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L’Italia e il turismo rurale (a Verona)

Lo ripeto spesso, siamo un paese di cretini. Da anni ormai mi è chiaro chiarissimo che potremmo vivere di solo turismo, tra città stupende (da valorizzare), enogastronomia, prodotti tipici e un territorio tanto bello e variegato da fare invidia a qualsiasi posto nel mondo. E invece? E invece in qualche piega del tempo abbiamo virato verso il voler diventare ostinatamente un paese pieno di industrie, abbiamo puntato forte sulla fabbrica con dubbi risultati (Fiat, Ilva, Porto marghera ecc.) e abbiamo scommesso molto poco sul nostro reale valore, su quello che da millenni (non esagero) avevamo già in casa.

Siamo un paese che ci regala un mare stupendo (quando non inquinato dalle industrie), montagne, città d’arte con una storia senza pari, ma sopratutto siamo un paese di profonda ‘campagna’ che produce ed esporta (poco) prodotti tipici, unici, incredibili. Prodotti che vengono realizzati con passione e tenacia da un manipolo di appassionati locali e che spesso rimangono relegati nella loro nicchia.

Qualcosa però sta cambiando, qualcosa si muove e la prima edizione del ‘Salone del Turismo Rurale‘ ne è la dimostrazione. L’iniziativa (a cui ho partecipato) svoltasi i primi di novembre a Verona, realizzata dalla stessa Veronafiere durante la storica Fieracavalli (alla sua 117 edizione – nasce infatti nel maggio 1898) con oltre duecento espositori e con la voglia di far conoscere un modo diverso di fare turismo e promuovere (era ora) il territorio. Le aziende agricole capaci di trasformare il proprio prodotto sono in forte crescita e sempre più spesso ci imbattiamo in fattorie didattiche, fattorie sociali, agriturismi ecc. Tutti votati allo stesso fine: far capire che finalmente i nostri prodotti sono un’attrattiva per il turista (se ben veicolato) e non un ostacolo.

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Facciamo un esempio: La cipolla di Tropea, Il brunello di Montalcino, la mozzarella di Battipaglia, sono tutti prodotti tipici territoriali, che senza esagerare, hanno portato turismo e gloria alla propria città e al proprio territorio. Tropea, Montalcino e Battipaglia sono conosciute e visitate da tutto il mondo, proprio grazie al loro prodotto, pensate a cosa sarebbe senza, se non fosse per il Brunello, Montalcino (senza offesa) sarebbe un bellissimo paesello come tanti se ne trovano in Toscana.

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Il Salone del Turismo Rurale è quindi aperto e votato proprio alla promozione di quel genere di prodotto. Divisio tra centinaia di stand regionali (come mai mancavano Siciali e Friuli?), certo non esenza pecche, probabilmente essendo alla sua prima edizione è stato forse poco integrato all’interno di un evento molto forte come Fieracavalli che lo ha un po’ cannabalizzato e messo (quasi) in disparte, senza creargli intorno un percorso visitativo più fluido e organizzato, ma (appunto) stiamo parlando della prima edizione e probabilmente le cose miglioreranno il prossimo anno (ci conto).

Detto questo, adesso dovrei fare l’elenco di tutte tutte le incredibili aziende che durante quei fine settimana mi hanno fatto assaggiare cose squisite, dall’aceto balsamico, al risotto, dal tartufo al radicchio, dal gelato al dolci sardi. Ma no vi annoierò con uno sterile elenco che serve a poco se non a farvi venire l’acquolina in bocca, spero invece che abbiate capito che il turismo rurale è guardarsi intorno, girare l’Italia e dare fiducia al nostro terriorio senza farsi condizionare da agenzie di viaggio che sanno vendere bene posti esotici in mano a grandi gruppi del turismo di massa e poco quello che di buono abbiamo in casa.

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Voglio però raccontarvi e concludere con due cose uniche nel loro genere.

Le tre rondini

L’Agriturismo le Tre Rondini di Vigo di Legnago (che non è Legnano eh…) ha ospitato con coraggio il nostro gruppo di blogger affamati. Un luogo vasto e magico messo in piedi vicino all’argine dell’Adige dalla famiglia Menghini dove la filiera è cortissima e si passa con serenità rurale (ci risiamo) dagli animali (quasi) da cortile, a quelli che poi vi vengono serviti a tavola dalle stesse persone che li allevano. Un applauso corale per la signora Cinzia Beozzi che dorme poco e lavora tanto tanto tanto tanto, tra pasta fresca, biscotti, cucina e gestione (nella foto con me e Chiara) degli eventi. Davvero un bel posto, fatto da geneet con la cultura del lavoro e dell’ospitalità che hanno saputo farci sentire a casa e a distanza di giorni, un po’ mi mancano, sopratutto i loro salumi.

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...e non vuoi riportare qualcosa a casa?

…e non vuoi riportare qualcosa a casa?

Gregorio

Lo so, avevo detto che non parlavo dei vari espositori presenti al Salone del Turismo Rurale, ma qui parliamo di Rotolo Gregorio, un uomo d’altri tempi, un uomo che per promuovere i suoi prodotti e l suo agroturismo Vallescanese (termine quanto mai riduttivo) ha portato sul suo banco una quantità di formaggi e una personalità da lasciarci il cuore. Va bene, lo ammetto io e il mio colesterolo siamo formaggiari veri, abbiamo una insana passione per i prodotti derivati dal latte, ma vi assicuro che qui parliamo di formaggi fuori dal comune, sapore, qualità e sapore davvero speciale, vi consiglio la gita a Scanno per andare a trovare Gregorio a cui (credeteci) in preda agli odori e ai profumi del suo caciocavallo barricato ho anche chiesto, come moderni Romeo e Giulietta (Verona mi aveva preso) di sposarmi, ma lui non volle e il cuore mio si spezzo in mille pezzetti di formaggio. Se poi volete saperne di più leggetevi il bel report di Agnese sui gioielli d’Abruzzo.

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Con il cuore infranto da Gregorio chiudo qui l’avventura e l’esperienza del Salone del Turismo Rurale, ringraziando un po’ tutti gli amici blogger partecipanti e sopratutto Giulia (e Stefano) perchè sanno quello che fanno.

Adesso (per concludere davvero) fatevi due risate e guardatevi il video realizzato dal prode Saverio De Luca (grazie Mario…) che ci ha seguito e inseguito durante quelle giornate…

 

Paolo
Informazioni su Paolo "Ottokin" Campana (2098 Articoli)
Paolo "Ottokin" Campana. Founder di Bloggokin. A volte grafico. A volte blogger. Giro, vedo gente, mangio cose.

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