film dell’anno grazie a una coppia di attori affiatatissima e una sceneggiatura ad orologeria. La speranza è di rivederli presto riuniti – Black, Gosling e Crowe – per un’altra avventura.

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