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Golem, un viaggio nella società futuristica di LRNZ

Il 9 Gennaio è uscito Golem, fumetto futuristico di LRNZ che ci porta in un'Italia futuristica e schiava delle multinazionali

Venerdì 9 Gennaio è uscito finalmente Golem, fumetto di Lorenzo Ceccotti (in arte LRNZ) piuttosto interessante sotto molti aspetti.

In primo luogo per la sua gestazione, durata ben venti anni, che ha visto l’autore ideare il mondo futuristico in cui è ambientata la vicenda e ragionare lungamente sul suo sviluppo, concludendo il fumetto proprio nel 2014 per Bao Publishing.

In secondo luogo per la complessa stratificazione del volume, che tratta temi come il rapporto dell’uomo con la scienza, la schiavitù derivata da una società basata su dipendenze e disequità sociale, il terribile potere in mano alle multinazionali e l’innocenza dei bambini, ancora capaci di sognare un mondo migliore di quello che abbiamo.

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LRNZ decide di farci ragionare su argomenti complicati e difficili da analizzare trasportandoci, senza scadere nel semplicismo, in un futuro non troppo lontano (il 2030), in un mondo molto diverso dal nostro in cui Europa e Asia si sono riunite sotto una sola guida e un’unica moneta e dove l’Italia è diventata fulcro del potere e del “benessere” dell’impero.

Nostro occhio fisso sulla vicenda è Steno, bambino perfettamente inglobato nella società consumistica e manipolatrice in cui è nato, ma al contempo ancora capace di desiderare qualcosa di più dalla sua esistenza. Con il procedere della storia il piccolo protagonista capisce quanto sia importante credere nei propri sogni, divenendo così una pedina importante nella lotta a favore della vera ugualianza sociale.

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Il futuro distopico che ci viene descritto meticolosamente nelle prime pagine ci catapulta in un mondo dominato da quattro multinazionali che incrementano, giorno dopo giorno, la loro egemonia. Siamo immersi in una società che non è più in grado di risollevarsi e dove il concetto di bene comune conta molto poco.
In una Roma dove la tecnologia e le catene di ristorazione controllano buona parte delle attività del singolo individuo è molto semplice perdere ogni tipo di libertà senza rendersene conto. Ne è un esempio lo stesso Steno che, totalmente dipedente dai prodotti Zibò, non ha mai cucinato in vita sua e che, ascoltando le fuorvianti pubblicità Yoko, ordina spazzolini di troppo.

Nonostante LRNZ abbia creato un mondo alternativo basandosi sulla satira estrema e sull’esasperazione di alcune caratteristiche della nostra società (come ha avuto modo di raccontare in questa intervista per Fumettologica), il risultato ci riporta ad un terribile e imminente futuro possibile che tanto inquieta durante tutta la lettura del fumetto.

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Il Golem, da cui prende nome il volume, è una versione non tanto diversa dal suo archetipo primordiale, una mostruosa entità salvifica che ha lo scopo di seguire gli ordini del suo padrone e di proteggere ciò che gli è più caro. La scelta dell’autore di correlare la figura della mitologia ebraica alla scienza, creando un forte collegamento tra la potente arma orrorifica, ben presente nel nostro immaginario, e una scoperta scientifica di grande importanza, appare un modo interessante di giocare con la natura dell’essere, slegandondolo dalla sua origine alchemica e dandogli nuova vita come risultato collaterale della ricerca.

Un’altro dei tasselli essenziali dell’opera è il diverso modo in cui gli uomini concepiscono la scienza e il progresso, riflessione fortemente legata al rapporto che hanno i singoli con l’ordine politico vigente. A tal proposito ci vengono in aiuto due personaggi, Ago Critone e Oudeis (NB: una volta finito il volume, fatevi prestare il dizionario di greco da un amico e andate a cercare il significato di Oudeis!). Essi sono due scienziati che si muovono in direzioni opposte, generando un conflitto che si basa su due modi antitetici di analizzare il proprio lavoro.

Da un lato troviamo Ago Critone, il positivismo che domina la ricerca scientifica e la volontà di risolvere i problemi del mondo e migliorarlo; dall’altro Oudeis, l’uomo che si è piegato alle regole del potere e che considera utile la scienza solo se diventa un mezzo per soggiogare le masse. L’unico punto di contatto tra i due personaggi è la forza di volontà con cui perseguono i loro ideali; Ago Critone è disposto a rischiare la vita del figlio (e non solo) per tentare di donargli un futuro migliore e il libero arbitrio, Oudeis è disposto a macchiarsi le mani di sangue uccidendo pur di nascondere “scomode” scoperte scientifiche.

