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La metà mancante, nella caotica Buenos Aires

Medianeras – Innamorarsi a Buenos Aires è una commedia diretta da Gustavo Taretto e distribuita nei cinema italiani da Bolero Film, uscita prevista nelle sale per il prossimo 2 ottobre. Il film racconta la storia, anzi, le singole storie, di un web designer e di una aspirante architetta, dalla vita reclusa, complessa e tormentata. Due storie che con delicatezza si sfiorano, nella cornice di una città caotica, difficile da comprendere, basata sulla filosofia della “vita da appartamento”.

A un anno da un mio splendido viaggio a Buenos Aires, caratterizzato da magia, colore, ispirazione, stupore, non potevo non restare affascinata da questo piccolo gioiello cinematografico.
Un film delicato, poetico come non ne vedevo da tanto tempo; apparentemente “sentimentale”, se per sentimentale intendiamo emozionante e vibrante. Un film intenso, originale, metaforico, in cui l’amore non viene mai mostrato, ma percepito.

Ma andiamo con ordine. L’introduzione del film, quella in cui i protagonisti e il regista ci raccontano la loro Buenos Aires, è un vero esercizio di stile: bellissima la fotografia, inquadrature che accarezzano dettagli urbani, immagini riflesse nelle superfici specchiate dei grandi edifici, il colore intenso del cielo nuvoloso tagliato da vertiginosi grattacieli.
Un senso di confusione e spaesamento che pervade lo spettatore, ammorbidito dalla voce dei personaggi, così incredibilmente semplici, genuini.

Il regista ipotizza che la causa delle fobie dei due protagonisti sia proprio da ricercare nella “solitudine urbanistica“, nella confusione architettonica, nel caos cittadino. E in effetti, Martin e Mariana, così simili e così vicini, vivono in due edifici opposti della stessa strada, si incrociano ma non si incontrano.

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A rendere simili, unici e a loro modo speciali i due personaggi è la loro paura del mondo, i loro sporadici, timorosi e un po’ goffi tentativi di relazionarsi con il mondo esterno, anche con l’aiuto di Internet. La loro non è solitudine, è diversità, è un punto di vista diverso… alla ricerca di una metà mancante che lo comprenda e che lo ami. Nonostante le paure e gli ostacoli la loro ricerca dell’amore è costante: la loro speranza si avverte nella vivacità dei loro occhi, nei loro piccoli passi avanti, nella loro tenace ricerca di qualcosa che li completi, nelle loro riflessioni brillanti e a volte stravaganti.

Nonostante lo spesso cemento dei “medianeras”, il buio dei palazzi, il caos, le piccole manie, le ansie, lo stress, Martin e Mariana l’amore sembrano quasi avvertirlo nell’aria. Perfino in una città con 3 milioni di abitanti. Perfino in una società basata su complesse e irregolari relazioni, per lo più virtuali.

La speranza è palpabile, cresce, prende forma, filtra come una luce che  lentamente invade le piccole abitazioni dei due personaggi, i loro cuori, le loro vite.

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