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Graphic Means: il film sulla storia del graphic design

Graphic Meansr è un film nato su kickstarter che racconta come è cambiato il mondo del graphic designer e il passaggio da analogico a digitale.

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Ho visto il trailer di presentazione di questo film progetto quattro/cinque volte. E’ un film che mi appartiene molto e come a me, appartiene ad una generazione di cui (credo) sono tra gli ultimi in fila. E’ la generazione per cui la grafica non era digitale ma analogica, era la grafica delle delle pellicole, delle cianografiche che puzzavano (tanto) di ammoniaca, la generazione dei Letraset e degli R41, delle prove di lettura fatte con la fotocopiatrice e poi (successivamente) dell’avvento del Macintosh e di tutti i programmi che popolano il nostro presente. Graphic Means (questo il titolo del film) racconta, non volendo, parte delle mia vita di grafico, dai primi anni ottanta a quando nel Mac non trovavi nemmeno Photoshop e si imaprava ad usarlo versione dopo versione.

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Graphic Means racconta attraverso la voce di molti designer, autori, grafici, typefacers (autori di font) un mondo che è cambiato senza quasi rendersene conto, gli ultimi trenta anni di grafica e il passaggio da analogico a digitale, cercando di far capire quello che oggi è il graphic designer e da dove viene.

Partito come l’ennessimo progetto interessante su Kickstarter nella primavera del 2014, ha raggiunto praticamente subito il goal ed è partita la produzione vera e propria della pellicola (tanto per rimanere un filo vintage). Il film sarà pronto il prossimo anno (primavera 2017) e il DVD è prenotabile qui a solo 30 dollari (circa).

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E’ un film poetico, nostalgico, intrigante e storiografico. Un docufilm sul tempo che passa, su quanto è cambiata la comunicazione e su quanto siamo cambiati noi nel percepirla e leggerla. Spesso si dice che se hai molti mezzi hai grandi opportunità e forse è vero, a livello creativo oggi possiamo fare quello che desideriamo rispetto ad un designer di trenta anni fa’, ma siamo sicuri sia un bene? Siamo proprio certi che i molti mezzi non spiazzino e non riducano la creatività? Se mi guardo indietro vedo che le basi, quelle solide, quelle del graphic designer svizzero (tanto per far un esempio) sono ancora lì, se guardo nella cartella font, noto che la stragrande maggioranza delle font sono le riproduzione digitali dei grandi caratteri del novecento.

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Oggi abbiamo pieni poteri sulla comunicazione, possiamo e vogliamo fare di tutto in tempi rapidi, ma questo film ci ricordo (un po’ come lo zio Ben) che da grandi poteri derivano grandi responsabilità e che poter fare di tutto non significa saperlo fare.

Fatevi un favore. Regalatevi questo film.

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Paolo
Informazioni su Paolo "Ottokin" Campana (2097 Articoli)
Paolo "Ottokin" Campana. Founder di Bloggokin. A volte grafico. A volte blogger. Giro, vedo gente, mangio cose.

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