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Chi era Claudio Caligari?

Si conclude la trilogia immaginaria di Claudio Caligari con Non essere cattivo: film che ritorna ai temi di Amore Tossico incidendo con forza e passione

Ciò che mi ha sempre affascinato di Claudio Caligari è la sua capacità di raccontare la notte: le ore buie che perdono di vista le buone intenzioni trascinandosi fino all’alba. Cesare accanto a Michela, arrabbiato con chi riesce a dormire, che si punta la pistola alla tempia senza avere il coraggio di sparare, e Remo e Maurizio, in macchina con il Rozzo per rapinare un’altra villa, con le mani sporche di sangue e l’adrenalina che li stringe in un abbraccio senza via di scampo, oggi Vittorio e un nuovo Cesare, che si fermano al bar ancora qualche ora prima di rientrare in una casa in cui non vogliono tornare: il popolo della notte di Caligari alla ricerca di qualcosa, fino al sorgere del sole, con braccia molli e corpi squassati.

amore tossico cesare

Claudio Caligari è stato un regista, un narratore, un uomo che voleva raccontare a tutti i costi, col sangue e la voce. Nella sua carriera ha girato solo tre lungometraggi: Amore Tossico nel 1983, L’odore della notte nel 1998 e l’ultimo, Non essere cattivo, uscito in sala l’8 settembre scorso e presentato come Evento speciale alla 72esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, da poco conclusa.

Amore Tossico gli ha permesso di entrare in un limbo dorato: quello dei registi controcorrente che ricevono approfondimenti di 5 o 6 pagine sulle maggiori testate ma che al contempo fanno paura, perché forti e determinati nel non averne neanche un pizzico loro stessi di paura.

Amore Tossico

Il suo primo film è un ritratto generazionale realizzato con collaborazione e dedizione, pochi mezzi e voglia di comunicare. Racconta delle vicende di Cesare, Michela, Enzo, Ciopper e chi gli ruota attorno, tutti prigionieri della tossicodipendenza, convinti di ribellarsi senza accorgersi di essere prede in pericolo. Il cast è formato da attori non professionisti, a quel tempo ancora tossicodipendenti o comunque parte in passato di quel giro, la sceneggiatura appartiene a loro come all’autore, lo sfondo è Ostia, dove tutti si conoscono e ogni strada ricorda qualcosa, l’Ostia di Pasolini di cui Caligari diceva di essere erede artistico e non solo.

Amore_tossico ostia

Il suo secondo film lo avvicina a Valerio Mastandrea, attore che si legherà a lui fino alla fine e che contribuirà ad ultimare l’ultima uscita del 2015, e che ne L’odore della notte interpreta Remo: ex poliziotto che vive le ore notturne a rapinare le case della borghesia romana in un gesto che definisce politico e liberatorio. Anche qui, sebbene il cast non sia formato da ex ladri, si assorbe la crudeltà vera di una città e un periodo storico che tormenta gli individui.

l'odore della notte caligari

Proprio Mastandrea produce l’ultimo film e si affeziona non solo alla persona di Caligari ma al suo amore spassionato per mostrare realtà di invisibili stanchi di vivere e vittime del tempo.

Non essere cattivo purtroppo esce postumo, l’autore finisce di girarlo poco prima di lasciarci il 26 maggio scorso, ed è un peccato perché solo ora si parla davvero di lui: è più facile parlarne ora, prima avevamo paura di elogiare un qualcosa ritenuto troppo reale per essere un film. Sui giornali si legge di “conferme del suo talento”, io scriverei di fragili ammissioni. E’ appunto facile ora che i suoi interpreti sono solo attori e non esseri umani in un ruolo che ricorda loro stessi. Ora che la finzione ci distende e il termine eredità suona meglio di attualità.

Non essere cattivo è la storia di Vittorio (come il protagonista di Accattone) e Cesare (non a caso, eroe moderno di Amore Tossico), amici legati da un sentimento fraterno di condivisione delle sofferenze, alla deriva con le droghe sintetiche, i rapporti umani, l’inadeguatezza, anche la loro storia si apre lungo del pontile di Ostia con una sorta di regalo agli spettatori affezionati alla sua opera prima.

non-essere-cattivo

Lo hanno definito anacronistico, citazionista, vecchio. Ma andandolo a vedere sapevo cosa stavo cercando e non sono d’accordo; è necessario appunto tenere sotto controllo l’oggetto delle proprie ricerche per riuscire ad esprimere un giudizio, ed io ricerco la passione e il potere di riuscire a smuovere il corpo dalla stasi di intrattenimento. Non cercavo perfezione, non cercavo rivoluzione, solo il testamento sincero di un grande uomo di cinema, che mi tranquillizzasse del fatto che di film uno come lui ne avesse fatti solo tre, beh è ciò che ho trovato; a 67 anni Caligari ha girato un’opera che non ritengo vecchia.

Claudio Caligari amava il cinema, amava Roma e raccontava di dipendenze e debolezze umane, non aveva un buon carattere, così dicono, ma i suoi film per quanto brutali riescono a farmi ancora ridere e piangere; sono umani come i personaggi che racconta, crudeli e insicuri, ironici e dimenticati.

La sua trilogia immaginaria è conclusa e mi piacerebbe che ce ne fossero ancora di artisti come lui, che lasciano il segno con un paio di inquadrature e storie semplici, venate di irrisolutezza. Peccato ci sia ancora qualcuno che non riesca a vedere.

“Sti maledetti dormono tutti”

Silvia Pezzopane
Informazioni su Silvia Pezzopane (56 Articoli)
Scrittrice freelance e costumista per vocazione, appassionata di cinema, arte, musica. Con una laurea in Arti e Scienze dello Spettacolo e un paio di sogni nel cassetto, crede irrimediabilmente che la sua vita sia un film..

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