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I “Piatti Statistici” di Data Cuisine

Curiosando su internet mi sono imbattuta in un interessante e originale ricerca sperimentale che si pone lo scopo di rappresentare in maniera innovativa i dati statistici cercando di superare il concetto di infografica, ora molto di moda e spesso sopravvalutato.

Il fulcro di tale ricerca, denominata Data Cuisine, è il cibo, inteso come veicolo perfetto per la riproduzione di analisi statistiche, potendone sviluppare Data Dishes, cioè piatti da portata che tramite consistenza, ingredienti, forma, gusto, odore e origini possano esprimere concetti ben precisi e di facile comprensione. Un’esperienza a tutto tondo che tramite l’utilizzo dei cinque sensi permette in maniera ancor più vivida di scoprire interessanti informazioni derivate da osservazioni dettagliate redatte dagli esperti.

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A portare avanti il progetto sono il data visualizer Moritz Stefaner e il collettivo Prozessagenten porcess by art e designche per primi hanno pensato di approcciasi alla statistica attraverso la storia e le caratteristiche dell’alta cucina, in modo da passare dal linguaggio dei numeri a quello del food, acquisendo così, a tutti gli effetti, il titolo di media informativo.

Data cuisine 2

Data Cuisine si propone di dar vita ad una serie di workshop, ognuno in una città diversa, con lo scopo di creare nuove “pietanze statistiche” con alimenti e dati locali. Per il momento si sono svolti l’Open Data Cooking Workshop di Helsinki in Finlandia (2012 con il supporto del Goethe Institute) e il Data Cuisine Workshop di Barcellona in Spagna (giugno 2014, nel Big Bang Data Exhibition), in cui esperti di statistica e chef dei paesi ospiti si sono confrontati con i partecipanti per creare dei prodotti di qualità che comunichino con chiarezza i dati appositamente scelti per l’occasione.

Data cuisine 3

I workshop si svolgono in due step ben precisi, volti a migliorare e organizzare bene il lavoro che porterà ad ottenere un vero e proprio Data Menù da degustare alla fine dell’esperienza.

La prima parte è dedicata esclusivamente alla scelta del metodo e alla nascita delle idee per i piatti che faranno parte della ricerca. In base al paese in cui si svolge il laboratorio, inoltre, i partecipanti avranno modo di visitare spazi creativi in cui il cibo è materia prima di studi per entrare meglio nel mood corretto e poter ragionare nella maniera più eclettica e pertinente possibile. Ne è un esempio la visita al BullipediaLab di Ferran Adria durante il campo spagnolo.

La seconda parte è totalmente dedicata alla fase pratica in cui i presenti scelgono le stoviglie in cui comporre le loro produzioni, eseguono alcuni test e cucinano prima i prototipi e poi la portata finale, che infine verrà presentata e assaggiata dai propri compagni di percorso.

Data cuisine 4

Ora che vi ho spiegato il fine e l’iter del workshop Data Cuisine, mi soffermo a raccontarvi alcuni dei piatti che sono stati ideati dai due gruppi partecipanti e che costituiscono dei sorprendenti esempi di come il cibo possa essere un ottimo mezzo comunicativo (ma noi di Bloggokin.it d’altronde sosteniamo il concetto da anni, basti dare un’occhiata, per esempio, alle nostre segnalazioni QUI, QUI oppure QUI e ai nostri articoli sulla cucina della serie TV Hannibal).

Open Data Cooking Workshop di Helsinki

KIPPIS!
Il piatto che potete osservare qui sotto è una vera e propria mappa della Finlandia in cui viene mostrato il diverso consumo di alcool nella varie zone del paese. Ogni regione è simboleggiata da cibo tipico dell’area; il vino, la birra e i superalcolici contenuti nei bicchieri costituiscono la quantità di drink assunti per regione.

