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Henry Hargreaves: Le mappe fotografiche del cibo

Henry Hargreaves e Caitlin Levin hanno creato delle mappe cartografiche "fatte di cibo" a ricordarci quando le abitudini alimentari ci rendano unici

Poco meno di un anno fa, intervistavo per XL (il compianto magazine cartaceo di Repubblica) il fotografo neozelandese Henry Hargreaves a proposito del comfort food e dei desideri delle pop star prima dei concerti.

Oggi Hargreaves grazie alla collaborazione con la food stylist Caitlin Levin ha dato vita ad un nuovo progetto davvero interessante che riproduce le mappe di alcuni paesi come Cina, India e Stati Uniti, in cui i confini sono tracciati mediante l’utilizzo di vero cibo non edulcorato. Hargreaves non è certo nuovo a questo tipo di invenzioni creative, l’intento giocoso dei due creativi è appunto quello di creare una serie cartografica in cui ogni luogo viene definito da ingredienti iconici della propria cucina e tradizione a rappresentare le abitudini alimentari dei singoli paesi come esempio della complessità culturale che contraddistingue da sempre il genere umano.

Inutile sottolineare quanto questa nuova cartografia alimentare faccia riflettere sul cibo come punto fermo del quotidiano (tema a cui Hargreaves è molto legato) e su come questo unisca le persone e al contempo le contraddistingua (vedi l’uso quasi esclusivo delle alghe in Giappone), su come ingredienti importati possano influenzare la dieta di un’intero paese (un esempio su tutti il pomodoro, divenuto  in Italia alimento base di qpiatti come pizza e pasta) e su come una prodotto culinario di qualità possa diventare elemento rappresentativo di uno stato (come il formaggio in Francia).

 I due autori affermano a proposito del loro lavoro:

Queste mappe mostrano come il cibo viaggia intorno al mondo. Anche se sappiamo che i pomodori sono stati importati dalle Ande, nel Sud America, la vera regina del pomodoro è l’Italia. Come ascoltare la frase throwing some shrimp on the barbie’ (N.A. tradotto “mettere i gamberi nel barbeque”, modo di dire usato dagli americani per farsi scherno dello slang australiano) e non pensare all’Australia? Chi va in Francia senza mangiare pane e formaggio? E chi prepara una caipirinha brasiliana senza usare qualche spicchio di lime?

Il tema dell’operazione, va quindi aldilà della semplice provocazione artistica, qui si tirano in ballo tradizioni consolidate e l’uso quotidiano che facciamo dei nostri prodotti, probabilmente ormai senza pernsarci veramente.

Qui di seguito trovate le mappe del cibo… che ne pensate?

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Paolo
Informazioni su Paolo "Ottokin" Campana (2098 Articoli)
Paolo "Ottokin" Campana. Founder di Bloggokin. A volte grafico. A volte blogger. Giro, vedo gente, mangio cose.

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