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10 imperdibili opere di Street Art in Italia

Da nord a sud, 10 opere di street art, in 10 città italiane realizzate da 10 artisti italiani. Una speciale mappa sull'arte urbana della nostra penisola

Negli ultimi anni la street art (o urban) sta avendo sempre più seguito e da piccolo fenomeno di nicchia è diventata un vero e proprio movimento culturale. Girando per le nostre città oggi è abbastanza facile imbattersi in qualche gigantesca opera (wall), ma quali sono le opere e gli artisti che da nord a sud dovete conoscere?

Abbiamo creato un percorso ideale (ma reale) che disegna l’Italia attraverso dieci magnifiche e imperdibili opere di street art: una sorta di viaggio attraverso una selezione di opere sparse in varie città, tutte realizzate da street artist italiani. Una mappa alternativa, un assaggio di ciò che si può trovare puntando un po’ più in là lo sguardo e concedendo attenzione a spazi inusuali e arti improvvise o studiate, comunque uniche ed effimere.

Dieci città per dieci opere che non potete perdere. La scelta è stata dettata dal cuore, dall’amore per l’arte che riesce a vivere senza cornici canoniche.

1. Bolzano – Truly Design

A Bolzano scegliamo il Teschio delle Fiere opera di Truly Design (Truly Design Visual Communication Studio).

Nata a Torino come crew di graffiti nel 2003, formata da quattro amici che condividono la passione per la street art e che si occupano non solo di arte urbana, illustrazione e graphic design per progetti commerciali ed artistici ma anche di collaborazioni con imprese ed istituti, organizzando workshop e attività di team building.

L’opera è stata realizzata nel 2013 in occasione del 39C Graffiti Jam (meeting di graffiti attivo ogni anno dal 2011) ed è da non perdere perchè la creazione eseguita a mano libera senza l’aiuto di proiezioni è frutto di grandi capacità e ispirazioni alte: la celebre opera di Hans Holbein’s The Ambassadors per la prospettiva anamorfica e il primo canto della Divina Commedia per i soggetti intrecciati; la lupa il leone e la lince.

Il risultato è un capolavoro di fusioni a colori pieni, che scorge il passante con occhi inquieti e cavi.

2. Belluno – Ericailcane

Stavolta non la facciata di un palazzo o un corridoio di pietra ma due silos gemelli all’ex cementificio di Vignole dove emergono le illustrazioni imponenti di Ericailcane: “Il lavoro nobilita l’uomo rendendolo simile alla bestia”, così un derisorio leone di San Marco ammonisce lo scheletro in preghiera attraversato da pesci rossi.

L’autore è originario di Belluno ed è conosciuto per le sue figure malinconiche provenienti da realtà favolistiche sciolte ed inquiete.

Lo conosciamo per le illustrazioni e le installazioni, ma ci sorprende con un disegno gigantesco appoggiato ai monti che dona una nuova vita ad una struttura prossima alla distruzione.

(la realizzazione rientra nel progetto di Dolomiti Contemporanee)

3. Venezia – Peeta

A Venezia lo spazio del Teatro Marinoni, (Lido di Venezia),  reso agibile, dopo essere stato un luogo abbandonato per molti anni, grazie ad un comitato di recupero, ospita un accenno turchese che si snoda spaziale ed invadente tingendosi di viola appena.
(Merito delle luci filtrate da vetri colorati e capacità grafiche eccezionali)

Peeta Venezia

L’opera è di Manuel De Rita, in arte Peeta, writer, scultore e pittore nato a Venezia e tutt’ora attivo lì, famoso per i suoi graffiti potenzialmente tridimensionali, giocati con luci e ombre e modellati grazie ad un’applicazione perfetta delle sfumature.

4. Milano – Nemo’S

A Milano, in una fonderia abbandonata, compare un omino benvestito, intento a raccogliere le monete cadute a terra, con braccine esili e occhi cerchiati di nero, opera del 2013 di Nemo’s, street artist italiano che non sfrutta solo la pittura ma crea delle vere e proprie opere di recupero con collage di carta riciclata e materiali differenti.

I contorni sono realizzati in acrilico, le carte utilizzate appartengono a vecchi post it presi da una piadineria da asporto e utilizzati per le monete, quotidiani abbandonati (Il Sole 24 ore) per l’incarnato, registri risalenti agli anni ’80 ritrovati in una discarica milanese per la camicia, varie tovagliette di ristoranti e osterie per la cravatta e le scarpe e sacchetti del pane e della frutta per i pantaloni.

Il risultato è un gigante attonito con intenzioni logore, speculari a quelle dell’autore che con nera ironia veste i suoi personaggi di carta straccia e ci mostra quanto sia subdola la fine delle cose.

5. Torino – Millo

Riguardo a Torino non possiamo non parlare di Millo: artista originario di Mesagne (provincia di Brindisi) che, dopo la laurea in architettura a pieni voti, è protagonista di mostre personali a lui dedicate sia in Italia che all’estero ( Clumsy alla Hoxton Gallery di Londra).

La serie di murales di cui già abbiamo parlato tempo fa è Habitat, e comprende tredici murales, realizzati grazie alla vincita del bando B.ART, nel quartiere di Barriere di Milano a Torino, incentrati sul rapporto tra umano e metropolitano.

