A Milano Maggio all’insegna di Filler: intervista a Dario Maggiore

In occasione della spring edition di Filler, convention dedicata all’illustrazione, alla grafica e alla cultura DIY che si svolgerà a Milano dal 5 al 7 giugno,  abbiamo intervistato Dario Maggiore dei Thunderbeard, uno degli organizzatori dell’evento.

Filler

Come è nato Filler?

Il progetto Filler è nato durante una chicchierata con il mio socio di Thunderbeard Ale Gansi. Ci trovavamo in una fiera di autoproduzioni molto grossa e molto bella e ci siamo resi conto di essere un po’ dei pesci fuor d’acqua. Visto che noi veniamo dal circuito punk hardcore, abbiamo pensato al fatto che ci sono molti progetti, molte autoproduzioni e anche molte persone che illustrano per gruppi industriali e ci siamo chiesti dove fossero queste persone. Qualcuno partecipa a degli eventi come le fiere del fumetto e di illustrazione anche loro come pesci fuor d’acqua, trovandosi di fronte ad artisti più classici o comunque vivendo il disagio di essere soli, isolati dal contesto e non capiti. Nelle fiere di autoproduzione di genere vendiamo bene le nostre cose, però la maggior parte delle persone viene lì e, anche se prende la maglietta, non capisce perchè hai fatto la maglietta, la prende perchè gli piace. Allora abbiamo pensato di riunire tutti quanti, tutti i progetti che conosciamo e di fare un evento assieme. Un evento che avesse un’identità precisa tant’è che la selezione degli artisti che saranno presenti è stata abbastanza rigida.

Quanto è importante mantenere vivi i vostri ideali e quanto è importante che questi vengano capiti da un pubblico esterno?

Entrambe le cose sono importanti allo stesso modo. Nel primo caso si tratta della nostra attitudine; agli artisti, siano essi legati allo skate o legati alla musica punk e hardcore stanno nel circuito perchè hanno le esigenze di comunicare qualcosa. Noi facciamo tutto ciò perchè ce le sentiamo, ci crediamo fino in fondo. Che la gente capisca sarebbe un successo. Si tratta di un’impresa difficile perchè l’immaginario punk-hardcore-skater è fatto di immagini molto forti e dall’altro perchè gli outsider guardano più all’estetica che al messaggio e di conseguenza se un’artista non disegna in maniera fluida non lo capiscono, non riescono a vedere cosa c’è dietro. Ovviamente cercare di conivolgere tutti è un’arma a doppio taglio in primo luogo perchè siamo un settore di nicchia e poi perchè si rischia di perdere l’essenza del movimento. L’obiettivo di Filler è quello di far vedere al mondo esterno che abbiamo qualcosa da dire e che ci siamo.

Come intendete far passare questo messaggio? Quali eventi proporrete nella Spring Edition di Filler?

All’interno di Filler vi saranno gallerie con i lavori di tutti gli artisti e i banchetti di chi tra loro autoproduce poster, magliette. Per realizzare Filler siamo riusciti a tirare in ballo degli sponsor attivamente. Ad esempio Vans, che è uno degli sponsor principali del nostro progetto, ci ha concesso di fare un evento con Serimal. Abbiamo organizzato un concorso con cinque illustratori che faranno cinque illustrazioni diverse, ognuna delle quali verrà votata e la grafica più votata verrà realizzata in un telaio e verrà poi stampata in serigrafia durante l’evento da Serimal, Michele Camorani, uno dei nomi più noti all’interno del circuito. Siamo riusciti a coinvolgere una multinazionale d’origine skate-punk in un progetto di autoproduzioni punk.

La possibilità di vedere come si stampa una serigrafia potrebbe anche essere utile per far capire ad un pubblico nuovo come si raggiungono certi risultati…

La serigrafia ultimamente sta prendendo molto piede, c’è tanta gente che stampa…Ma, appunto, c’è anche il ragazzino che passeggia in via Torino non lo sa. Quindi sapere che dei ragazzi giovani si possano interessare a tecniche di stampa, metodi di illustrare o messaggi completamente diversi per noi è importantissimo.

Ci parli della locandina che hai realizzato per l’occasione?

A caratterizzare la locandina è il teschio dei Misfits. In realta non è proprio il teschio dei Misfits ma una scimmietta, una scimmia teschio che già dalla prima edizione è diventata la mascotte di Filler e dei Thunderbeard tanto che la usiamo tuttora. Era mportante per me disegnare qualcosa che avesse un legame con il punk. L’importante è che abbia presa e che qualcuno riesca a ricondurla a qualcosa. La mia idea era semplicemente fare in modo che l’immaginario punk più conosciuto fosse all’interno del poster.

Filler 2

In attesa di poter vedere le mostre di Filler con i miei occhi ringrazio Dario per l’estrema disponibilità!

Ilaria Mencarelli

Ilaria Mencarelli

Classe 1988, marchigiana d’origine e milanese d'adozione, insegue da qualche anno la laurea specialistica in Scienze della Terra a Milano, che la porterà ad essere geologa a tutti gli effetti. Dal 2013 decide che vuole di più e incomincia a scrivere: prima raccontini liberi sul suo blog, poi articoli e recensioni. Ama tutto ciò che è arte e ha un debole per i fumetti.

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