OK Go: L’arte dentro il video musicale

Parliamoci chiaro. Chi non ha ancora visto il video “The Writing’s on the Wall” l’ultimo singolo degli OK Go?
Sono quasi nove milioni le visualizzazioni,  forse perché è in assoluto uno dei video più incredibili che si siano visti negli ultimi tempi? Dentro c’è tutto e il contrario di tutto, visivamente ricco e pieno di spunti, richiami, allusioni, incredibili trovate sceniche e di regia, andrebbe visto qualche centinaia di volte prima di comprenderne appieno tutto l’incredibile impatto scenico che è stato messo su per quello che è molto più di un semplice video musicale.

Non potevamo non parlare di un video che solo a pensarlo su carta ti viene il mal di testa. Un video che probabilmente deve molto del suo successo a tutti i vari richiami artistici presenti al suo interno, artisti “scoperti” proprio in questa occasione, un brano che contiene molto più di qualche riferimento, diciamo pure che saccheggia a piene mani negli anamorfismi di Felice Varini (mai troppo celebrato) all’arte compositoria di Vik Muniz e al colore tipografico di Boa Mistura, tutto quanto mixato sapientemente e con una tecnica incredibile. Abbiamo provato a cercare in rete se esiste una qualche tipo di collaborazione tra questi artisti e la produzione del video, ma al momento non abbiamo trovato nessun vero riferimento.

Il video infatti è stato presentato in anteprima al Museo di Arte Contemporanea di Los Angeles lo scorso 16 giugno (l’album uscirà ad ottobre) e da allora non sono più riuscito a smettere di vederlo.

Qui di seguito (oltre al video) anche il video backstage pubblicato (male) di recente da Rolling Stone (dal pessimo embed) e che ci da un’idea di quanto lavoro ci sia stato dietro.
Buona visione.

Paolo

Paolo "Ottokin" Campana

Paolo "Ottokin" Campana. Founder di Bloggokin. A volte grafico. A volte blogger. Giro, vedo gente, mangio cose.

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