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Wizzywig: la paura del diverso

Alla scoperta del mondo degli hacker con Wizzywig, fumetto di Ed Piskor edita 9L

Ci sono fumetti in grado di colpirti dalla copertina grazie alla particolare attenzione con cui l’editore presenta il proprio prodotto a un pubblico esigente e che sa bene quel che vuole. Wizzywig, fumetto di Ed Piskor edito da Panini 9L (in America, con la stessa veste grafica, da Top Shelf Production) è uno di questi. Il volume, un cartonato di 286 pagine che racconta la vita dell’hacker Kevin Phenicle Jr., è dotato di una copertina in rilievo che riproduce la forma del monitor di un computer dei primi anni novanta con tanto di schermo e di entrata per floppy. Essa, dominata dal beige, dal bianco e dal nero, salta subito all’occhio presentando Kevin, il protagonista della storia, e collocandolo all’interno della schermata, stanco, abbattuto e in prigione.

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Ed è proprio da qui che parte il graphic novel di Ed Piskor: Kevin Phenicle Jr., ragazzo sveglio e promettente che, con l’avvento dei computer, diventa un hacker informatico, viene scoperto e detenuto in prigione senza un regolare processo. La storia si sviluppa in maniera lineare, suddividendo i vari passaggi in capitoli divisi a loro volta in brevi episodi, ed è impostata in modo da dare la possibilità ai personaggi più svariati di esprimere il loro punto di vista, rendono la biografia del ragazzo insolita e piacevolmente cinematografica, sull’impronta di un docu-film.

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A prevalere sui numerosi spunti che ci vengono proposti è la tematica della paura del diverso e delle sue capacità, in questo caso individuata in un personaggio capace di scontrarsi ad armi pari con un sistema ben collaudato che ha fatto dell’America uno stato solido ma retto da dinamiche di potere forti e complesse, spesso subite inconsciamente dalla popolazione. La società americana, infatti, appare spaventata e scossa dalla facilità con cui il ragazzo colpisce il sistema, dando voce alle proprie opinioni durante tutto l’arco della storia, come se il lettore si trovasse davanti alle interviste fatte da un notiziario e alle banali risposte date dai più.

Una minoranza è considerata tale solo quando costituisce una qualche minaccia per la maggioranza. Minaccia reale o immaginaria. Ed è lì che si annida la paura. E se questa minoranza in qualche modo è invisibile allora questa paura è maggiore, e quella paura è la ragione per cui le minoranze vengono perseguitate. Quindi c’è sempre una ragione: la ragione è la paura. Le minoranze non sono che persone, persone come noi. […] La paura sta invadendo il nostro mondo. La paura viene usata per manipolare la nostra società. È così che i politici spacciano la loro politica.

(A single man di Tom Ford)

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Vivendo sulla sua pelle la paura di un popolo intero che non è capace di capire le potenzialità della tecnologia, Kevin appare contemporaneamente vittima e carnefice delle autorità che tanto lo disprezzano ma che non sono state capaci di sfruttare le sue abilità e di stimolarlo a tempo debito. Orfano dei genitori e con la sola nonna a prendersi cura di lui, il protagonista si aggrappa alla sola cosa che sa fare: sopravvivere come un moderno Frank Abagnale Jr. grazie alle sue spiccate doti intellettuali e alla sua passione sfrenata per l’informatica.

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In tal contesto le scelte stilistiche dell’autore, dall’idea di proporre ai lettori una sorta di documentario a fumetti realizzato con un tratto cartoonesco ma con chiare influenze underground, all’utilizzo di una struttura abbastanza rigida delle tavole, fino alla decisione di caratterizzare molto bene i protagonisti della vicenda, soffermandosi sulla loro fisionomia e sfruttando le inquadrature ravvicinate, appaiono in grado di delineare il carattere inquisitorio della società americana a cui si contrappone il desiderio dei più giovani di vivere in uno stato libero, dove verità e giustizia non sono mere illusioni.

Insomma, non vi resta che andare in libreria o in fumetteria, valutare voi stessi il design del prodotto e decidere se vi va o meno di percorrere le tappe che possono trasformare un nerd smanettone in un vero hacker scoprendo così se la curiosità del singolo che sta alla base di tutto possa essere rivalutata o meno.

Ilaria Mencarelli
Informazioni su Ilaria Mencarelli (402 Articoli)
Classe 1988, marchigiana d’origine e milanese d'adozione, insegue da qualche anno la laurea specialistica in Scienze della Terra a Milano, che la porterà ad essere geologa a tutti gli effetti. Dal 2013 decide che vuole di più e incomincia a scrivere: prima raccontini liberi sul suo blog, poi articoli e recensioni. Ama tutto ciò che è arte e ha un debole per i fumetti.

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