Tra i personaggi meglio caratterizzati appaiono Rosabella e l’Agente X, antrambi accumunati dalla loro capacità di osservare la vita da angolazioni differenti rispetto al popolino. La prima ci appare come la ragazzina speranzosa che abbraccia la vita per quello che è, senza lasciarsi assuefare dal resto, e che crede fervidamente nell’importanza dei sogni, risultando il personaggio più myazakiano dell’opera. Il secondo è un soldato del governo che lotta nella convinzione che la ribellione generi solo vittime collaterali. Le motivazioni dell’agente vengono definite durante i flashback che lo riguardano e che rappresentano il giovane alle prese con il suo personale dolore, mentre l’armamentario di cui dispone si addice alla sua personalità e ai suoi sentimenti.

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Alle notevoli chiavi di lettura del fumetto si accosta l’estrema cura del comparto grafico. Immergersi nella lettura di Golem permette in primis di apprezzare gli ottimi disegni dell’autore che, reinterpretando alcuni elementi topici di manga e anime, riesce a creare un insolito mix tra oriente e occidente.

Ci troviamo infatti di fronte a un fumetto di stampo occidentale (non a caso la storia è ambientata in Italia) dotato della fluidità narrativa dei prodotti giapponesi grazie all’utilizzo di inquadrature dinamiche e al particolare taglio di alcune vignette. Se le fisionomie dei volti, il mecha design del vestiario e delle armature dell’esercito e dei terroristi hanno sapore orientale (da Myazaki a Otomo a Range Murata), le visioni oniriche di Steno (ma anche la scelta di alcune inquadrature, l’impostazione della copertina e la mancanza di fitte linee cinetiche e delle onomatopee) ci riportano a tutt’altre fonti di ispirazione, più classiche.

Particolarmente azzeccata appare anche la scelta di dividere in maniera netta i cinque piani spaziali e temporali, sfruttando tecniche stilistiche diverse, che danno modo al lettore di differenziare immediatamente i luoghi e il tempo in cui si svolgono i fatti. LRNZ si è avvalso di disegni di matrice giapponese dai colori pastello (che vertono a toni più cupi durante le scene drammatiche) per definire il mondo reale, di splashpage pittoriche dal forte impatto emotivo per rappresentare i sogni, di un miscuglio delle due per le scene quasi mistiche in cui Steno entra in contatto col Golem, di visioni vettoriali per rendere le proiezioni dei ribelli e di tinte piatte (in cui predominano toni chiari) per i flashback.

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A questo si aggiunge il dettagliato lavoro di creazione dell’Italia futuristica. Oltre al design degli interni, degli esterni, dei vestiti, delle armi presenti, è importante sottolineare quanto sia sofisticato lo studio dei loghi che rappresentano le quattro multinazionali che monopolizzano la società. Alla logostory dei marchi fittizzi Serinus, Yoko, Nanonine e Zibò, si associano la scelta dei font più appropriati per le aziende subordinate (come Pet Chic, Yo! Yo!, Mirror Mirror, Breakfast Bò) e quella dei packaging più adeguati per alimenti, medicinali e oggetti, che si intravedono soprattutto nella prima parte della storia. Su tutto si staglia il logo di Eurasia, ottimo miscuglio di elementi grafici relativi le quattro superpotenze economiche, il vigente simbolo dell’Unione Europea e un semicerchio simbolo del Medio Oriente.

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Elemento innovativo e curioso è, infine, la scelta di rendere disponibili dei contenuti speciali online accesibili tramite una sorta di gioco a premi sul web grazie a dei microchip presenti nel fumetto. Seguendo le istruzioni che impartirà a breve lo stesso autore si potranno scoprire, per esempio, le origini di alcuni dei protagonisti del volume e, così facendo, dare una nuova vita all’opera. L’esperimento bizzarro ma assai ben congeniato potrebbe donare una completezza definitiva al lavoro di LRNZ, permettendo ai lettori di apprezzare alcune tavole (e i loro straordinari colori) anche sotto la retroilluminazione del computer.

Insomma, Golem è un fumetto progettato con cura in modo da ottenere un’opera stratificata dallo stile impeccabile ricca di sottotesti e simbolismo. Proprio per questo mi sento di definire il volume non solo un’opera appagante dal punto di vista contenutistico ed estetico, ma anche un vero e proprio oggetto di design. Consigliatissimo!

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Ilaria Mencarelli
Informazioni su Ilaria Mencarelli (402 Articoli)
Classe 1988, marchigiana d’origine e milanese d'adozione, insegue da qualche anno la laurea specialistica in Scienze della Terra a Milano, che la porterà ad essere geologa a tutti gli effetti. Dal 2013 decide che vuole di più e incomincia a scrivere: prima raccontini liberi sul suo blog, poi articoli e recensioni. Ama tutto ciò che è arte e ha un debole per i fumetti.

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