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A Milano la street art incontra Pirelli

All'HangarBicocca dal 26 al 28 febbraio sarà possibile ammirare le opere realizzate per Pirelli dagli street artist Dome, Alexey Luka e Marina Zumi

A Milano, dal 26 al 28 febbraio, grazie al progetto di comunicazione che farà parte del Bilancio Pirelli 2014, saranno in mostra all’HangarBicocca per un solo fugace weekend, tre splendide opere di street art realizzate da Marina Zumi, DOME e Alexey Luka.

I tre artisti, contattati da Pirelli tramite il curatore artistico del progetto Christian Omodeo, hanno avuto la possibilità di reinterpretare con il loro personalissimo stile i pneumatici, da sempre prodotto e simbolo della brand italiano. La struttura ideata per l’installazione, un tronco di piramide, presenta tre piani di lavoro separati dalle dimensioni 20×4 metri che ha dato modo agli autori di esercitare nella massima libertà la propria arte.

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Pirelli, che ha scelto questa particolare forma espressiva grazie ai punti in comune che la avvicinano all’azienda (la strada, la mobilità e la multiculturalità), ha dato la possibilità ai tre artisti internazionali di mostrare quanto la street art si possa adattare ai temi e ai contesti geografici più diversi. D’altronde, come dice lo stesso Christian Omodeo:

Lo street artist non fa riferimento a un codice artistico globale, ma adatta il proprio linguaggio al contesto geografico, culturale e sociale con cui si confronta di città in città. Al tempo stesso non vive un rapporto convenzionale con lo spazio urbano. Oltrepassa il limiti imposti dal sentire comune, esplorando zone dimenticate delle nostre città e riattivando, incoscientemente, quei non-luoghi che, secondo il sociologo francese Marc Augé, contribuiscono a rendere alienante la vita nelle metropoli contemporanee.

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Per dare maggior risalto all’installazione Pirelli ha lanciato anche un’iniziativa social: #TakePArt.
L’idea è appunto quella di invitare i visitatori a riprendere e fotografare le opere e poi a condividerle sui social media utilizzando l’hashtag appositamente creato; gli scatti più originali verranno pubblicati sui canali social Pirelli.

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Gli artisti

Marina Zumi

Argentina, classe 1983, con sede a San Paolo, Marina Zumi è un’artista poliedrica e in grado, grazie alla sua formazione da stilista, di creare delle opere eleganti e femminili, sia che si tratti di urban street art, sia che si tratti di creazioni in studio.
I suoi lavori ritraggono luoghi magici, dove le virtù umane sono spesso rappresentate allegoricamente da animali selvatici come cervi, civette o lupi. Le sue creazioni hanno la capacità di spiazzare l’osservatore trasportandolo in un’oasi di serenità tra sgargianti colori fluo e ambientazioni naturali oniriche.

Alexey Luka

Completamente opposto l’approccio di Alexey Luka (1983), artista e illustratore russo che, con il suo lavoro, cerca di creare una sorta di dialogo con l’architettura urbana mediante l’uso di geometrie e  linee curve molto sintetiche, spesso realizzando opere con elementi in rilievo.
Il suo legame con Mosca lo influenza moltissimo e gli dà i giusti stimoli che gli permettono di  assemblare nella maniera più adeguata i codici dell’astrazione, creando interessanti combinazioni.

DOME

Classe 1975, il tedesco Christian Krämer aka DOME riempie la sua città di lavori surrealisti con lo scopo di indagare la condizione umana in tutte le sue caratteristiche. Egli riesce con le sue opere a creare dei veri e propri racconti misteriosi in cui figure allungate dai volti bestiali vivono esperienze più o meno comuni in ambientazioni gotiche in cui il bianco e nero diventa protagonista assoluto.

Le opere di #TakePArt

Tema principale dell’esposizione sono i pneumatici, dei quali ciascuno street artist ha proposto la sua particolare visione.
Alexey Luka l’ha trasformata un un elemento geometrico e ha inserito una vera gomma all’interno del suo lavoro, Marina Zumi l’ha fatta diventare una luna che illumina il percorso dell’uomo, mentre DOME l’ha utilizzata per correlare i concetti di passione e innovazione.

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La figura del cervo rappresenta uno spirito saggio, che sa mantenere calma e buon senso anche di fronte alle avversità. In questo caso, la sua attenzione è catturata dalla luna (che ha le forme di uno pneumatico), non dal sole o dalle numerose stelle che sono in cielo, ma dalla luna che è l’unica vera ancora di salvezza degli uomini. Di notte, indica agli uomini il cammino da seguire e la strada per superare i propri limiti. Se non c’è la luna, non c’è luce, non c’è speranza e non c’è soprattutto il progresso.

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L’opera realizzata in HangarBicocca narra l’incontro tra culture diverse in città sempre più caratterizzate dal multiculturalismo. È da questo scambio fortuito tra culture diverse, simboleggiate da due figure astratte che convergono verso il centro della parete che prendono vita nuove forme biologiche – in questo caso una pianta. La presenza ripetuta di cerchi neri e l’inserzione di uno pneumatico richiamano un elemento essenziale della vita urbana.

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È a prova che l’amore e la passione porta l’uomo a oltrepassare i limiti del convenzionale e a esplorare nuovi percorsi, anche quando questi sembrano pieni di ostacoli. Il cartello recita “l’innovazione richiede passione”, perchè l’innovazione nasce laddove qualcuno ama e crede in quello che fa. in questo caso, tale sentimento è incarnato dalla rosa trasportata all’interno della carriola, con le radici e la terra necessaria alla sua sopravvivenza.

Come accennato prima, si è preferito non far interagire gli autori concedendo a ciascuno i propri spazi in modo da dare la massima libertà ad un linguaggio sperimentale come la street art. A tal proposito la forma dell’installazione permette all’osservatore di dedicarsi alla contemplazione di un lavoro alla volta, sottolineando sia l’estrema diversità dei codici degli artisti sia il tema comune su cui si concentra l’intero progetto.

Il concetto che l’intera installazione vuole veicolare è l’importanza della sperimentazione nella nostra società. Ciò viene espresso sia mediante l’utilizzo della piramide, il simbolo del sapere delle antiche civiltà, come piano d’appoggio, sia mediante il rapporto storico che si è instaurato tra progresso e cultura. La ruota diventa perciò il simbolo che definisce la voglia che ha l’uomo di superare i propri limiti e di accrescere la propria conoscenza.

Di seguito una ricca gallery relativa l’installazione!

Ilaria Mencarelli
Informazioni su Ilaria Mencarelli (401 Articoli)
Classe 1988, marchigiana d’origine e milanese d'adozione, insegue da qualche anno la laurea specialistica in Scienze della Terra a Milano, che la porterà ad essere geologa a tutti gli effetti. Dal 2013 decide che vuole di più e incomincia a scrivere: prima raccontini liberi sul suo blog, poi articoli e recensioni. Ama tutto ciò che è arte e ha un debole per i fumetti.

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