Vis, il cuore di marmellata della Valtellina

Questo post racchiude il mio breve tour alla scoperta della Valtellina in cui ho avuto la possibilità di visitare i piccoli paesi della valle, di scoprire i prodotti tipici locali e di respirare la pungente aria di montagna che tanto amo.

Il motivo principale per cui mi sono recata nella splendida valle della provincia di Sondrio, tra Tirano, Grosio, Lovero e Bormio, era quello di visitare lo stabilimento Vis per scoprire le fasi di produzione delle loro marmellate e di festeggiare i vincitori del concorso Le storie del bosco di Vis.

Le storie del bosco di Vis

Come in tutti i viaggi che si rispettino ci siamo trovati subito davanti all’imprevisto causato dalla cancellazione del nostro treno per Tirano. Il cambio di programma e di mezzo (abbiamo raggiunto la Valtellina in macchina) mi ha dato modo di ammirare la rapida trasformazione del paesaggio con l’arrivo delle imponenti montagne e i vitigni coltivati alle loro pendici. Ma c’è sempre il rovescio delle medaglia e le occasioni perse per colpa di un ritardo; non sono infatti riuscita a prender parte al primo evento della giornata caratterizzato dalla rappresentazione delle fiabe vincitrici del concorso Le storie del bosco di Vis da parte di 200 bambini dei paesi limitrofi.

Prima di andare avanti col mio reportage è il caso che vi spieghi bene che cosa sia Le storie del bosco di Vis. Si tratta di un concorso che l’azienda propone ogni anno e che consiste nel caricare sul sito apposito un racconto che ha come personaggio principale un frutto a propria scelta. Una giuria di qualità si prende infine il compito di scegliere le tre fiabe più belle.

Da quest’anno è inoltre possibile scaricare un’app omonima (sia per iPhone che per Android) in cui leggere le fiabe vincitrici illustrate e animate da giovani creativi. Giorgio Visini, che insieme al padre Guido gestisce l’azienda familiare, ci ha mostrato l’interessante lavoro effettuato sui racconti, che sono stati trasformati in fiabe interattive. I più piccini potranno quindi non solo leggere e farsi leggere le storie tramite lo smartphone, ma potranno anche giocare interagendo con i protagonisti e così facendo venire rapiti dagli effetti sonori e dalle divertenti animazioni appositamente realizzate.

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La premiazione a Villa Visconti Venosta

Dopo un lauto banchetto composto da cestino di sfoglia al grano saraceno ripieno di scamorza e crema di radicchio invernale, tagliolini al ragù di selvaggina e porcini e girella di saraceno brulè con bavarese alle nocciole e frutti di bosco (realizzata con marmellata di maroni Vis) presso l’Hotel Sassella Ristorante Jim, ci siamo recati all’interno del cortile di Villa Visconti Venosta per premiare i tre vincitori del concorso Le storie del bosco di Vis. Mi sono trovata davanti allo straordinario edificio seicentesco (ristrutturato e abbellito dalle loggette novecentesche) appartenuto alla casata Visconti Venosta che ha avuto come esimi esponenti i fratelli Emilio e Giovanni (il primo ministro degli esteri italiano e il secondo scrittore), molto legati a Grosio e alla tenuta. Il palazzo, donato al comune nel 1982 dalla marchesa Margherita Pallavicino Mossi (ved. Visconti Venosta), è ora sede della biblioteca comunale e del museo civico. Si sono quindi svolte le premiazioni ufficiali che hanno proclamato come vincitori al terzo posto Ada Deregibus con Micio e le tre sorelline, al secondo posto Francesca Piscioneri con Fico e al primo posto Riccardo Miranda con Frutto senza nome.