Il quartiere non è più lo stesso ma diventa sede di una narrazione dalle grandi dimensioni, dove ognuno può trovare il proprio “adattamento”e giocare con i significati dei piccoli particolari compenetrati.

6. Bologna – Blu

In via Fioravanti 24 a Bologna si può trovare il murales di Blu, artista nato a Senigallia e attivo sotto pseudonimo, conosciuto per la facciata del Padiglione d’arte contemporanea a Milano, realizzata nel 2008, e gli interventi alla Bicocca ed alla stazione di Lambrate nel 2008 e 2009, ma anche per le collaborazioni con Run, Dem, Sweza ed Ericailcane.

Qui la facciata è ricoperta da un’opera ispirata dal celebre capolavoro fantasy di J. R. R. Tolkien: Il Signore degli Anelli, ma che si evolve in un mash up di dettagli pop e temi politici come Darth Vader di Star Wars e Silvio Berlusconi, un riadattamento contemporaneo dello scontro per l’unico anello tra celere e ribelli e sullo sfondo una Bologna che cede sotto il peso di vecchi e nuovi despota.

7. Terni – Mp5

Playing Upstream è l’opera scelta per Terni, realizzata da Mp5, si trova sulle rive del fiume Nera, conosciuto per i riflessi scuri che lo ricoprono nelle ore più buie.

Mp5 è fumettista, street artist, illustratrice e scenografa romana, le sue illustrazioni si presentano con tratti spessi ed enfasi bicroma, sono entità perennemente traforate e sincere.

Si muove contro corrente rispetto al flusso del fiume ed è un sub giocattolo a carica, un turchese fluo colora i pesci e la maschera e l’interazione con gli elementi circostanti rendono la figura mobile e fluttuante.

L’artista gioca sul senso dell’impresa e sulla suggestione delle forme.

8. Roma – Agostino Iacurci

A Roma ci spostiamo nel quartiere di San Basilio, sede di SanBa, che proprio in occasione dell’edizione 2014 chiamò gli artisti LIQEN e Agostino Iacurci a ricoprire di colori e forme le pareti degli edifici.

Agostino Iacurci nasce a Foggia nel 1986, è illustratore, incisore, muralista, pittore e scenografo.

Dal 2009 collabora con l’associazione Walls in nome di un’arte pubblica da diffondere per le strade e in città: lo testimoniano gli sgargianti murales eseguiti per l’Università Roma 3 e per l’Asl Prenestina.

Dal 2010 è assistente alle tesi di laurea in Illustrazione e Animazione Multimediale all’Istituto Europeo di Design di Roma, città in cui vive e lavora.

Nella capitale le sue realizzazioni sono molte e dislocate in varie zone, ma The Blind Wall comunica un qualcosa che non vogliamo perdiate: non è solo una divisione tra giorno e notte ma esprime l’idea di ingigantire uno di quei simpatici nonnini romani seduti fuori i condomini a guardare la strada che vive impegnato però a far crescere ciò che lo circonda, nel susseguirsi dei giorni.

Oltre a questo lo stile sognante dell’autore si fonde con le esigenze dirette degli abitanti che prima dell’esecuzione hanno più volte incontrato Iacurci per scegliere insieme modalità e soggetti.

9. Napoli – Alice Pasquini

Se girate l’angolo di Napoli in prossimità di Calata Trinità Maggiore scoverete un volto seminascosto che non si cura troppo di chi si ferma ad osservarlo; ha i tratti sinuosi e riconoscibili delle mani di Alice Pasquini, disegnatrice, scenografa e pittrice romana affezionata alla rappresentazione di femminilità sensuale e forte, e vibrazioni articolate in sfumature calde e fredde.

Napoli - Calata Trinità Maggiore (2011) Alice Pasquini

Gli occhi sono chiusi e una mano porta alle labbra una sigaretta, i capelli corti si sporcano di azzurro ed è come se salutasse il passante con un cenno timido del capo.

Da scoprire per caso, durante una passeggiata, e amare improvvisamente, come se la conoscessimo da sempre.

10. Palermo – Ozmo

Terminiamo il nostro percorso con la città di Palermo e la personalità di Ozmo: artista italiano formatosi all’Accademia di Belle Arti di Firenze e dal 2001 residente a Milano, protagonista di parecchi eventi legati al rinnovamento urbano e alla street art come la Moscow Young Biennial in Russia e “Donne Cavalieri Incanti Follia” organizzata dalla Scuola Normale Superiore e dal comune di Pisa.

Il suo tratto fonde stilemi antichi appartenenti ad un’iconografia classica con lampi pop destrutturanti, a Palermo in particolare la presenza si rende mistica.

In una città ricca di storia decide di raffigurare l’interno di un luogo sacro e lo fa con colori freddi provenienti da un sogno liquido, la prospettiva è perfetta e si viaggia all’interno di uno spazio credendo di recitare preghiere e trovandosi in realtà a sbattere contro una finzione bidimensionale.

Silvia Pezzopane
Informazioni su Silvia Pezzopane (56 Articoli)
Scrittrice freelance e costumista per vocazione, appassionata di cinema, arte, musica. Con una laurea in Arti e Scienze dello Spettacolo e un paio di sogni nel cassetto, crede irrimediabilmente che la sua vita sia un film..

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