Vinitaly 2014: storia di un successo annunciato

Come era prevedibile, anche la 48edizione di Vinitaly 2014 è stata un vero e proprio successo, sia per il cospicuo numero di cultori del comparto vitivinicolo sia per i wine lovers, italiani e stranieri, presenti alla fiera di Verona, dal 6 all’8 di Aprile scorsi.

Tutte le prelibatezze dell’enologia italiana in uno stesso luogo per scoprire rarità che non sempre si riescono a trovare oppure semplicemente per testare vini mai sentiti o bottiglie introvabili. Abbiamo fatto un gioro e ne abbiamo selezionati alcuni di cui sicuramente sentirete parlare presto.

Si parte dalla Val di Cembra e dai Masi di Pressano, in territorio trentino, con la cantina Cesarini Sforza e il suo Tridentum Brut, annata 2008, composto da 20% di Pinot Nero e rimanente 80% da Chardonnay. Al naso giungono note floreali, arricchite da pan tostato e crema, mentre in bocca, oltre ai tratti cremosi si riscontrano toni aromatici e aggrumati, che riecheggiano lunghi a chiusura del sorso. Il piglio è beverino con effervescenza regolare.

DSC_0679

La Maison Dorigati, invece, esibisce il Brut Riserva Methius 2008, ottenuto dalla fusione di chicchi d’uva derivanti per il 60% da Chardonnay e il 40% da Pinot Nero. Un Trento D.O.C. dal perlage sottile e continuo, con sfumature brillanti e profumi di frutta e agrumi. In bocca, la salinità è viva, ma bilanciata correttamente con note tropicali, fiori e sentori di frutta secca. Il palato rimane morbido avvolto da tratti burrosi, che puliscono il sorso, donando un appeal sensuale.

DSC_0680

Sempre in terra trentina e sempre bollicine, ma questa volta si tratta di un Rosè, quello dell’azienda Maso Martis, etichetta elegante quanto lo stile del vino, pensato per appagare soprattutto i palati femminili. Effervescenza sottile, colore rosato luminoso e aromi intensi di pompelmo, arancia, ma anche canditi e piccoli frutti. Questo mix esagerato incontra in bocca anche il caramello, compensato magistralmente dalla viva acidità e dalla sapidità, che gestiscono il sorso donandogli gradevolezza.

DSC_0756

Si passa poi in Veneto, nella zona di Valdobbiadene presso Vigna La Rivetta di Villa Sandi, dove si produce un Cartizze, ottenuto da vinificazione svolta con pressatura delicata delle uve. Il colore è dorato, con bollicine regolari e una particolare fragranza al naso, in cui si scoprono sambuco, ma pere, mele, frutta secca e limone. Al palato invece si avverte la nota fruttata, che sfocia in un finale prolungato di ananas e cedro dolce, anche se freschezza e mineralità lo rendono equilibrato e piacevole.

Verso l’estremo Nord Est, in Friuli Venezia Giulia per testare un uvaggio particolare, il Desiderium della linea I Ferretti di Tenuta Luisa, caratterizzato da un mix di Chardonnay, Friulano e Sauvignon, passato in botti di rovere francese di 500 litri. Un vino fermo importante, con tratti marcati di vaniglia e agrumi canditi, dal sapore complesso e persistente.

DSC_0708

Con il rosso Tenuta di Trinoro del 2011 approdiamo in Toscana. Prodotto ottenuto dal 90% di Cabernet Franc, 6% di Cabernet Sauvignon e 4% di Petit Verdot. Allo sguardo emerge un colore intenso, come sono caldi i toni olfattivi di pepe, frutti rossi, spezie, che si ritrovano anche a livello di palato. La vena tannica si sente (la bottiglia ha bisogno di riposare) però questo rosso è veramente uno spettacolo: il legno è giustamente bilanciato con sottili richiami di marmellata. Il finale fresco, fruttato, prolungato induce a richiederne un altro sorso.

Spirito Libero rappresenta la Tenuta Casteani in Maremma, dove il titolare Mario Pelosi ha scelto di creare una linea che non avesse solfiti aggiunti. Attraverso un’attenta ricerca sulle tecniche di vinificazione è riuscito a ridurre il totale di solforosa a 9 mg/l. Il suo Sangiovese ricorda il terroir d’origine, che sa di fragole, ciliege, mirtilli e lamponi. Sicuramente una novità nel mondo del vino, da assaggiare.

Altro rosso toscano, il Giusto dei Notri dell’azienda Tua Rita, ottenuto da Cabernet Sauvignon (60%), Merlot (30%) e Cabernet Franc (10%). L’annata 2012 dovrebbe ancora aspettare, ma già si percepiscono la vena fresca e lo stile raffinato di questo prodotto, che si distingue per i suoi profumi di fiori sbocciati, di piccoli frutti e per gli accenni di terra. In bocca è robusto, ma equilibrato: avvolge il palato senza picchi.

DSC_0794

Ultimo gioiello beverino dal colore rosso deciso: La Serra, Barolo di Davide Rosso del 2010. Si presenta con aromi di frutta rossa matura, rose, piccoli frutti e spezie, tra cui liquirizia. Nonostante la giovane annata, lo è spirito potente, ma non aggressivo, la vena tannica è fitta, ma controllata e il finale è prolungato. Chiusura organolettica perfetta, che chiude degnamente la degustazione di Vinitaly 2014.

Chiudiamo con la consueta ricca gallery della manifestazione (cliccare per ingrandire) – Credits: Foto Ennevi-Veronafiere

Foto Ennevi_V14__MG_0670

Foto Ennevi_V14__MG_0673

Lascia un commento

Loading Facebook Comments ...

Lascia un commento