Asaf Hanuka: la vita quotidiana a Tel Aviv

In occasione di Lucca Comics & Games 2015 ho avuto modo di incontrare Asaf Hanuka, uno degli illustratori  e fumettisti che più hanno influenzato la mia percezione del media fumetto, ricordandomi quanto e con che forza sia possibile rendere tangibili concetti e sensazioni, sfruttando la sequenzialità delle singole vignette che, una dopo l’altra, si prefiggono il compito di raccontare storie e veicolare messaggi.

Infatti, nonostante il suo lavoro nel campo dell’illustrazione appaia straordinario (come potete vedere qui sotto), è con K.O. a Tel Aviv (la raccolta dei suoi fumetti realizzati per il giornale istraeliano Calcalist, pubblicati nel suo blog The Realist e edita in Italia da Bao Publishing) che dimostra le sue doti da storyteller creando visioni paradossali che funzionano, incantano e fanno riflettere. 

Ed è proprio a seguito della presentazione nel nostro paese di K.O. a Tel Aviv 2, secondo volume della raccolta del suo lavoro autobiografico da autore unico (insieme a Il Divino, realizzato con Boaz Lavie e con il fratello altrettanto straordinario Tomer Hanuka) che mi sono fatta raccontare come sono nate cinque delle tavole di K.O. a Tel Aviv che mi hanno principalmente colpito ed emozionato.

 

I FANTASTICI QUATTRO

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Riguarda mio figlio. Dopo che ha iniziato a parlare e dirmi cose come: “Ti voglio bene!”, ho realizzato quanto la sua influenza fosse forte e quanto la piccola creatura potesse farmi star male dicendomi prima quanto mi volesse bene e poi subito dopo quanto mi odiasse. Questo sentimento mi ha cambiato. A volte mi dice che mi ama mentre prova proprio quel sentimento o qualcosa di simile, qualche volta che mi odia, altre volte so che vorrebbe dirmi allo stesso tempo entrambe le cose. Ma io so che a volte devo far sì che lui mi odi per il suo bene, per fare la cosa migliore per lui di volta in volta. Si tratta perciò di un piccolo paradosso da padre.

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LESS IS MORE

 

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Volevo disegnate qualcosa che avesse a che fare con il minimalismo e ho deciso di farlo in questo modo perchè credo che il sorriso disegnato sia il modo più semplice di dar vita ad un volto con un espressione, ottenendo allo stesso tempo la sensazione che, una volta raggiunta una stilizzazione estrema, si generi anche perdità di identità. In molti casi la mia identità è definita da stati d’animo come tristezza e depressione e spesso penso di dover cacciare via quello che sono, quando si tratta di fare qualcosa di allegro. Perciò si è trattato di rendere visivo questo conflitto.

 

 

L’UOMO CHE NON C’ERA

 

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Questa riguarda il periodo in cui mia moglie e io abbiamo discusso riguardo la nostra possibile separazione e il divorzio. Mi ricorda il momento in cui mia madre leggendo il giornale vide questa pagina e mi chiamò chiedendomi che cosa fosse successo. “State pensando al divorzio? Perchè non ce lo hai detto?”, mi disse. Io le risposi che sapevo uscisse la settimana prossima e che al momento sapevo quello che stava succedendo, non quello che sarebbe accaduto in seguito. Penso che volessi provare a raccontare qualcosa riguardo a come si arriva a quei momenti; ogni coppia si innamora e vive situazioni in cui tutto sembra perfetto ma poi la vita cambia le cose. Si perdono i capelli, c’è meno interesse, ci si annoia, si lavora duramente e sembra che quella cosa romantica e speciale che c’era scompaia di giorno in giorno.

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NEWS FLASH

 

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Questa riguarda gli attacchi terroristici. Qui la zuppa somiglia proprio al sangue, a una zuppa di sangue. Cambiando canale in tv, a volte capita di trovarsi davanti agli attacchi terroristici, alle persone uccise. Perciò ho trovato questo modo per rappresentare la violenza che si trova all’interno della nostra vita quotidiana. Una volta che ci siamo rialzati quello che resta è la sensazione che qualcosa di molto violento sia accaduto là fuori, anche se in realtà succede tutto proprio nelle nostre case.

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FINALE ALTERNATIVO

 

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Questa illustrazione rappresenta quanto sia difficile per me trovare un’idea. Nel fantastico mondo dei fumetti penso che suicidarsi sia proprio l’equivalente di superare questo ostacolo che ti si pone davanti; in un certo senso uccidere me stesso doveva essere reso accettabile e perciò ho inventato questo parallelismo per cui ad uscire dalla mia testa ci sono dei dolci che allo stesso tempo ricordano sangue e parti di cervello. Questo mio lavoro rappresenta la forza dell’illustrazione per cui una cosa può avere due diversi significati allo stesso tempo.

Qui di seguito trovate altre pagine realizzate dall’autore.

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Hanuka

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Per dare un’occhiata al suo lavoro vi basta spulciare The Realist, il blog dove Asaf Hanuka raccoglie le tavole che raccontano la vita quotidiana. Potete invece acquistare QUI i primi due volumi della raccolta!

 

Ilaria Mencarelli

Ilaria Mencarelli

Classe 1988, marchigiana d’origine e milanese d'adozione, insegue da qualche anno la laurea specialistica in Scienze della Terra a Milano, che la porterà ad essere geologa a tutti gli effetti. Dal 2013 decide che vuole di più e incomincia a scrivere: prima raccontini liberi sul suo blog, poi articoli e recensioni. Ama tutto ciò che è arte e ha un debole per i fumetti.

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