Un fumetto per l’estate: Marbles!

I disturbi dello “spettro bipolare”, ovvero i quadri clinici un tempo indicati col termine generico “psicosi maniaco-depressiva”, consistono in sindromi di interesse psichiatrico sostanzialmente caratterizzate da un’alternanza fra le due condizioni contro-polari dell’attività psichica, il suo eccitamento (donde la cosiddetta mania) e al rovescio, la sua inibizione.

È così che Wikipedia descrive il bipolarismo, patologia tema del fumetto Marbles, terza uscita della collana Psycho Pop curata da Micol Beltramini. per la casa editrice BD . L’autrice underground Ellen Forney ne è affetta e ne parla con cognizione di causa nel suo graphic novel, raccontandoci in prima persona le fasi della malattia, il suo percorso e il rapporto con la somministrazione dei farmaci stabilizzatori d’umore.

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La prima sensazione che lascia il volume, nonostante l’argomento particolare e insolito, è quella di sentirsi a casa, o per lo meno di trovarsi a proprio agio nello sbirciare all’interno della vita della protagonista. Ellen, infatti, da brillante fumettista qual è, ha la capacità di catapultare il lettore nel suo mondo in maniera immediata grazie anche alla sua personalità eccentrica e affascinante per cui appare sin da subito divertente e interessante. Ma Ellen non è la sola protagonista della storia; ad accompagnarla per tutta l’opera c’è la sindrome maniaco-depressiva e le tappe della sua graduale sconfitta, realizzata mediante l’accettazione delle sua condizione.

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A descrivere la psicosi e i suoi effetti ci pensano gli stessi disegni, che divengono i mezzi vincenti per definire lo stato di mania, caratterizzato dalle interminabili chiacchiere nei ballon, dai sorrisi a trentadue denti e dagli occhi tondi, lucenti e felici della protagonista, e poi quello di depressione, espresso mediante coperte che nascondono e occhi piccoli e vuoti, spesso coperti di ombre e lacrime.

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Si può quasi dire che il racconto autobiografico, gestito con una buona dose di autoironia, sia la strada che la disegnatrice ha scelto per esprimere il lungo e doloroso calvario che porta il malato bipolare a ricevere le cure farmacologiche, a raggiungere il giusto mix di medicinali con l’aiuto della psichiatra e, nel suo caso specifico, a fare pace con il suo rapporto con l’arte.

Ed è proprio l’arte ad essere il terzo protagonista indiscusso del fumetto; Ellen, infatti, appare in primo luogo terrorizzata dal rapporto che lega la malattia alle sue capacità, alla sua invettiva e alle sua eccentricità e l’influenza che i medicinali hanno sulla creatività appare il motivo principale della decisione iniziale di non utilizzare i farmaci. La paura di non essere nulla senza appartenere al “Club Van Gogh”, cioè all’innumerevole lista di artisti e autori che nella storia hanno sofferto di bipolarismo o depressione, e di non essere più in grado di scrivere e disegnare fumetti, si trasforma gradualmente in una lunga dissertazione sull’importanza di raggiungere l’equilibrio per riuscire a plasmare arte nuova, bella e originale.

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Non posso perciò che consigliare come lettura estiva Marbles e, così facendo, invitare ad avvicinarvi ad un’autrice brillante come Ellen Forney, ahimè, semisconosciuta in Italia. La sua prima opera edita nel nostro paese è, infatti, un graphic novel che fa riflettere sulle patologie psichiatriche con il sorriso sulle labbra, che sottolinea lo stretto legame tra arte e artista e che più di ogni altra cosa ci insegna ad affrontare con il giusto spirito le difficoltà a cui la vita ci sottopone.

Ilaria Mencarelli

Ilaria Mencarelli

Classe 1988, marchigiana d’origine e milanese d'adozione, insegue da qualche anno la laurea specialistica in Scienze della Terra a Milano, che la porterà ad essere geologa a tutti gli effetti. Dal 2013 decide che vuole di più e incomincia a scrivere: prima raccontini liberi sul suo blog, poi articoli e recensioni. Ama tutto ciò che è arte e ha un debole per i fumetti.

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