Viaggio sul set di Alien, 35 anni dopo

Il 25 maggio del 1979 usciva nelle sale americane “Alien” terzo film del regista inglese Ridley Scott. Ciò che questo ha significato, in termini di impatto sull’immaginario collettivo degli anni a venire è noto a tutti: il film è oggi considerato un capolavoro della fantascienza e del cinema in senso assoluto, e ha influenzato intere generazioni di artisti e filmmakers, da Guillermo del Toro a Duncan Jones (giusto per ricordarne un paio).
Il film ha da poco compiuto i suoi primi 35 anni e oggi grazie ad una misteriosa e meticolosa fonte possiamo gustarci una incredibile quantità di materiale, di cui molto inedito, di quel capolavoro cinematografico. Un utente del sito GeekTyrant ha infatti postato ben 253 fotografie dal set originale, foto che illustrano in maniera molto approfondita la fase di pre-produzione e l’apporto fondamentale degli artisti coinvolti da Scott nella visualizzazione dei vari aspetti della pellicola, in particolare il processo di design dello xenomorfo, interpretato nel film da un attore alto ben 218 cm, tale Bolaji Badejo, che ha girato le sue scene infilato in un costume di latex.

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Gran parte del fascino del film è legato alle soluzioni visive create dalle maestranze, dai designers e dagli illustratori coinvolti nella produzione. L’estetica di “Alien” ha influenzato decine di prodotti, dai videogiochi ai fumetti fino ad altre pellicole (basti pensare a “Dead Space”, “Punto di non ritorno”, “Moon”, agli artisti di “Metal Hurlant” e “Heavy Metal”, solo per nominarne alcuni) imponendosi come punto di riferimento per un certo tipo di fantascienza, quella più contaminata da elementi horror.

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Ridley Scott chiamò a lavorare alla pre-produzione del film alcuni fra i più talentuosi e visionari artisti disponibili all’epoca, primo fra tutti il leggendario Moebius (alias Jean Giraud), che all’epoca aveva da poco terminato di collaborare alla fallimentare trasposizione di “Dune”, per la regia di Alejandro Jodorowsky, e che era uno dei nomi di punta della rivista di fumetti francese “Metal Hurlant”. Moebius aiutò a definire il costume design del film, disegnando le uniformi dell’equipaggio della “Nostromo” e collaborando a visualizzare l’aspetto del satellite LV-426 progettando alcune vedute esterne, abbozzando ad esempio l’ingresso dell’astronave aliena.
Ron Cobb, concept artist, illustratore e scenografo, avendo collaborato in precedenza al film di John Carpenter “Dark Star”(1974), che di “Alien” è uno dei principali modelli ispiratori, diventò responsabile del mecha design della pellicola di Scott, progettando la nave cargo Nostromo, la scialuppa di salvataggio e gran parte degli interni, in collaborazione con l’illustratore Chris Foss.

Dulcis in fundo, il vero asso nella manica di Ridley Scott fu l’artista svizzero Hans Ruedi Giger (recentemente scomparso). È infatti opera sua il design dell’ormai leggendario xenomorfo protagonista del film, così come sua è l’ideazione del facehugger, la creatura aracnoide contenuta nelle uova che “ingravida” lo sfortunato Kane. Giger è inoltre responsabile dell’inconfondibile aspetto dell’astronave aliena, inclusa la sala dello Space Jockey e il design di quest’ultimo. Insieme al nostro Carlo Rambaldi, che ne curò il funzionamento meccanico e la realizzazione tecnica, Giger ha dato vita a una delle creature più iconiche e terrificanti della storia del cinema, un geniale e disturbante connubio fra terrestre ed extraterrestre, “un perfetto organismo, la cui perfezione strutturale è pari solo alla sua ostilità”.

Qui di seguito potete gustarvi alcune tra le più belle foto postate da GeekTyrant (le altre le potete ammirare direttamente li).

Buona visione!

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