La pizza, i pregiudizi e la difesa del McDonald’s

È stata la grande polemica di questi giorni, la guerra (vera o presunta) del McDonald’s contro la pizza e viceversa. Tutto ha inizio con lo spot (decisamente provocatorio) della grande M gialla in cui un bambino mentre mangia con i propri genitori in una pizzeria preferisce l’Happy Meal (la scatolina box con gioco, patatine e hamburger) alla pizza.
Apriti cielo!

Il belpaese si è scatenato tutto contro la multinazionale americana, già nell’occhio del ciclone per essere sponsor dell’Expo di Milano. Guai a toccare la pizza, nostro simbolo totem dell’alimentazione, piatto su cui gia la Gabanelli era scivolata con Report. attirandosi milioni di critiche.
La guerra ora è totale. Passiamo dal Fatto Alimentare che chiede la censura dello spot, al politico minorato che vede nello spot una vera e propria offesa alla pizza (ridicolo!) e che chiede quindi che Renzi faccia ritirare subito la sponsorizzazione di McDonald’s da Expo 2015

Nel frattempo per le vie di Napoli è partita una vera e propria guerra al panino, con manifestazione spontanee di pizzaioli vari di fronte alle sedi del fast food.

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Siamo al ridicolo.

Non avrei mai pensato di doverlo fare, ma mi trovo nella posizione in cui difendo e difenderò sempre lo spot del McDonald’s e la libera scelta che ogniuno di noi ha di mangiare quello che ci pare e (sopratutto) piace.

Mi spiego.
Partiamo dalla domanda principale che questa polemica ci pone.

La pizza è meglio dell’Happy Meal?

Non lo so, (o meglio) non credo.
Se parliamo di nutrizionismo, tabelle alimentari e kilocalorie allora la vedo dura. Entrambi hanno i loro problemi e i loro pregi. sopratutto se si esagera in un senso o nell’altro. In assoluto non possiamo dire che una delle due fa assolutamente male e l’altra bene.

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E la qualità del prodotto?

Certo se paragoniamo la pizza di Gino Sorbillo al McDonald’s la lotta non esiste.
È come paragonare un Brunello di Montalcino d’annata con il Tavernello (con tutto il rispetto). Ma se invece pensiamo alla pizzeria sotto casa, quella dove mangiamo sempre, quella di tutta italia, da Trento a Milano, passando per Ancona o Messiana. Se andiamo davvero a vedere cosa succede nelle molte pizzerie tricolore presenti fuori i vicoli di Napoli (e anche li dovremmo controllare), cosa capiamo? Magari scopriamo che in molto di quelle pizzerie la qualità non è così elevata e lontana da un qualsiasi fast food? A volte penso che non basta scrivere Pizza per dire che è buona ed è un prodotto genuino e sano. Quante volte tornati a casa ci si è rinfacciata? Vogliamo parlare della mozzarella da pizza? Quell’increscioso salsiccione giallastro che viene usato molto spesso (per risparmiare) al posto della vera mozzarella? Siete entrati di recente in una qualsiasi pizzeria (vivo a Roma eh…)? Vogliamo parlare della triste usanza del lievito chimico al posto di quello naturale per risparmiare su lavorazione e tempo?

Potremmo aprire un’intero capitolo su come nel corso degli anni i ragazzi italiani abbiano smesso di fare i pizzaioli, lasciando il campo (e il forno rovente) agli egiziani, ormai diventati bravissimi nel mestiere. Non sono Salvini e non sto’ tirando in ballo il razzismo, sia chiaro, ma non prendiamoci per il culo, un ragazzo italiano, tutte quelle ore davanti al fuoco a fare pizze non ci vuole più stare. Siamo davvero convinti e certi che aldilà del proprio fanatismo patriottico, il prodotto pizza sia così tanto meglio dell’Happy Meal del McDonald’s che il povero bambino tanto desiderava?

Le scelte dei padri (e delle madri) ricadono sui figli…

Ma poi alla fine cosa ci dice lo spot? che un bimbo di 4/5 anni preferisce un cestino con patatine fritte, hamburger (o pollo) e sopratutto un gioco, alla pizza. Vi sembra così strano?

Personalmente sto educando mio figlio a capire, assaggiare e conoscere tutti tipi di cibo, dal junk food allo stellato, cercando di spiegargli le differenze, i prodotti e la qualità delle cose, ma lo sappiamo tutti, ci sono giorni in cui davanti ad un gioco ed un sorriso non puoi dirgli di no. Non possiamo fare una guerra ideologica su uno spot che gioca sulle voglie del bambino.

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Polemica Chiusa?

In parte direi di si, aldilà della stampa che ci ricama sopra nel tentativo di vendere più copie e di alcune piccole lobby che difendono il loro orticello, la polemica credo sia tutta racchiusa nella fantastica possibilità che abbiamo di scegliere cosa mangiare, ma sopratutto che la abbia un bambino piccolo e una multinazionale di evidenziare quello che è ovvio… che è un bambino.

detto questo…

Viva la pizza.
Viva il McDonald’s.

concludiamo con l’ironia e la fantasia di un gruppo di napoli che ha voluto in qualche modo rimandare al mittente in maniera simpatica lo spot originale…

 

Paolo

Paolo "Ottokin" Campana

Paolo "Ottokin" Campana. Founder di Bloggokin. A volte grafico. A volte blogger. Giro, vedo gente, mangio cose.

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