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Venezia, l’arte, il Guggenheim e l’HappySpritz

« Si è sempre dato per scontato che Venezia è la città ideale per una luna di miele ma non solo, ma è un grave errore:
vivere a Venezia, o semplicemente visitarla, significa innamorarsene e nel cuore non resta più posto per altro »
Peggy Guggenheim

Esistono posti unici al mondo, spettacolari, incredibili, stupendi, meravigliosi. Di che parlo? di Venezia ovviamente. Una città che solo a camminarci ti porta via il fiato e tre quarti di tutte le emozioni che hai provato in vita tua. Venezia te le smuove tutte. Venezia è il luogo perfetto per qualsiasi opera d’arte che sappia legare un pensiero creativo e la tecnica artistica.

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Doveva averlo capito bene Peggy Guggenheim quando nel 1948, acquistò Palazzo Venier dei Leoni sul Canal Grande, dove, dopo anni di girovagare per il mondo, trasferì la sua preziosa collezione d’arte che diventò l’anno successivo quella che oggi conosciamo come la Collezione Peggy Guggenheim.

Una visione d’insieme dunque, quella che lega una delle maggiori filantrope e vera amante appassionata d’arte a Venezia. Peggy (per gli amici) ha legato la propria vita a questo luogo, portando con essa le opere (e parte della vita) di amici poi diventati illustri, da Vasilij Kandinskji a Yves Tanguy passando per Francis Picabia, Georges Braque, Salvador Dalí, Piet Mondrian, Fernand Léger  senza dimenticare Man Ray (per cui poserà), Brâncuşi e Marcel Duchamp e ovviamente Pablo Picasso e Georges Braque.

Oggi però viviamo in un’epoca dove l’arte e la cultura spesso sono messe da parte. Viviamo in un epoca in cui anche un importante museo come il Peggy Guggenheim di Venezia ha bisogno di essere attrattivo in maniera differente e di porre l’attenzione sui giovani.

L’idea quindi (per il sesto anno consecutivo) è stata quella di lanciare l’Happyspritz@guggenheim in collaborazione con Aperol Spritz, un modo ovviamente molto diverso di portare e attrarre i giovani veneti nel Museo ad un prezzo modico. Arte, socialità, divertimento e musica (curata da Radio Italia) si uniscono in un luogo speciale per trascorrere una serata diversa, in compagnia degli amici.

Se vi state chiedendo se è utilizzare un aperitivo per avvicinare i giovani all’arte sia più o meno giusto avete centrato il problema. È stata la prima domanda che mi sono fatto, legittima, giusta, pericolosa. Pericolosa perché ti pone davanti ad un dubbio, ad un dilemma. Come e perché oggi i giovani di Venezia e zone limitrofe dovrebbero andare a vedere un museo come questo? Senza fare troppo gli ipocriti e senza credere troppo alla risposta: “per cultura personale” cerchiamo di capirlo meglio ed analizziamo la situazione.

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Siamo una nazione che ha progressivamente abbandonato la voglia di trasmettere la curiosità, l’insegnamento e la passione per l’arte ai giovani. I Musei di mezza Italia o sono chiusi, o sono vuoti, o sono visitati dai turisti. Il Guggenheim di Venezia viene visitato ogni anno per l’ottanta per cento da turisti stranieri e sono numeri importanti eh.

Ovviamente il Guggenheim di Venezia non ha bisogno di presentazioni o di eventi come questo per suscitare interesse su una collezione tra le più rare e belle del mondo. Ma come tutti in questa epoca, anche il Guggenheim sente l’esigenza e il bisogno di creare intorno a se interesse, movimento, curiosità, suscitare un’emozione diversa dal solito e comunicarla all’esterno. La scelta di unire il proprio nome a quello di Aperol Spritz per alcuni giorni e di creare un evento che anno dopo anno sta diventando un vero e proprio punto fermo nel ricco panorama degli aperitivi veneti, diventa quindi strategica e fondamentale per mantenere sempre vivo l’interesse intorno ai giovani e all’arte.

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Partecipare all’Happyspritz@guggenheim mi ha permesso di osservare centinaia di ragazzi (e non) che girano incuriositi per il museo (senza aperitivo), guardarli chiacchierare e commentare d’arte e gustare un aperol nella splendida cornice del giardino. Un’esperienza formativa. Un’esperienza che va aldilà dei semplici commenti retorici, che va oltre il confine della semplicistica definizione di aperitivo in un museo. Partecipare all’Happyspritz@guggenheim mi ha insegnato che saper comunicare bene significa anche questo, inventare qualcosa che prima non c’era e di cui forse nessuno aveva bisogno (né Aperol né il Gugenheim), ma adesso che c’è se ne capisce l’utilità e la valenza culturale.

Il biglietto d’accesso al museo è di 12 euro, ridotto a 5 euro con corsia d’accesso preferenziale per i possessori di Young Pass (la carta socio giovane), la membership Guggenheim per gli under 26.

I biglietti saranno acquistabili anche online direttamente sul sito dal mercoledì precedente ciascun appuntamento.

Venezia è anche un sogno di quelli che puoi comperare
però non ti puoi risvegliare con l’acqua alla gola e un dolore al livello del mare.

Qui di seguito una galleria di foto mie scattate per Venezia quel giorno.

 

Paolo
Informazioni su Paolo "Ottokin" Campana (2099 Articoli)
Paolo "Ottokin" Campana. Founder di Bloggokin. A volte grafico. A volte blogger. Giro, vedo gente, mangio cose.

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