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Gambero Rosso: Street Food e Pizzerie. Le Guide

Street food e pizzerie. Quando il mangiare veloce diventa sinonimo di piacere, creatività e buona cucina

Siamo nel 1987/88 circa, ho da poco compiuto i miei sedici anni quando scopro con passione la lettura del quotidiano il Manifesto e il suo inserto: Gambero Rosso. Di quel supplemento ricordo con piacere i temi, ma sopratutto la grafica e l’impaginazione, pulita, sintetica, lineare e molto poco convenzionale. All’epoca ne diedi la diretta paternità al tipo di giornalismo di protesta e fuori dagli schemi che la testata “comunista” rappresentava (forse) in quel periodo. Solo più tardi scoprii che in realtà la paternità di quel cambiamento era opera di quell’architetto del quotidiano (inteso come giornale) che era Piergiorgio Maioloni, graphic designer mai troppo celebrato e padre putativo di molte testate giornalistiche e autore di un radicale cambiamento grafico nel mondo del giornalismo.

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Avrei dovuto intuire che stavo solo piantando inconsapevolmente il seme della mia passione per il cibo. All’epoca era davvero difficile immaginare che il Gambero Rosso sarebbe diventata l’autorevole casa editrice che è oggi, forte di anni di un impegno totale nel campo dell’enogastronomia e della cultura alimentare.

Ma il mondo cambia in fretta. Fino a pochi anni fa le guide erano solo per una illuminata elite di spendaccioni da ristoranti stellati, il “gambero” ha partecipato e sdoganato buona parte del mondo gastronomico e con l’aiuto del tempo ha saputo ritagliarsi una notevole fetta di estimatori che preferiscono il suo stile fresco e moderno a quello pomposo e blasonato delle “stelle” d’oltralpe.

Oggi le guide del Gambero Rosso sono un vero e proprio punto di riferimento per i buongustai, gli adetti ai lavori, i giornalisti e una grossa fetta di lettori che le utllizza semplicemente come faro del saper interpretare, conoscere e trovare in città la buona cucina.

Pochi giorni fa, sono state presentate due nuove guide che rappresentano appieno proprio quel cambiamento enogastronomico di cui parlavamo prima:

La guida allo Street Food

Giunta alla sua seconda edizione, la guida allo Street Food del Gambero Rosso si inserisce nel fermento che ha travolto la cultura del cibo di strada all’italiana, cercando di fotografarne l’evoluzione nazionale. Il cibo di strada è infatti in uno stato di grazia in questo periodo e le apette itineranti, i food truck e i mercati hanno cambiato volto arricchendosi di nuove creazioni che ripercorrono i sapori veri e autentici delle regioni. Una guida ricca, ricchissima e sfiziosa, con più di 100 nuovi indirizzi rispetto alla scorsa edizione, per un totale di ben 400 segnalazioni, 20 ricette di cibi da strada tradizionali, una panoramica dettagliata dei mercati sparsi sul territorio, spaccato di veracità e vetrina di prodotti tipici. Novità di questa edizione i dolci da passeggio con in primis il gelato (non poteva e non doveva mancare).

Durante la serata di presentazione, sono stati anche consegnati i due premi speciali di quest’anno.
Il Panino dell’anno, omaggio allo spuntino per eccellenza che è stato assegnato a Generi Alimentari Da Panino per “Lo Speciale” (nella foto qui sotto): due fette abbrustolite di pane di Matera che racchiudono prosciutto cotto in forno a legna, marmellata di amarene brusche di Modena e mandorle spaccatelle. Tanti applausi ai ragazzi che hanno saputo ritagliarsi in solo sette mesi dall’apertura, un posto di eccellenza tra i migliori panini italiani. Lo hanno fatto con semplicità e cultura, pensando alla qualità e non al premio (che è arrivato comunque). Durante la serata in soli quaranta minuti sono stati consumati oltre 5 kg di cotto al forno e non si sa quanti panini, segno evidente che il premio era strameritato.

Se capitate a Modena dovete andarli a trovare assolutamente!

Panino dell'anno

Il secondo premio assegnato è stato quello per lo Street Food da Chef, la rivisitazione più originale di un piatto tipico dello street food: il premio è andato a Pino Cuttaia del ristorante La Madia di Licata (AG) per il suo Arancino con ragù di triglia e finocchietto selvatico. Ecco quando uno chef come Cuttaia, si inventa un’arancino di riso, impreziosito da triglie di scoglio di Licata e accompagnato dal profumo del finocchietto selvatico, vuol dire che qualcosa è davvero cambiato nel mondo gastronomico! Punto.

Come per lo scorso anno anche quest’anno il mio palato è stato messo a dura prova, assaggiando e assaporando un po’ di tutto, dalle focacce ai panzerotti, dalle bombette alle piadine, passando per frittatine, folpi, panini e chi più ne più ne metta. Un vero sacrificio! Il mio personalissimo applauso (senza togliere niente a nessuno) va ai ragazzi della Bottega di Perugia e ai loro affettati casalinghi, davvero unici; ai ragazzi siciliani di Fud e al loro ottimo “Suitt Drims” un panino con Mortadella di Asino di Chiaramonte Gulfi, caprino di capra girgentana erborinato e composta di peperoni, miele, sedano e peperoncini in un pane casareccio di grano siciliano cotto in forno a legna e gusci di mandorle. Una missione impossibile trovare il “più buono” fra i “più buoni” come sarebbe impossibile ovviamente citarli tutti, in fondo al post (dopo le gallery) trovate l’elenco dei vincitori regione per regione. Cercateli, trovateli, mangiateli.

