L’Antica Focacceria San Francesco: la cena narrata

Il cibo è una forma d’arte: non parlo solo dei piatti elaborati e fantasiosi dei grandi chef, ma anche di quelli della tradizione, piatti anche poveri che racchiudono la storia e molte storie. Il 10 aprile, abbiamo avuto l’onore di partecipare al 180esimo compleanno dell’Antica Focacceria San Francesco, dove i sapori baciati dal sole della Sicilia si sono amalgamati con le affabulazioni del palermitano DOC Filippo Augusto Terzo, che ci ha aperto le porte di Palermo nel bel mezzo di Trastevere.

Per chi non la conosce, l’Antica Focacceria San Francesco è un ristorante storico palermitano, ora presente anche a Roma e Milano: un luogo che nasce per offrire una sola specialità, la focaccia schietta. Nel 1851, accanto alla schietta, il fondatore della focacceria Salvatore Alaimo inventa e propone anche la focaccia maritata aggiungendo alla ricetta originale la milza, un taglio di carne economico. Schietta e maritata rappresentano rispettivamente il candore della donna nubile e la donna maritata che dentro di sé accoglie la carne.

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Proprio con questi due piatti si è aperta la cena dello scorso giovedì 10 Aprile, mentre Filippo ci raccontava la storia dell’Antica Focacceria San Francesco e delle ricette della tradizione. Sfincione, cazzilli, arancine, panelle e caponata hanno completato il trionfo di antipasti della cena narrata: mentre i nostri sensi si riempivano (letteralmente) dei profumi, dei colori e soprattutto dei sapori della gastronomia siciliana, ascoltavamo affascinati l’intreccio tra cultura e cibo nella tradizione siciliana.

Un’esperienza affascinante in cui abbiamo guardato con occhi nuovi persino la pasta alla Norma, un piatto molto noto ma non troppo antico che arriva da Catania. Personalmente non conoscevo né l’origine del nome, che deriva dall’opera di Bellini, né la simbologia del piatto che rappresenta l’Etna – con la lava e la neve sulla punta. Il secondo piatto, né di carne, né di pesce, ma povero e a base di formaggio è il cacio all’Argentiera: un sapore particolare e un profumo indistinguibile da quello del coniglio arrosto, che la moglie dell’argentiere voleva emulare per far credere al popolo di essere ricca.

La pasticceria siciliana è una delle più ricche e golose d’Italia, così a fine pasto siamo stati “costretti” a trovare ancora un po’ di spazio per: i cannoli, il trionfo di San Francesco, la setteveli, la delizia al pistacchio e la cassata – regina della pasticceria palermitana.

L’Antica Focacceria San Francesco a Roma è in piazza San Giovanni della Malva, 14, ma più che un luogo dove mangiare è un luogo dove viaggiare con il palato verso il sole e l’accoglienza della città di Palermo.

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