Breaking News

Steve McCurry e la sua arte a Milano

Steve McCurry incontra gli studenti al Politecnico di Milano in occasione dell'apertura della mostra nella Villa Reale di Monza

Più della meta conta il viaggio. Se le buone foto sono abbastanza rare e spesso difficile da raggiungere, le grandi foto non crescono sugli alberi e se le riconosci non lasciartele sfuggire: scatta immediatamente.
(Steve McCurry)

Il 27 ottobre in occasione dell’apertura della mostra “Steve McCurry-Oltre lo sguardo” nella Villa Reale di Monza (aperta dal 30 ottobre 2014 al 6 aprile 2015), Steve McCurry ha soggiornato in Italia e si è concesso al pubblico molto giovane accorso nell’Aula Rogers del Politecnico di Milano per ascoltare dei suoi aneddoti e del suo approccio alla fotografia.

McCurry

Dopo aver invitato i presenti a visitare la mostra, Steve McCurry ha raccontato in primis come è nata la sua passione:

Ho iniziato ad andare a scuola di cinema per diventare regista; durante gli studi ho incontrato vari fotografi che mi hanno fatto capire quanto più interessante e immediato fosse il loro lavoro. Per scattare una foto basta uscire di casa, mettersi in un angolo la mattina e guardare il mondo che ci circonda; per produrre un film è necessaria una pre-produzione e una post-produzione e quindi c’è meno spontaneità.

 

McCurry

Sono stati poi mostrati sei video-intervista che mostrano le sue cinque regole per muoversi  in giro per il mondo e lavorare come reporter, mestiere per lui fortemente interconnesso alla necessità di informare il mondo occidentale. Esse sono:

  • Avere la squadra giusta, di cui ci si può fidare, la vita di un reporter dipende dall’equipe che lo segue
  • Limitare le giornate di viaggio per trovare il più velocemente possibile una storia
  • Impegnare il tempo nelle fotografie e, se buono, stare sul pezzo poiché spesso il viaggio offre più occasioni di fare ottime fotografie rispetto alla destinazione finale
  • Prendere parte alla conversazione, viaggiare e fotografare in lungo e in largo per il mondo con l’unico scopo di documentare storie
  • Seguire la passione, è necessario essere coinvolti e amare i posti in cui si sta per ottenere un buon risultato

 

McCurry

Steve McCurry si è poi soffermato a parlare dell’India, primo paese da lui visitato, per il quale nutre un amore particolare e in cui non smetterà mai di ritornare alla ricerca di piccoli nuovi anfratti da scoprire.

Ho viaggiato per molto tempo in vari luoghi, ma il primo posto che ho visitato come reporter fotografico è stato l’India. La mia esperienza là è durata circa due anni e mi ha ispirato in modo tale da indurmi a ritornare spesso in quella parte del mondo. Penso che l’India sia molto affascinante per i suoi colori, fortemente collegati alla cultura e alla religione. In Rajasthan, dove il colore è ovunque, si trova Jodhpur, città che amo molto. Essa appare in parte ricoperta di blu e ciò mi ha dato modo di scattare foto con texture e colori spettacolari, come se mi fossi trovato in una sorta di sogno.

McCurry

Ogni foto che viene mostrata nello schermo, proprio come lo stesso artista aveva anticipato, è il racconto di una storia, ma non solo: al contempo gli scatti di McCurry trasudano della cultura e della ferocia dei paesi d’oriente, rappresentandone delle riproduzioni veritiere, sincere ed emotivamente coinvolgenti. Ci troviamo perciò di fronte al ritrovamento da parte del fotografo della Ragazza afgana, a cui rimangono solo gli occhi verdi in memoria della foto scattata anni prima, osserviamo uomini raccattare ciò di più caro e funzionale durante le precipitazioni monsoniche che allagano interi villaggi e veniamo rapiti dalla bellezza dell’India, del Bangladesh e dell’Afghanistan e dall’incredibile rovescio della medaglia, quando ci vengono mostrate le terrificanti foto di guerra ed una New York sconvolta e distrutta dall’attacco alle Torri Gemelle.

McCurry

Le domande degli studenti sono in gran parte incentrate nel suo impegno nei confronti dell’informazione giornalistica in aree dove la guerriglia distrugge e miete vittime ed in particolar modo sulle emozioni che suscita lavorare in tali condizioni critiche.

Nelle foto scattate durante la guerra non ci sono soltanto i feriti o i morti, ma anche i medici e i volontari che aiutavano le persone in difficoltà. Il ruolo di un fotoreporter è quello di riferire al mondo ciò che sta succedendo. Ho sempre sentito che il mio ruolo fosse questo e perciò anche nel momento in cui cercavo di aiutare le popolazioni con denaro, cibo ed altri generi di sussistenza ho continuato a pensare che mi ero spinto in una zona di guerra con la necessità di informare. Al centro delle mio interesse c’è sempre stato l’essere umano.Un fotografo può distanziarsi da un punto di vista psicologico ad una scena violenta o di guerra proprio come fa un medico. Un chirurgo a cui muore un paziente il giorno dopo ritorna in ospedale per cercare di salvare altre vite anche se non c’è riuscito il giorno prima. Le scene a cui ho assistito nel corso della mia carriera spesso mi hanno commosso, mi hanno messo emotivamente a disagio, ma non ho mai dimenticato che il mio ruolo di fotografo ha al centro l’essere umano.”

McCurry

E sulle fotografie raffiguranti donne islamiche ha raccontato della sua difficoltà di dover scegliere tra scattare la foto o decidere di rispettare le leggi sociali o religiose degli stati medio orientali, che ne impongono il divieto qualora il soggetto in questione sia una figura femminile.

Sono combattuto tra il desiderio di rispettare i valori, le leggi e la religione dei paesi in cui mi trovo e il desiderio, altrettanto forte, di ritrarre queste figure femminili. Molto probabilmente nella maggior parte dei casi le donne a cui ho scattato le foto non se ne sono nemmeno accorte, ho cercato infatti di sfruttare tutte le occasioni possibili.

McCurry

L’incontro ha perciò dato l’ennesima riprova di quanto Steve McCurry sia un uomo dalla straordinaria umanità e di quanto sia in grado di traslare la sua stessa umanità nelle suo foto, motivo per cui vi  consigliamo di recarvi alla mostra alla Villa Reale di Monza. Non sia mai che venga voglia anche a voi di viaggiare con uno scopo.

McCurry

20141027_190752

Ilaria Mencarelli
Informazioni su Ilaria Mencarelli (401 Articoli)
Classe 1988, marchigiana d’origine e milanese d'adozione, insegue da qualche anno la laurea specialistica in Scienze della Terra a Milano, che la porterà ad essere geologa a tutti gli effetti. Dal 2013 decide che vuole di più e incomincia a scrivere: prima raccontini liberi sul suo blog, poi articoli e recensioni. Ama tutto ciò che è arte e ha un debole per i fumetti.

Lascia un commento

Loading Facebook Comments ...

Scrivi un commento