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La guida alle Pizzerie d’Italia

In apparenza questa guida potrebbe sembrare figlia di quella precedente, anche perchè, diciamocelo pure: la nostra pizza al taglio e la madre di tutto lo street food del pianeta! Negli anni, la categoria “pizza” ha subito un vero proprio salto in avanti e lo status di pizzeria è stato elevato a vera e propria ristorazione di qualità. Il passo è stato compiuto proprio li dove una volta regnava il risparmio sulle materie prime e sui prodotti, oggi si premia la genuinità, l’estro, la fantasia e il sapere cucinare un prodotto apparentemente semplice come la pizza.

La guida è composta da oltre 450 locali recensiti, dal nord al sud Italia, suddivisi in pizza napoletana, pizza all’italiana e pizza gourmet. Tutte recensite attraverso la simpatica formula dei tre spicchi per quella al piatto e le tre rotelle per quella al taglio (altro che stelline francesi).

Per la pizza napoletana si conferma leader la Campania con 12 locali Tre Spicchi; la Pizza all’Italiana vede premiati il Lazio con 3 locali e il Piemonte e l’Abruzzo con 1, nella sezione Pizza Gourmet, in testa il Veneto con 3 locali, l’Emilia Romagna, la Toscana e la Lombardia con 2, il Piemonte, il Friuli Venezia Giulia, le Marche, l’Umbria e il Lazio con 1. Premiate anche con le Tre Rotelle le migliori pizzerie a taglio: regione leader il Lazio con 3 locali, seguono la Toscana con 2 e il Veneto, la Campania, la Calabria e la Sardegna con 1.

Il premio Pizze dell’anno è andato ai locali: Mediterraneo in Friuli Venezia Giulia, a Bellavista nel Lazio e a Villa Giovanna in Campania.

In questa occasione il nostro compito è stato quello di assaggiare molte di queste pizze per verificarne la qualità (sempre e solo sacrifici). Non posso negare che è stato un lavoro veramente duro, pieno di insidie e tranelli, ricco di condimenti e sapori, ma qualcuno doveva pur farlo no? I miei personali tre spicchi vanno per creatività, fantasia e gusto alla lasagna di pizza (sette/otto pizze sovrapposte come una vera lasagna fatta in casa) creata da quel genio gastronomico di Stefano Callegari (provatela al suo Sforno). Applausi a scena aperta anche alla pizza di Bonci (ho scoperto l’acqua calda eh…) o all’idea della pizza al nero di seppia con pomodorini di Mamma Rosa. Ancora una volta quindi ci si trova di fronte a veri e propri campioni del gusto e del sapore, che hanno saputo prendere un prodotto tutto sommato semplice come la pizza rendendolo un vero e proprio piatto da chef che nulla ha da invidare ai blasonati piatti della grande ristorazione.

Concludo ricordandovi che entrambe le guide le trovate in libreria e nelle edicole e che per lo street food  c’è anche un ottima App per smartphone che vi aiuta nei momenti del bisogno. Buon appetito!

 

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Street Food – I campioni regionali

VALLE D’AOSTA
Panizzi Cheese & Wine Courmayeur (AO)

PIEMONTE
Gofreria Piemonteisa Torino (TO)

LIGURIA
Priano Voltri, Genova (GE)

LOMBARDIA
Sciatt à porter Milano (MI)

VENETO
La Torre Verona (VR)

TRENTINO ALTO ADIGE
Bozner Brot Bolzano/Bozen (BZ)

FRIULI VENEZIA GIULIA
Street Food Trieste Trieste (TS)

EMILIA ROMAGNA
Kalamaro Piadinaro Riccione (RN)

TOSCANA
Il Lampredotto Lorenzo Nigro Firenze (FI)

MARCHE
Le Pallette di Giorgio Ascoli Piceno (AP)

UMBRIA
La bottega di Perugia Perugia (PG)

LAZIO
Dess’Art Roma (RM)

ABRUZZO
Antica Porchetta di Campli Campli (TE)

MOLISE
Panificio Antichi Sapori di Patriarca Agnone (IS)

CAMPANIA
Fratelli Mascolo Gragnano (NA)

PUGLIA
Mezza pagnotta Ruvo di Puglia (BA)

BASILICATA
Pane & Pace Matera (MT)

CALABRIA
Siamo Fritti Cosenza (CS)

SICILIA
Fud Palermo (PA)

SARDEGNA
Retroburger Cagliari (CA)

Paolo
Informazioni su Paolo "Ottokin" Campana (2098 Articoli)
Paolo "Ottokin" Campana. Founder di Bloggokin. A volte grafico. A volte blogger. Giro, vedo gente, mangio cose.

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