#Pomezia, il Sindaco e le merendine: un caso comunicativo

Genitore di #Pomezia fai una carezza a tuo figlio mentre guarda la merendina dei compagni più ricchi e digli che è da parte di Beppe #Grillo

Il mondo della comunicazione va veloce e cambia in fretta. Noi lo sappiamo bene, fino a poco tempo fa un blog era un diario personale di un singolo utente, oggi è decisamente molto di più (ne sa qualcosa Grillo). Fino a qualche tempo fa le battaglie, le lotte e i dibattiti si combattevano a colpi di tribune politiche, interviste sui quotidiani nazionale e prese di posizione personale. Nessuno politico o cittadino, avrebbe mai lontanamente potuto immaginare che l’ascesa di Beppe Grillo e dei suoi “grillini” sarebbe avvenuta tramite la rete e i social network.

Ma come dicevamo la comunicazione, sia quella della rete sia quella della politica e dei social network, sta mutando in fretta e forse anche il solido (in rete) Movimento 5 Stelle se ne sta rendendo conto. Il caso, lanciato dal giornale on-line locale Tempi Nuovi, viene ripreso e diventa una notizia che tutte le maggiori testate televisive, cartacee e radiofoniche riprendono, ma sopratutto diventa virale proprio dove il Movimento è più forte: la rete!

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(qui sopra l’andamento dei tweet su #pomezia dell’ultimo mese)

La notizia è accaduta a Pomezia con la decisione dell’Amministrazione 5 Stelle di prevedere un doppio menù, ridotto e completo, per i bambini delle scuole materne ed elementari. Menù mensa per bambini ricchi contro menù mensa per bambini poveri. No, solo possibilità di scelta. La differenza? il dolce.

Il caso esplode dunque in rete, con la susseguente ed inevitabile strumentalizzazione politica a pochi giorni dal voto. Sappiamo tutti quanti che domenica 25 si vota per le elezioni europee e sappiamo anche che pur non essendo certo una cosa lodevole, è fisiologico che i due schieramenti utilizzino qualsiasi notizia a proprio favore in campagna elettorale. A parti inverse il M5S avrebbe fatto lo stesso con il PD e sarebbe ipocrita afferamre il contrario. Il nostro non è un sistema comunicativo perfetto, ma questo è e ce lo teniamo.

Dunque è scontro PD-M5S. Gli ingredienti – per rimanere in tema di pasti – ci sono davvero tutti. Il sistema dell’informazione non poteva rimanere indifferente. Mediazione che diventa scontro sui social network, tanto da spingere l’hashtag #Pomezia – città piccola e per molti sconosciuta – a diventare la prima tendenza su twitter.

Lo scontro politico passa anche da lì e… sorpresa! Chi è mancato totalmente dalla battaglia in rete sono stati proprio gli esponenti locali del M5S che – da sfruttatori delle risorse della rete – non hanno partecipato alla contesa. Ovviamente non parliamo di gossip o altro, qui parliamo di quasi 3600 tweet in meno di 20 ore. La notizia ha girato tantissimo grazie proprio a due fattori di facile presa, i bambini e la diseguaglianza. Se mettete insieme questi due ingredienti, che siate a favore o contro, che la notizia sia vera o da verificare non c’è scampo, diventa subito virale (specie in questo periodo).

Ma probabilmente la vera notizia è un’altra, ed è proprio quella a cui accenavamo prima, il Movimento non si è mosso, non ha fatto movimento (perdonate il gioco di parole), su twitter, lo stesso Sindaco Fucci (di Pomezia) seppur attivo sui social non ha mosso un dito e scritto i classici 140 caratteri in propria difesa. Non lo hanno aiutato nemmeno i suoi assessori o consiglieri comunali (in larga maggioranza) che salvo alcuni commenti personali su facebook, non se la sono sentita di alzare troppo la voce.

Nemmeno i Di Battista o i Grillo sono scesi in campo più di tanto per difendere il loro Sindaco (uno dei pochi che hanno), possibile che salvo pochi follower locali, nessuno abbia sentito il bisogno di intervenire con la loro arma più forte, la rete! Come mai in questo caso non si sono mossi?

Probabilmente perchè al contrario di altre volte la notizia ha sollevato un tale polverone che anche il loro modo di utilizzare questo canale comunicativo, attraverso il sensazionalismo e l’attacco diretto non ha sortito gli effetti sperati. Per una volta il movimento è stato messo alle corde, su una notizia se volete anche banale, semplice ma vera, genuina ed onesta. Una notizia in cui si tocca il bene più prezioso: i bambini.

Oggi, a nemmeno 24 ore dal boom della notizia, se ne parla e tanto anche in strada, la news arriva (come sempre accade) sui portoni delle scuole, arriva nei bar e da trand topic su twitter diventare real topic per le strade della cittadina laziale. Stamattina dopo il ciclone di ieri molti attivisiti del movimento si sono scomodati e mossi in difiesa. Un po’ tutti puntano sulla notizia bufala, sul cattivo giornalismo, sulle notizie false ecc. Su tutti la parte del leone la fa Marco Colarossi, un ragazzo di 14 anni che sembra essere il più visto nelle ultime ore e sembra essere diventato il principale antagonista della stampa nazionale (la cosa mi inquieta un po’ a dirla tutta).

Pur capendo tutte le dinamiche che si muovo intorno a questo tipo di casi, rimane lo stesso l’impressione che nel mutamento quotidiano dell’informazione e della comunicazione per la prima volta il movimento è andato sotto senza sapere bene il perchè e senza riuscire ad alzare la testa in tempo come spesso accaduto in passato. Probabilmente perchè per la prima volta a livello comunicativo il M5S era il cavallo da battere e non più l’outsider che veniva dal basso e quindi in molti hanno concentrato i loro sforzi nel demolire mediaticamente il nemico.

Qui di seguito trovate una galleria con alcune immagini trovate in rete che hanno girato molto ieri (e oggi), mentre a questo link di Topsy trovate la raccolta completa dei vari tweet. Buona lettura!

 

Paolo

Paolo "Ottokin" Campana

Paolo "Ottokin" Campana. Founder di Bloggokin. A volte grafico. A volte blogger. Giro, vedo gente, mangio cose.

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