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Dal Boombox al BeoPlay2: la musica come condivisione

Correvano gli anni settanta, la musica e la vita erano ribellione (come moltre altre cose), tra i giovani prese piede la “moda” del Boombox. Molti di voi lo ricorderanno, erano un enorme stereo da viaggio (si fa per dire) che portavi con te ovunque, dalla spiaggia alla strada, dalla cantina alla montagna, era onnipresente, sempre con il volume altissimo (Boom). Averne uno grande grande era indice di popolarità e di “rimorchio” sicuro. Era la fine degli anni settanta e la modà resistette tutto un decennio, fino alla fine degli anni ottanta, poi un lento declino fino alla scomparsa quasi totale. Il Boombox, con la sua esagerazione estetica di megastereo (a cassette) era però figlio condivisione, faceva gruppo, portava con se socialità, divertimento e spensieratezza in un momento in cui non c’èera molto da ridere. La stessa socialità che fu in seguito spazzata via dal walkman prima (e dall’avvento delle cuffiette) e dall’iPod poi (e da tutti i lettori mp3), facendo passare la musica dalla condivisione all’intimità personale.

Oggi vediamo spesso molti ragazzi (spesso under 15) girare in gruppo con l’audio del loro smartphone in vivavoce per sentire con gli amici il loro brano preferito e far conoscere a tutti i propri gusti (primi germi di ribellione?). Non credo stia per tornare effettivamente la moda del Boombox ma ci ho pensato molto quanto ho visto questo…

BeoPlay_A2_Grey_bg_White_1

Il nome è BeoPlay A2 ed è uno dei prodotti della Bang & Olufsen l’idea sembra quella di voler riportare la musica al centro della condivisione tra le persone. Ovviamente trattandosi di un prodotto della B&O non può che essere super super super tecnologico. Una vera meraviglia per le orecchie. Di fatto è un diffusore Bluetooth dal design super cool, dal suono misteriosamente avvolgente (non chiedetemi perchè ma si sente bene ovunque).

E’ così incuriosito da questo Play me lo sono fatto prestare qualche giorno dai ragazzi della B&O per fare un mini test. OK! Non sono un tecnico del suono, ma non sono nemmen mezzo sordo e riesco a percepire quando una cosa “suona bene” o si sente una chiavica! Il BeoPlay suona bene bene! Me lo sono messo in redazione e l’ho pure portato con me in gita fuori porta (come si usava una volta)! Connessione e sincronizzazione semplice (un tasto), durata della batteria lunga (quasi 24 ore) e un curioso cinturino corto in pelle da usare come maniglia per portarlo con se. Da qui l’idea che possa potenzialmente essere un ottimo e futuribile boombox!

Per quello che mi riguarda il test è abbondantemente superato, il BeoPlay fa la sua bella figura sia sulla scrivania che nel terrazzino della gita fuori porta. Colpito dal design della designer Cecilie Manz, con quel suo sapore nordico (si vede eccome che è danese) e con quella sua voglia di non darti punti di riferimento fissi, ma di continuo movimento. A proposito di design, va detto che non esiste una parte anteriore e una parte posteriore, così come non c’è un alto o un basso, ma solo tanto audio e suono. Particolare non trascurabile.

Ultima informazione utile: BeoPlay A2 è disponibile in 3 varianti: grigio, verde e nero e lo trovate QUI!

 

 

Paolo
Informazioni su Paolo "Ottokin" Campana (2099 Articoli)
Paolo "Ottokin" Campana. Founder di Bloggokin. A volte grafico. A volte blogger. Giro, vedo gente, mangio cose.

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