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Illustri: quando un festival diventa un aggettivo

Di ritorno da Vicenza porto con me la sensazione di aver fatto parte di qualcosa di veramente illustre. Tre giorni in cui ho rigenerato gli occhi, la mente, il cuore.

Ale Giorgini perfetto padrone di casa,
sembrava di entrare nella sua dimora ad ogni evento e si percepiva dappertutto la sua attenzione e la sua cura;

Sono entrata, scendono le scale, nella cucina di “Saranno Illustri” in cui si percepiva l’odore di pentole che bollivano qualcosa di davvero prelibato.
Ottima l’organizzazione degli spazi, avrei solo preferito vedere il piatto finito (visto che di illustrazioni si parlava) mi sarebbe piaciuto vedere le immagini “in opera” nelle riviste o nelle copertine che hanno popolato.
Piccoli dettagli in un pasto che ho davvero apprezzato e anche lo spazio ristretto di “Olympic Frames” ha avuto l’effetto di un dessert da gourmet.

Ho fatto colazione nel salotto di “Illustri“, in cui le grandi finestre affacciavano su una via fatta di colori saturi, linee grafiche e pennellate molto precise.
Emozioni sotto forma di disegni.
Fiera di vedere tutta quella gente partecipare e poter ammirare tutte quelle meraviglie, un grazie speciale alla città di Vicenza che ci ha aperto il suo portone nel lustro migliore che si potesse pensare.

Interessantissimi i workshop in cui si poteva davvero entrare negli studi di illustratori di fama mondiale e capire meglio dove mettono i pastelli e quello che appoggiano sul davanzale della finestra.

Sono salita in soffitte piene di luce e cura dei dettagli perdendo lo sguardo negli angoli e trovando particolari che non avevo davvero previsto e che mi hanno scaldato lo stomaco e lo sguardo.

La sera non era difficile sedersi sui divani più comodi e conversare con chi ha scelto di fare della creatività il suo lavoro e non ha paura di prendersi poco sul serio e di mostrare il suo lato umano.

Porto a casa il caffè in tazzine d’autore, la magia del Natale in palline irriverenti e bidimensionali e la voglia di invitare tutti al prossimo festival perché l’unica pecca di Illustri è che il mondo non ne possa godere sempre.

Un festival che ha raggiunto e superato le diecimila visite. Un festival che ha bisogno di tempo e fiducia per continuare a lavorare e portare avanti il discorso sulla qualità dell’illustrazione italiana nel mondo. Ma anche un festival che con poche edizioni alle spalle è già grande e in grado di accoglierci tutti.

A presto.

 

 

 

 

Valentina Petrelli
Informazioni su Valentina Petrelli (16 Articoli)
Dal 1983 fiera di essere un sagittario, di tagliarsi con la carta, di farsi paladina degli iPhone caduti in piscina e di cavalcare un unicorno.

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