myFINBEC: incontro e fusione tra vino e urban art

Nella splendida cornice della galleria romana Wunderkammern si è svolto un evento internazionale, unico nel suo genere: la mostra myFINBEC: tasting Urban Art”, una combinazione di arte e vino, in collaborazione con Cave Fin Bec.
I quattro artisti selezionati e presentati da myFINBEC 2014 sono: C215, Etam Cru, Herakut e Vhils, ognuno da un paese diverso, con stili pittorici e caratteristiche tecniche molto diverse tra loro.

Quella romana è stata una delle tappe conclusive di questo art & wine tour, un progetto nato nel 2012 dalla passione per l’arte di Yvo Mathier, proprietario della cantina vinicola di 12 ettari e mezzo Cave Fin Bec situata a Sion, nel Cantone Vallese della Svizzera. Ed è proprio in compagnia del gentilissimo Yvo Mathier e del suo direttore artistico che trascorro il pomeriggio del finissage.

Niente di più lontano da una consueta visita guidata!

Dopo una risata scatenata dalla somiglianza dei nostri nomi rompiamo il ghiaccio parlando di vino: scopro con gioia che un bicchiere di vino al giorno equivale, a livello di benessere, a un’ora di palestra. Insomma, la presenza del vino mi sembra di percepirla già dopo pochi minuti, grazie alla giovialità di Yvo Mathier.
Grazie a lui come guida ho avuto il piacere non solo di assistere a una mostra qualitativamente impeccabile ma anche di ascoltare una storia, condita da aneddoti, curiosità, risate e, sul finale, dalla condivisione di un ottimo bicchiere di vino (facciamo due).

Una storia, una mostra, il cui collante è proprio la “condivisione”: quella della fruizione delle opere d’arte esposte accompagnata dalla condivisione e di un buon bicchiere di vino, ma anche la condivisione di un’esperienza unica che ha visto coinvolti i quattro artisti protagonisti della mostra, invitati per una settimana nello chalet della cantina vinicola a dipingere e a degustare vini.
E, infine, la condivisione intesa come spartizione dell’opera d’arte: l’originalità della mostra risiede proprio nel fatto che ogni opera, sono 8 in tutto ovvero due per ciascun artista, è stata dipinta su un muro formato da 84 casse, che contengono a loro volta sei bottiglie di vino sulle cui etichette è riprodotta l’immagine artistica.
Ogni cassetta è in vendita singolarmente, al prezzo di 250 euro. O, diversamente, è possibile acquistare un’opera intera.

Andando ad ammirare le opere colgo, grazie a lui, particolari interessanti: scopro che il bacco del francese C215 viene raffigurato nella versione cattiva (con predominanza di rosso fuoco, anzi, rosso vino) in opposizione a quella angelica; che negli occhi del cane dipinto dal duo tedesco Herakut è possibile scorgere la sagoma del castello vicino al quale è stata realizzata l’opera; che la coppia  di street artist polacchi Etam Cru è inizialmente rimasta “sconvolta” dalla grandezza della superficie da dipingere, troppo piccola rispetto ai loro standard murari, e infine che le opere intagliate dell’artista portoghese Vhils rappresentano il viso di un uomo e una donna, le cui leggere differenze stilistiche sono dovute… alla quantità di vino bevuta durante l’esecuzione notturna delle opere!

Un’altra interessante chicca: agli artisti è stata data carta bianca sui soggetti, totale libertà di esecuzione e nessuna bozza preliminare richiesta. Una fiducia totale, certamente ben ripagata. E con quattro artisti di questo calibro non poteva essere altrimenti!

Il percorso si è concluso nella terrazza della galleria con la degustazione degli ottimi vini biologici proposti.

Difficile dimenticare una mostra così coinvolgente: i profumi, i colori, i sapori, le storie ascoltate, l’atmosfera sempre più informale grazie alla degustazione dei vini, la calda accoglienza degli organizzatori, i sorrisi, le emozioni trasmesse dalle opere.


Photo credits: Ivana De Innocentis

Lascia un commento

Loading Facebook Comments ...

Lascia un commento