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Riccardo Guasco, Marcovaldo e l’uomo dei cappelli

Riccardo Guasco e i ragazzi delle officine Marcovaldo di Alessandria hanno realizzato un bellissimo "muro" dedicato alla figura di Giuseppe Borsalino.

Capita rarissimamente di trovare un gruppo di artisti/architetti/designer impegnati per passione sia nel sociale che nel campo artistico comunicativo come i ragazzi delle Officine Marcovaldo di Alessandria e dintorni:

Officine Marcovaldo è un progetto multidisciplinare che punta all’osservazione, alla ricerca e al miglioramento della comunicazione e della cultura all’interno del tessuto urbano. Pensiamo che un intervento contestuale e allo stesso tempo innovativo e creativo sia indice della crescita e del miglioramento di una città e possa trasformare il cittadino in “attivo abitatore”.

E’ una mappa di segnali, luoghi, simboli e sguardi. Una superficie bianca in grado di assorbire i segni che la città lascia e far emergere i segni che la città assorbe.

Uno stralunato progetto urbano, insomma, che punta a rendere più attraente la città, più gradevole la nebbia, più piacevoli le attese degli autobus, più interessanti le aiuole e i vicoli e più stuzzicante la segnaletica stradale. Siamo in città e ci siamo dentro fino al collo!

Il testo è preso direttamente dal loro sito e non credo che avrei potuto descrivere meglio il contesto nel quale si muovono i ragazzi del Marcovaldo (il nome è già di suo un manifesto programmatico). All’interno del gruppo c’è Riccardo Guasco, amico e illustratore eccezionale (ricordo ancora con piacere la nostra chiacchierata su equilibrio e armonia) per la quale non finirò mai di spendere parole di elogio sull’elevata qualità artistica delle sue opere.

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Negli ultimi giorni Riccardo e i “marcovaldi” hanno realizzato un muro di ben 64 mq tutto dedicato all’uomo dei capelli. L’uomo dei capelli altro non è che Giuseppe Borsalino, creatore del famoso cappello e alla quale la città di Alessandria deve molto, si aper notorietà che in termini meramente lavorativi. Abbiamo quindi fatto qualche domanda a Riccardo su questa meraviglia.

Come nasce l’idea? Chi vi ha commissionato il “muro”…

Allora, per prima cosa devo dire che è stato fatto in completa autonomia e senza committenza, semplicemente io e altri 4 amici facciamo parte delle Officine Marcovaldo, un collettivo di “artisti” provenienti da diverse discipline e ci occupiamo di interventi urbani. Avevamo un po di tempo a disposizione e la casa di uno dei 5 con una bella facciata di circa 60Mq libera nei dintroni di Alessandria il resto è venuto da sè.

Come nasce l’idea di dedicare la parete a Borsalino

La casa e tra Pecetto di Valenza e Alessandria. Pecetto è il paese natio di Giuseppe Borsalino, personaggio che diede ad Alessandria la notorietà in tutto il mondo per la famosa fabbrica di cappelli che porta il suo cognome, abbiamo così immaginato un giovane Giuseppe Borsalino che da Pecetto scende in città di corsa con l’entusiasmo e un sacco di idee in “testa”.

Non vuole essere un tributo alla fabbrica, o una pubblicità al prodotto ma piu un tributo alla persona, alle idee, che da un piccolo paesino in collina scendono verso la città e con innovazione, passione, professionalità finiscono per andare “in testa” ai piu grandi personaggi di tutto il mondo.

Quindi la Borsalino non vi ha contatto?

Si, ci ha contattato anche la Borsalino, e abbiamo specificato proprio che è un omaggio alla forza delle persone, alle idee, alla creatività. Borsalino creo in città una fabbrica all’avanguardia in fatto di machinari e condizioni di lavoro, una delle prime fabbriche con l’asilo all’interno per le dipendenti! Mia mamma e mia nonnna sono state borsaline (così si chiamavano le donne che lavoravano in azienda) ma purtroppo quando sono nato mia mamma si è licenziata e non ho potutto frequentare l’asilo li! (smile)

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Erano altri tempi (anche se non lontanissimi)…

Borsalino ha fatto un sacco di cose per la città e per i suoi dipendenti (parlo del passato, ora la situazione è molto diversa credo). Ad Alessandria, Borsalino ha fatto l’acquedotto e la rete fognaria, l’ospedale civile, il sanatorio e la casa di riposo. Oggi il cappello si usa poco, ma all’epoca la città era davvero piena di gente in bicicletta e con il cappello.

(NDR: ricordiamo che la fabbrica di cappelli raggiunse il considerevole livello di 750.000 pezzi annui prodotti all’inizio del primo novecento, ampliandosi addirittura a oltre 2.000.000 alla vigilia della prima guerra mondiale. La fabbrica produttrice raggiunse oltre 2.500 dipendenti, rappresentando una notevole risorsa nell’economia della città piemontese).

Come vi siete divisi il lavoro?

Il disegno è mio, ma senza Luca Zanon (architetto) Patrik Dolo (designer) non avrei mai potuto completare l’intero muro. Come ogni cosa dei Marcovaldi è stato un lavoro di gruppo. La parte calligrafica è stata realizzata con maestria da Patrik.

Questo è quanto. Salutiamo Riccardo (grazie ancora), adesso non ci resta che fare un salto tra Pecetto di Valenza e Alessandria per ammirare il muro dedicato all’uomo dei cappelli.

Qui di seguito potete ammirare la gallery e il filmato timelapse del lavoro.

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Paolo
Informazioni su Paolo "Ottokin" Campana (2097 Articoli)
Paolo "Ottokin" Campana. Founder di Bloggokin. A volte grafico. A volte blogger. Giro, vedo gente, mangio cose.

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