#Priceless Roma e gli Internazionali di Tennis

Sono terminati da pochi giorni gli Internazionali di Tennis di Roma, probabilmente uno dei tornei con maggiore appeal nel mondo (anche se non è uno dei quattro Slam) e con una forza mediatica davvero notevole. Al livello comunicativo, il successo di un torneo che fino a pochi anni fa era considerato veramente poco, lo si deve sia all’impegno messo costantemente ogni anno nel rinnovare, sistemare e concentrare l’attenzione e il focus sia sulla parte sportiva, sia sulla parte di vivere un’esperienza fuori dal comune.

Partecipare come spettatori agli Internazionali, non è solo vedere una partita di tennis, ma è anche vivere tutto quello che vi ruota intorno, dai campi di allenamento agli stand degli sponsor, dalla ricerca dei campioni per gli autografi ai vari stand food dove poter mangiare di tutto, dall’arte moderna alla ballroom dove andare a ballare la sera. Anno dopo anno questo torneo ha saputo crearsi intorno il giusto mix tra sport, festa, condivisione e mondanità, senza relegarlo ai soli VIP onnipresenti ma coinvolgendo tutta la città e gli amanti di questo sport.

In questo solco si inserisce perfettamente l’iniziativa di Mastercard e della loro campagna #priceless. La campagna associativa (e partecipativa) che ti permette di vivere delle esperienze uniche all’interno di un vero e proprio circuito. Ne aveva già sentito parlare ed eravamo anche moderamente curiosi (forse scettici?) di provare e testare sul campo quella che sembra essere davvero una buona campagna di comunicazione, non fosse altro per capire quanto è marketing e quanto invece è davvero una esperienza vera.

In questo caso l’idea e l’occasione a cui abbiamo (ovviamente) partecipato con gioia è stata quella di vivere una giornata particolare all’interno degli Internazionali. L’esperienza #priceless Roma in questo caso era rappresentata da un fantastico biglietto in nona fila nel centrale per un’intera giornata e una gita all’interno degli spogliatoi (e della zona relax) proprio durante le partite. Passare quindi tra i corridoi sotterranei, vedere Serena Williams che fa stretching poco prima del suo incontro, affacciarsi a bordo campo (senza farsi notare) mentre Roger Federer andava incontro alla sua sconfitta a sorpresa o sostare per un’attimo nella zona relax e scoprire che i tennisti nelle loro pause giocano anche a Subbuteo (Djokovic sembra sia bravissimo) non può che essere una esperienza esaltante e formativa.

Formativa perchè ti consente di capire ed apprezzare una macchina organizzativa davvero notevole, messa a punto nei minimi dettagli, una macchina che (a quanto sembra) non presenta grosse criticità, una macchina potente che consente addirittura di farti passeggiare in giro durante uno degli incontri clou di quella giornata (che per la cronaca erano quelli di Murray, Federer, Williams e Nadal). Unica pecca (comprensibile) se vogliamo è stato il divieto assoluto di fare foto nella parte dei sottorenai/relax, vuoi per motivi di sicurezza dell’impianto, vuoi per motivi di privacy degli atleti, resta comunque un peccato non poter avere una o più foto di questa esperienza.

pubblico

A mio avviso l’idea messa in piedi da Mastercard con #priceless è decisamente vincente, funziona bene e per una volta ti senti davvero in un posto e in un luogo in cui mai saresti andato se non in questo modo. Io mi sono divertito ed ho passato una giornata decisamente diversa dal solito.

 

Paolo

Paolo "Ottokin" Campana

Paolo "Ottokin" Campana. Founder di Bloggokin. A volte grafico. A volte blogger. Giro, vedo gente, mangio cose.

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