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ANTEPRIMA: La cover di NoCurves per Skunk Anansie

L'artista italiano, ci regala in anteprima la cover inedita di Anarchytecture, il nuovo lavoro degli Skunk Anansie

In dieci anni di Bloggokin mi è capitato di conoscere e fare amicizia con tantissimi artisti, illustratori, street artist e fumettisti, alcuni li ho persi per strada, altri li seguo, mi seguono, ci incrociamo nei percorsi, ci rincorriamo negli eventi e finiamo per diventare una specie di “amici d’arte“. Un posto speciale tra questi amici lo merita NoCurves l’unico Tape Artist in circolazione. Ci siamo conosciuti via social circa due/tre anni fa, sono seguiti fiumi di chiacchiere sullo stato dell’arte, mostre (qui), collaborazione per toys stupendi (qui), eventi (qui) e anche un incursione a sorpresa in una mostra temporanea (e molto veloce) a Monza (qui) oppure durante la recente Lucca Comics.

Parliamo di un Artista con la A maiuscola, uno di quelli che come dicono quelli che parlano bene dell’arte, è quotatissimo, uno di quelli che fa esposizioni e opere davvero incredibili, mantendo il tipico low profile e lavorando tanto (ma davvero tanto) a testa bassa con taglierino e nastro. Il lavoro come forma d’arte. Pochi fronzoli, tanta sostanza. Adesso il ragazzo che stende i nastri su vari materiali mi rinnova l’amicizia e mi offre una preziosa quanto bellissima anteprima:

La cover inedita realizzata da NoCurves per Anarchytecture – il nuovo album degli Skunk Anansie!

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La Cover di Anarchytecture degli Skunk Anasie

L’album che arriva dopo il Black Traffic del 2012 (e ne è idealmente il seguito) e del live dell’anno successivo, è stato prodotto ai RAK Studios di Londra da Tom Dalgety e masterizzato dal Ted Jensen agli Sterling Sound Studios di New York. Un album internazionale dunque, con una cover artistica tutta italiana.

Non potevamo quindi non chiedere a NoCurves come nasce una simile opera e come finisce per diventare la cover del nuovo album di una super rock band come gli Skunk Anansie.

Per prima cosa come nasce il contatto con gli Skunk Anansie ? Come sei arrivato a loro?

Come tutte le cose piu belle in maniera spontanea e immediata.  Tempo fa ho avuto occasione di lavorare con Anna Maria Negri, top make up artist, e qualche mese fa mentre stava preparando gli scatoloni di abiti da spedire a Londra si è accorta di aver finito il nastro adesivo, caso vuole che Skin e il gruppo erano li accanto che stavano discutendo della copertina… ed eccoci qua.

Le vie del Nastro sono infinite.

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Ti conoscevano come artista?

Nel 2011 avevo girato un video per Converse & Footlocker a Londra con una mega installazione, la visibilità era stata enorme, ma sui lavori degli ultimi anni non avevano mai visto nulla. L’impatto è stato molto forte, ci siamo piaciuti subito.

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Vi siete incontrati?

Si, ero ritornato in italia da poco e ho ricevuto una telefonata dove chiedevano di vedermi, stavano scattando in uno studio a Milano. Avevo la febbre alta, ma non ci ho pensato due volte e ci siamo incontrati. Puoi immaginare il mio entusiasmo, sono cresciuto con la loro musica, conservo come un cimelio il loro primo cd “Paranoid & Sunburst

Perchè dei ritratti piuttosto che una cosa astratta o con altro soggetto? Ti hanno dato input in merito?

Essendo loro una rock band tra le piu famose e con una front woman d’eccezione, dovevano per forza essere i protagonisti della copertina. Devo dire che il lavoro sui “ritratti” degli ultimi anni fa parte di un percorso incentrato sulla scomposizione geometrica delle anatomie; è diventato un po’ un mio marchio di fabbrica e credo colpisca in maniera diversa rispetto ad un’opera completamente astratta.

D’altra parte con il crescente utilizzo della tecnologia “mobile” credo la prima esigenza  di una band sia di colpire uno spettatore con un immaginario forte e deciso, che possa essere funzionale sopratutto a livello “social”.

Da cosa sei partito per colori, tagli, ecc? Cosa ti ha ispirato?

Il punto di partenza è stata la ricerca fotografica, e qui devo ringraziare il fotografo Emilio Tini, che ha curato la parte fotografica di tutto l’album che mi ha reso disponibili in anteprima gli scatti della band. Ho scelto le espressioni e le pose migliori di ciascuno di loro e successivamente ho trasformato i loro tratti caratteristici nella mia rigorosa geometria senza curve.

L’ispirazione principale è stato lo “spettro visibile” che è quella parte dello spettro elettromagnetico che l’occhio umano può percepire. L’occhio umano è sensibile solamente alle onde elettromagnetiche con lunghezze d’onda comprese tra 400 e 700 nm., un intervallo molto limitato.

Quindi è come se Skin, Ace, Cass e Mark avessero varcato una un porta magica elettromagnetica per entrare in un regno ultraterreno futuristico dove gli angoli e linee regnano sovrani.

Ognuno di essi è rappresentato con una particolare tonalità di colore che identifica la sua/suo spirito e l’atteggiamento.

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La chiacchierata finisce qui, non credo ci siamo bisogno di aggiungere altro. Qui di seguito potete godervi il filmato del Making of… realizzato per NoCurves dai bravissimi ragazzi dello Studio Zi di Milano (che vi consiglio di seguire).

Buona visione.

// NO CURVES X SKUNK ANANSIE // from NO CURVES on Vimeo.

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Paolo
Informazioni su Paolo "Ottokin" Campana (2099 Articoli)
Paolo "Ottokin" Campana. Founder di Bloggokin. A volte grafico. A volte blogger. Giro, vedo gente, mangio cose.

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