Kippis 1

Kippis 2

 

LAKMOUSETIKKA (Nathalie Aubret & Melinda Sipos)

Si tratta di un dessert in cui viene rapportata la quantità di frutti di bosco raccolti in Finlandia (lo strato molto sottile di mirtillo sulla sua cima) e quella dei frutti di bosco che potrebbero esser raccolti, ma vengono lasciate nelle foreste finlandesi (la mousse sul fondo).

Lakmoussetikka 1

lakmoussetikka 2

LETTUCE DE LUX (Nathalie Aubret & Melinda Sipos)
Le differenti insalate che propongono Nathalie Aubret e Melinda Sipos rappresentano la situazione della Finlandia durante le quattro stagioni; i mesi di buio sono composti da foglie di lattuga interne (che ricevono poca luce), più piccole e tenere, mentre i mesi di luce da foglie esterne, più forti e rigogliose.

Lattuce de lux 1

Lettuce de Lux 2
TASTE OF MIGRATION (Elenore Ivanova)
I cibi presenti nel piatto sono alimenti tipici di una determinata nazionalità (il salmone per gli svedesi, il riso per i cinesi, ecc.) e simboleggiano il numero di persone che sono emigrate in Finlandia e che ora ci vivono.

Taste of Migration 1

Data Cuisine Workshop di Barcellona

EMIGRATION FISH (Samuel Boucher e Jahn Schlosser)
Il piatto di pesce che potete osservare qui sotto riproduce il tasso di emigrazione dei giovani spagnoli: in particolare la parte soffritta, completamente dorata è la Spagna (il colore rossiccio della doratura e il giallo del limone accostato al pesce, ricorda volutamente la bandiera spagnola), mentre la seconda parte mostra le principali mete dove vanno a risiedere i ragazzi immigrati.

Per poter descrivere le diverse nazioni il pesce è stato diviso in cinque parti e cotto in maniera differente in rapporto alla tradizioni di ciascun paese: pesce battuto per l’Inghilterra, pesce cotto nel vino per la Francia, pesce cucinato con birra e prezzemolo per la Germania, pesce fritto in grasso di pancetta per gli USA e una preparazione simil-ceviche per l’Ecuador.

Emigration fish 1

Emigration fish 2

Emigration fish 3

FIRST DATE NOODLES, IN & OUT e SUGARSM (Domestic Data Streamers)
È una serie caratterizzata da tre piatti che investiga la vita sessuale dei giovani barcellonesi, basata su un indagine informale e spontanea tra gli amici di Facebook dei cuochi.

In & Out 4
First Date Noodles mostra il numero di ragazzi che di genere fa sesso al primo appuntamento, coincidente con l’86% dei maschi e il 59% delle femmine. Il disordinato groviglio di noodles rappresenta quella parte del data set, mentre i dati relativi i ragazzi e le ragazze astinenti sono esposti dagli spaghetti diritti che non si mescolano tra loro; il sesso del gruppo campione viene indicato, invece, per mezzo dei colori.

First Date Noodles 1

First Date Noodles 4

First Date Noodles 2
First Date Noodles 3

In & Out è il Data Dishes che descrive quanto spesso a Barcellona le coppie e i single abbiano rapporti sessuali. Per poter raffigurare tali dati statistici, sono stati utilizzati degli gnocchi di riso con due differenti ripieni: gli uomini sono rappresentati da riduzione di carne, mentre le donne da una riduzione di pesce (decisione presa considerando un detto tutto spagnolo che descrive il sesso tra uomini e donne). In ogni caso uomo e donna, in coppia o senza partner, si differenziano dai colori (rosa per le donne, azzurro per gli uomini, i più chiari sono i single). La quantità di sesamo e di sale nella parte superiore degli stessi indica la frequenza degli incontri sessuali dei differenti gruppi.

In & Out 2

In & Out 3

In & Out 1

Sugarsm conclude la serie e si pone il compito di descrivere in che modo le persone preferiscano raggiungere l’orgasmo. I vari gruppi statistici sono definiti da gocce di zucchero realizzate con differenti tecniche.

