#mipiacerossa: la campagna contro l’allarme carne rossa

Siamo un popolo strano, amiamo le cosidette notizie tsunami, quelle che fanno vendere (forse) i giornali, quelle che ci fanno chiacchierare al bar, quelle che senza informarsi bene rischiano di cambiare le abitudini e la percezione della popolazione verso alcuni cibi.

L’ultimo caso di forte allarmismo è arrivato a seguito dell’allarme lanciato dall’International Agency for Research on Cancer (Iarc) dell’Oms, che in sostanza dice:

“Le carni lavorate, come per esempio i wurstel, sono cancerogene e vanno inserite nel gruppo 1 (a pericolosità più alta come il fumo e il benzene) delle sostanze che causano il cancro. Meno a rischio quelle rosse non lavorate, inserire fra le probabilmente cancerogene”

Facciamo attenzione: si parla principalmente di carni lavorate, non di carni rosse. Quest’ultime sono probabilmente cancerogene e in questo “probabilmente” andrebbero inseriti i parametri di consumo, qualità, conservazione e cottura.

Quanta carne rossa si consuma sulle nostre tavole? Da dove viene? Come viene macellata? Quale soglia deve essere superata per essere considerata rischiosa? Domande che effettivamente l’OMS non si pone e non spiega, sarebbe di fatto impossibile farlo per ogni stato e quindi (come spesso accade) si generalizza dando poche spiegazioni.

Da questo annuncio in poi è partito l’allarmismo diffuso contro tutta la carne rossa e la notizia per molti (dai giornali blasonati ai social network) è diventata semplicisticamente: la carne rossa è cancerogena. Sbagliando.

Cerchiamo di fare chiarezza allora sulle differenze tra carni lavorate e carni rosse.

Per rossa si intende quella carne con la tipica colorazione dovuta all’abbondanza di mioglobina e di emoglobina e si differenzia a seconda dell’animale macellato. Diversamente dalle carni bianche (ottenute da animali da cortile come polli e tacchini), le carni rosse sono ottenute da animali da macello. Tra le carni rosse troviamo la carne bovina (vitello, vitellone, manzo, bue e vacche), carne equina (di cavallo o puledro), carne di ovini, suini e caprini.

Mentre per lavorata si intende che la carne ha subito un processo di trasformazione attraverso salatura, stagionatura, fermentazione, affumicatura o altri processi per migliorare il sapore e la conservazione. Esempi di carne lavorata sono: wurstel, prosciutto, salsicce, carne in scatola, carne secca e tutte le preparazioni a base di carne.

CarneRossa

La differenza appare chiara, ma allora a cosa si deve l’allarme? A semplice semplificazione? All’ignoranza in materia? Alla voglia di fare l’alternativo vegano contro tuttO e tutti?

Come racconta Gian Paolo Angelotti, presidente di Assomacellai, la sindrome della fettina-assassina ha messo ko la carne rossa sugli scaffali dove “le vendite sono crollate del 20%” dopo l’allarme Oms sul rischio-cancro.

Personalmente siamo a favore di un sano consumo di carne rossa come di tutto il resto delle carni e degli alimenti, riteniamo che il segreto (come diceva la nonna) di una buona alimentazione sia variare il più possibile il cibo sulla propria tavola, senza escludere nulla, senza pregiudizi o (falsi) allarmismi. Senza scordare che gli studi descritti hanno preso in considerazione consumi di carne rossa nell’ordine dei 300/400 gr ogni giorno e per la carne processata si parla di consumi superiori ai 200 gr ogni giorno. Quantità che sarebbero sconsigliate a prescindere dalla correlazione con il cancro.

Per quello lanciamo oggi la campagna #amepiacerossa, che altro non è che una campagna provocatoria a sostegno del consumo consapevole della carne rossa, stando sempre attenti alla qualità e alla provenienza, cercando di capire con il proprio macellaio di fiducia, la storia di quello che mangiamo e (per quanto possibile) la filiera che l’ha condotta sulla nostra tavola.

Se volete partecipar attivamente alla campagnae, vi basta scaricare il file .psd da QUI, scattare una foto con la vostra carne preferita, inserirla nella file, salvarla e rimandarcela a: info@bloggokin.it – oppure (se non siete troppo tecnologici), potete inviarci la vostra foto (in verticale, niente primo piano) alla stessa mail (magari con vostri contatti social) e al resto penseremo noi.

Tutte le foto saranno pubblicate in un articolo riassuntivo di sostegno alla campagna, proprio per dimostrare che sappiamo consumare carne rossa consapevolmente e senza (falsi) allarmismi.

#mipiacerossa

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Paolo

Paolo "Ottokin" Campana

Paolo "Ottokin" Campana. Founder di Bloggokin. A volte grafico. A volte blogger. Giro, vedo gente, mangio cose.

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