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Anteprima: Cenerentola

Anteprima: Cenerentola

Può la Disney riproporre il film di uno dei suoi lungometraggi più famosi senza rovinare le atmosfere da fiaba che lo contraddistinguono? La domanda sorge inevitabile quando si parla di Cenerentola, pellicola in uscita il 12 Marzo che rappresenta un inversione di tendenza degli Studios che dopo Maleficent hanno deciso di incentrare la storia sulla gentile protagonista piuttosto che sulla sua malefica controparte.

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Il film

La regia è nelle mani di Kenneth Branagh, poliedrico attore e regista che nel corso della sua carriera ha trasposto numerose opere sheakespeariane per il grande schermo come Enrico V e Hamlet. Il cast vede Lily James nel ruolo della protagonista, Richard Madden in quello del Principe, Cate Blanchett in quello della Matrigna e Helena Bonham Carter in quello della Fata Madrina. La trama la conosciamo tutti: una giovane ragazza, dopo aver perso il padre, viene maltrattata dalla sua matrigna e dalle due sorrellastre, finchè, grazie ad un ballo di corte e all’inatteso aiuto della Fata Madrina, riuscirà ad ottenere la sua personale rivincita.

L’idea di fondo del film è quella di raccontarci la classica fiaba che conosciamo aggiungendo alcuni elementi di modernità riscontrabili nella personalità dei protagonisti che prendono parte agli eventi. Raccontando il passaggio all’età adulta della ragazza si è ritenuto importante trasformare la figura passiva presente nel racconto di Charles Perrault in un modello, in una protagonista attiva, paziente e capace di fare, in una sognatrice divertente e affascinante, in una figlia pronta a sopportare numerose angherie pur di preservare il suo legame familiare che la lega alla casa dove ha vissuto da sempre. Stesso trattamento per il Principe, sensibile e intelligente, capace e brillante, dimostra sin da subito di avere il carisma necessario per governare il regno o per lo meno di voler salvaguardare il suo popolo, passo dopo passo, contando sulle sue sole forze. Romantico e determinato, è pronto a tutto pur di ritrovare la donna di cui si è innamorato, accettando sin da subito i suoi probabili non nobili natali.

Tema fondante dell’intero film è il motto della protagonista, “Have courage and be kind”, “Sii gentile e coraggiosa”,’ultimo consiglio che la madre diede alla ragazza prima di morire. Durante la conferenza stampa è stata fortemente sottolineata l’importanza che ha tale messaggio per la storia. La protagonista segue tale stile di vita in maniera limpida e sana, conscia di quanto sia necessario non cadere nelle numerose trappole che tendono incomprensione, rabbia e paura. A sottolineare che il comportamento di Cenerentola sia a tutti gli effetti una scelta ben ponderata, cioè la sua decisione di seguire le linee guida materne, ci pensa l’antitesi con la matrigna, interpretata da un’ottima e mai invasiva Kate Blanchett, che ricorda allo spettatore l’altro lato della medaglia mostrandoci quanto sia difficile sopportare le sfortune riservateci dalla vita senza cadere nel baratro dell’odio. Mai come in questa trasposizione Cenerentola appare un racconto “karmico” in cui i protagonisti che si approcciano all’altro, al diverso, al meno fortunato in maniera gentile e senza secondi fini ottengono la buona sorte che gli spetta (si consideri a tal proposito il primo dialogo tra i due futuri innamorati, ma anche la prima parte dell’incontro tra la Fata Madrina in versione mendicante e Cenerentola).

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Il regista, gli archetipi e Sheakespeare

Importante notare quanto la forza del film sia dovuta alla scelta di mantenere gli elementi più classici della storia. Il merito di tutto questo va allo sceneggiatore Chris Weitz e al regista Kenneth Branagh che hanno preferito concentrarsi sulla crescita dei personaggi in un contesto universale, in cui la modernità può fondersi con l’iperclassicismo con lo scopo di emozionare, divertire e coinvolgere il pubblico. Il fatto di trovarci di fronte una storia caratterizzata da archetipi profondamente insinuati nella nostra percezione, come tutte le fiabe e i racconti di crescita, dà la possibilità al film di catturare l’attenzione del singolo in maniera personale e soggettiva.

La visione del regista è fortemente legata al lavoro sulle trasposizioni cinematografiche di Sheakespeare e all’influenza che ha avuto su di lui l’ultima produzione del poeta inglese che si concentra sulla narrazione di storie semplici (come La tempesta), quasi fiabesche, che intrattengono proponendo sottotesti nascosti e profondi. Per citare lo stesso Branagh:

Il mio background sheakespeariano mi ha insegnato a prendere le favole seriamente. Non a prendere noi stessi seriamente, ma le favole sì.

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I costumi

Capitolo a parte per gli abiti di scena realizzati dalla grande Sandy Powell, vincitrice di tre Oscar nella categoria Miglior Costumi rispettivamente per Shakespeare in Love, The Aviator e The Young Victoria. La cura riversata nella creazione delle vesti della protagonista, di Lady Tramaine e della Fata Madrina, unita al lavoro di Dante Ferretti sulle scenografie e a quello di Patrick Doyle sulla colonna sonora, è riuscita a creare la giusta atmosfera che richiede una storia fantastica come quella di Cenerentola. L’ elegante costume turchese indossato da Lily James durante il ballo e il maestoso abito bianco con tanto di bacchetta magica utilizzati da Helena Bonham Carter sono stati impreziositi da oltre 1,7 milioni di cristalli Swarovski. Le scarpette, scelte tra le proposte di 9 designer e realizzate per il fim in computer grafica, sono state ideate lavorando idealmente su un unico cristallo che è stato dotato di 221 sfaccettature Crystal Blue Aurora Borealis.

CINDERELLA

Vi lascio con una curiosità. Partecipando al roundtable con Lily James e Richard Madden ho avuto modo di apprendere dalla stessa quanto i vestiti, dalla vita stretta e dall’ampia gonna, fossero scomodi sia per via dei corsetti soffocanti sia per la loro pesantezza. E di quanto la scena del ballo sia andata a buon fine grazie alle ottime scelte coreografiche che hanno dato modo all’attore di sfruttare le spinte necessarie per sollevare Lily (e il suo pesantissimo costume) nei momenti opportuni.

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Non posso che concludere il mio articolo invitandovi ad andare al cinema, sempre che vogliate vedere una classica fiaba Disney al 101%!

Ilaria Mencarelli
Informazioni su Ilaria Mencarelli (402 Articoli)
Classe 1988, marchigiana d’origine e milanese d'adozione, insegue da qualche anno la laurea specialistica in Scienze della Terra a Milano, che la porterà ad essere geologa a tutti gli effetti. Dal 2013 decide che vuole di più e incomincia a scrivere: prima raccontini liberi sul suo blog, poi articoli e recensioni. Ama tutto ciò che è arte e ha un debole per i fumetti.

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