Gravità – grazie ad Etnik mi sono sentita Wonder Woman

Tutta la galleria è su un altro pianeta e comunica tridimensionalità in corso d’esplosione.

©BlindEyeFactory_Gravità_Varsi

Le pareti si scompongono ed emergono, figure provenienti da un universo parallelo contaminano l’atmosfera ed ogni superficie si rende percettibile, le forme travalicano gli spazi precostituiti.

Siamo su Themyscira e ci sono nuovi e vecchi eroi, cammino tra sculture e lande desolate dove forme geometriche e alberi forti s’attorcigliano sui supporti di ferro cangianti.

Percepisco influenze contigue, una tipologia di illustrazione evocativa e logicità astratta al centro della composizione, al principio dell’incontro.

Mi fermo davanti alle opere sfiorandole con occhi futuribili, sensibili, prensili.

Nei quadri colorati leggo lo spazio gestito con irruenza e dedizione, forme neutrali si dispongono come scritture ancestrali, ogni realizzazione è contemporanea, ogni realizzazione è sempre stata.

Sabato 31 gennaio è stata inaugurata alla Galleria Varsi di Roma la mostra personale di Etnik (curata da Marta Gargiulo), artista nato a Stoccolma nel 1972 ma residente in Italia e autore di molteplici opere in giro per l’Europa.

(Ha partecipato anche a progetti di valorizzazione urbana come Circumwriting per la Stazione di S. Giorgio a Cremano, la stazione di Nuovo Salario a Roma per QArt, la nuova sede della mensa Universitaria di Pisa.)

Prossimamente l’artista realizzerà un lavoro sulla facciata di un muro nel quartiere di Tor Pignattara e noi non vediamo l’ora di ammirarlo in azione.

L’esposizione comprende opere eseguite con tecnica mista su vari e interessanti supporti (la tetralogia sul ferro è appunto magnetica) e sculture tridimensionali e porose, le quali confesso non mi sono trattenuta dal toccare con la punta delle dita.

photo ©BlindEyeFactory

Le forme si compongono nel legno per poi ritrovarsi in un assennato “esploso” multicolore e il gioco di equilibrio e scomposizioni mi fa sentire come Wonder Woman attratta da architetture in corso e capace di concepire colori mai creati.

Recatevi alla mostra e non ve ne pentirete, Etnik ha costruito un qualcosa di imperdibile, proiettato in un tempo che ancora non siamo in grado di spiegare.

L’esposizione sarà alla galleria fino al 15 marzo 2015.

Ringrazio The Blind Eye Factory per le foto e la compagnia di chi come me ama traslarsi nello spazio.

 

 

Silvia Pezzopane

Silvia Pezzopane

Scrittrice freelance e costumista per vocazione, appassionata di cinema, arte, musica. Con una laurea in Arti e Scienze dello Spettacolo e un paio di sogni nel cassetto, crede irrimediabilmente che la sua vita sia un film..

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