Sugarsm 3

Sugarsm 2

Sugarsm 1

Sugarsm 4

REQUIEM FOR SCIENCE (Antonija Kuzmanic)
Il piatto che potete ammirare qui è una rappresentazione a più livelli di una semplice ma triste statistica: i fondi per la ricerca scientifica in Spagna sono stati tagliati del 34% nel breve lasso di pochi anni. Antonija Kuzmanic ha deciso di realizzare due dolci tipici di Barcellona, le Torte di Santiago, e di prepararle con gli stessi ingredienti, ma in maniera diversa; una, cucinata applicando una “tecnica scientifica” (montando/amalgamando la pasta con un “sifone” e cuocendola 45 minuti nel microonde) mostra la situazione prima dei tagli, l’altra, cotta in maniera tradizionale, senza tecniche avanzate, la situazione odierna. Ne deriva che la seconda si presenta più secca, più densa e con inferiore quantità di zucchero (nella preparazione dei dolci l’ingrediente è stato utilizzato in maniera proporzionale alla percentuale dei finanziamenti in modo da generare un’esperienza molto meno piacevole per la torta che rappresenta la condizione attuale).

Requiem for Science 2

Requiem for Science 1

Requiem for Science 3

Requiem for Science 4

Requiem for Science 4

TAKE IT WITH A PINCH OF SALT! (Yaiza Bocos Mirabella)
Il piatto mostra i dati relativi l’intensità del rumore a Barcellona per tutto l’arco della giornata; si è deciso di rappresentare le diverse ore del giorno con una sequenza di alimenti (dai cereali per la colazione fino al bicchiere d’acqua per la notte) e la frequenza del rumore in strada con strati di sale. Infatti così come l’eccesso di sale rovina anche il piatto più appetitoso, i livelli di rumore superiori ai 50 decibel che caratterizzano la città, non sono salutari per l’uomo.

Salt 3

Salt 2

TORTILLA FELIZ CATALANA (Dorit Mielke & Nora Lidgus) La tortilla esprime il grado di importanza di alcuni concetti necessari per avere un’esistenza felice in Spagna secondo i dati di Better Life Index. Ogni suo strato rappresenta un aspetto che dovrebbe rapportarsi a tale appagamento (comunità = peperoni, benessere = asparago, lavoro = patate, educazione = cipolle). Metà della pietanza si riferisce alla Spagna, l’altra parte rivela ciò che in genere le persone considerano importante.

Tortilla 4

Tortilla 3

Tortilla 2

XARXES DE MEL I MATO’ (Wladimir Albuja Burgos) Il piatto indica il tempo speso su internet dagli spagnoli attraverso la quantità di miele presente nella parte superiore della torta a base di formaggio. I dati utilizzati si riferiscono alla fascia di uomini tra il 65 e i 74 anni (27,6%) e la fascia dei ragazzi tra i 16 e i 24 (99%).

Xerxes 1

Xerxes 2

Xerxes 3

Xarxes 4

Finita la lunga carrellata delle portate sperimentali più interessanti, non mi resta che augurarmi che anche l’Italia, così come la Finlandia e la Spagna, si avvicini e si interessi a questa realtà stimolante e seducente e che ci permetta di ammirare degli splendidi Data Menu basati sulla nostra cucina tradizionale.
In fondo chi meglio di noi può far parlare la buona cucina?

Ilaria Mencarelli
Informazioni su Ilaria Mencarelli (401 Articoli)
Classe 1988, marchigiana d’origine e milanese d'adozione, insegue da qualche anno la laurea specialistica in Scienze della Terra a Milano, che la porterà ad essere geologa a tutti gli effetti. Dal 2013 decide che vuole di più e incomincia a scrivere: prima raccontini liberi sul suo blog, poi articoli e recensioni. Ama tutto ciò che è arte e ha un debole per i fumetti.

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