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Visita allo stabilimento Vis Jam

A seguire ci siamo spostati a Lovero presso la sede Vis Jam per un’interessante tour dell’impianto dove vengono prodotti marmellate, miele e altre particolari specialità tipiche valtellinesi. Mi sono trovata così davanti a Guido Visini che ci ha raccontato la storia dello stabilimento, nato nel 1982 dall’azienda agricola familiare con l’intento di sfruttare l’abbondante raccolto di mirtilli, more e lamponi, la cui coltivazione era stata incentivata per evitare l’eccessiva presenza di meleti nella zona alpina. Inizialmente l’idea principale di Guido era quella di occuparsi della produzione di confetture ai frutti di bosco con elevato apporto di frutta rispetto allo zucchero, in modo da realizzare prodotti al contempo genuini e conservabili, mentre ora, col il tempo, Vis produce marmellate di tutti i gusti (compresa la deliziosa confettura all’ACE, tra le mie preferite in assoluto). Dopo averci raccontato alcuni aneddoti (tra cui la vittoria del Premio Gambero Rosso, l’inizio della collaborazione con Peck e la breve esperienza con Gualtiero Marchesi) la parola è passata al figlio Giorgio che ci ha mostrato per intero lo stabilimento partendo dalle celle frigorifere dove viene tenuta la frutta congelata, passando per le macchine che selezionano la frutta, la cuociono, eliminano gli eccessi nel prodotto finito e ne etichettano i barattoli e terminando nel magazzino dove vengono tenuti i prodotti finiti.

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Ed è proprio nel magazzino, mentre curioso tra i barattoli, che faccio la conoscenza di due dei prodotti doc della Valtellina: la pesteda e la bisciola. La prima è uno straordinario mix di erbe e spezie tipicamente alpino (ginepro, timo, achillea nana, pepe, aglio e sale), nato come insaporitore dei mitici pizzoccheri, ma altrettanto gustoso su carne e pesce cotti alla griglia; la seconda è la vera e propria variante montana del panettone milanese, ripieno non solo di uvetta ma anche di frutta secca.

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Le terme di Bormio

Ultima tappa del mio viaggio Bormio e le sue storiche terme! Mi sono trovata per un intera giornata (pomeriggio di venerdì e mattina di sabato) ad alloggiare e ad usufruire dei trattamenti del Grand Hotel Bagni Nuovi, straordinario edificio ottocentesco in stile liberty che ha molto da spartire con il Gran Budapest Hotel dell’omonimo film di Wes Anderson. Oltre ad ammirare le straordinarie sale in stile Belle Epoque e a goderci i salutari e gustosi buffet della struttura, sono stata a lungo al Centro Termale SPA & benessere Bagni Nuovi, accessibile direttamente dalle camere dell’albergo in costume e accappatoio, in cui mi è stato possibile usufruire di percorsi sia interni che esterni, tra saune, bagni turchi, idromassaggi e tisane rilassanti. Da brava geologa, inoltre, mi sono velocemente informata sulla composizione chimica delle acque benefiche e sulla loro natura; ho scoperto che le acque termali di Bormio hanno ben nove sorgenti situate alle pendici del monte Reit, sgorgano a temperature che oscillano tra i 37° e i 43° C e sono acque solfato-alcaline-terrose ricche di radon radioattivo. Si tratta perciò di acque che, aiutate anche dai microscopici fango batteri che si trovano invisibili in sospensione, rendono più morbida e rilassata la pelle e ne riducono le infiammazioni. Una divertente curiosità su Bormio che mi sembra carino sottolineare e che ci permette inoltre di capire quanto sia antico questo paese e da quanto tempo siano conosciute le proprietà idrotermali delle sue acque riguarda Plinio il Vecchio, che cita le sue terme romane all’interno di Naturalis Historia.

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Insomma direi che la Valtellina, con i suoi prodotti tipici, con gli scorci mozzafiato e con le sue terme, non mi ha fatto mancare proprio nulla. Anzi mi ha dato modo di apprezzare ancora di più la natura e il suo rapporto genuino con arte, buon cibo e cultura in tutte le sue forme. Non mi resta perciò che salutare con un arrivederci:

Valtellina, see you soon!

Ilaria Mencarelli

Ilaria Mencarelli

Classe 1988, marchigiana d’origine e milanese d'adozione, insegue da qualche anno la laurea specialistica in Scienze della Terra a Milano, che la porterà ad essere geologa a tutti gli effetti. Dal 2013 decide che vuole di più e incomincia a scrivere: prima raccontini liberi sul suo blog, poi articoli e recensioni. Ama tutto ciò che è arte e ha un debole per i fumetti.

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