CineAnteprima: Ogni maledetto Natale

Ci sono registi che segnano la storia del cinema italiano senza lasciar traccia del proprio nome. Registi del calibro di Gennaro Nunziante (43.474.047 milioni di € incasso in un solo anno) o Luca Miniero (29.873.491 milioni di €), acrobati della cinepresa che hanno letteramente sbancato i botteghini senza riuscire minimanente a far ricordare il proprio nome (impresa titanica). Adesso (spero) sia arrivato il turno di Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre e Luca Vendruscolo con il loro nuovo film (il secondo) Ogni maledetto Natale. Molti di voi già li conoscono e li apprezzano da anni, dai tempi dei Buttafuori e sopratutto di Boris, vetta inarrivabile delle serie televisive italiane.

Dopo l’esordio sul grande schermo con Boris il film, giusto seguito del successo televisivo e addidato da molti come un flop (anche dai sapientini di Wired) per non aver sbancato il botteghino come avrebbero dovuto. I tre ragazzi si cimentano oggi con Ogni maledetto Natale (in uscita il prossimo 27 Novembre), commedia dissacrante sulle differenze sociali e culturali delle rispettive famiglie di una coppia di giovani.

Abbiamo visto il film in anteprima in collaborazione con Chickebroccoli (pluristellato blog di cinema dal sapore caustico) e ne abbiamo tratto due considerazioni, la prima strettamente legata alla storia, ai suoi personaggi e ai suoi attori e la seconda (un po’ più particolare) legata alla comunicazione e alla grafica italiana nel 2014.

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Partiamo dalla seconda. Guardatevi per un attimo la locandina/poster di questo film (prodotto da Wildside), in che anno siamo? Questo manifesto a che anno vi rimanda? 1990? 1992? Ecco credo che più o meno ci siamo. Questo manifesto (sbagliato) è il frutto finale di tutta una tradizione italiana davvero pessima, la tradizione di mettere gli attori sparpagliati in giro senza badare in alcun modo al gusto estetico e grafico della comunicazione. Prendiamo ad esempio il font utilizzato per la promozione (anche nel trailer che vedete di seguito), si tratta del Marker Felt una font gratuita che ha avuto l’onore di essere inserita diverso tempo fa’ nella top ten dei dieci peggiori caratteri da non utilizzare mai.

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Progettata nei primi anni del 1990 da Pat Snyder, un insegnante d’arte e figlio di un pittore di insegne, questo carattere è uno dei tanti che deve il proprio successo all’uso eccessivo in situazioni inappropriate (un po’ come il Comic Sans). Forse anche grazie al suo essere uno dei caratteri predefiniti delle note dell’iOS di Applela gente lo ha identificato come un tipo di carattere un po’ business e un po’ casual adatto ad ogni occasione. Lo abbiamo visto nelle presentazione di power point aziendali e nei biglietti da visita di chiunque, tutti esempi poco consoni ad una font che mima il tratto un pennarello (Marker Felt appunto).

Allora perchè questa scelta per un film? La poca formalità? il voler essere simpatici ad ogni costo? Il rimando alla grafica (scarsa) dei cinepanettoni di una volta? e perchè (aaaarrrgggghhhhhhh!) quella ghirlanda sopra la O di Ogni? Temevate forse che non si capisse che era un film sul Natale? In fondo ci sono ne quattro alberi addobbati negli angoli e la parola Natale presente nel titolo. Perchè in Italia un buon film, che fa davvero ridere tanto senza essere idiota, un film con attori e caratteristi davvero bravi (forse il miglior cast comico di sempre), dove per gran parte del tempo ridi e lo fai con piacere. Perchè deve avere un poster e una comunicazione così tanto brutta!?

La soluzione la trovate in una parola e una soltanto: Sciatteria. Non ci sono altri termini per definire l’incredibile svogliatezza creativa dimostrata in questo caso dalla produzione (che per altro non aggiorna il proprio sito da tempo immemorabile).

Ma facciamo un passo indietro e torniamo alla pellicola…

Come dicevamo in precedenza, quest’anteprima nasce proprio dalla collaborazione con Chickebroccoli e quindi questa parte di recensione la scrivo dall’altra parte, saltando la barricata spaziotemporale che ci divide e mandandovi direttamente da… (——-clicca su logo per andare al link——-)

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Paolo

Paolo "Ottokin" Campana

Paolo "Ottokin" Campana. Founder di Bloggokin. A volte grafico. A volte blogger. Giro, vedo gente, mangio cose.

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