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#VINOPOP alla conquista dei Social!

Adua Villa scende in campo e presenta il suo nuovo libro "Vino rosso tacco 12" e il concorso #VINOPOP su Istagram!

Creare un ponte tra le persone e il mondo enogastronomico è parte fondante del progetto di Adua Villa che, con la realizzazione del libro Vino rosso tacco 12, ha iniziato una campagna marketing sui social network (in particolar modo su Instagram) mediante il challenge #VINOPOP indetto con la collaborazione di Igers Italia. 

In occasione della tappa milanese di presentazione del libro abbiamo avuto modo di fare quattro chiacchiere con la diretta interessata a proposito della sua idea di rivitalizzare il marketing enologico mediante l’utilizzo dei social (esattamente come si fa da tempo nel campo birrario come vi abbiamo mostrato ad esempio con SocialBirra 2014).

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Dare la giusta visibilità ad uno dei prodotti DOC italiani per eccellenza: il vino. È questo lo scopo fondamentale di Adua Villa nota sommelier italiana che da anni tra televisione e giornalismo cerca in ogni modo di svecchiare la comunicazione che colpisce il settore e che di fatto oscura la nobile “arte” della viticultura e della produzione vinicola. Perché il primato italiano sul settore enologico è a tutti gli effetti  un traguardo di cui noi dovremmo essere orgogliosi e proprio per questo esso dovrebbe essere costante materia di interesse.

Partiamo dal tuo nickname su Istagram: @globetrottergourmet. Ci puoi spiegare il perché di questa tua scelta?

Agli inizi del ‘900, dopo la prima guerra mondiale, nel mondo inizia un cambiamento. Fino a quel momento i viaggi erano considerati solamente per certi tipi di persone, i nobili, che potevano permettersi di muoversi senza lavorare poiché avevano un’agiatezza tale da poter spostarsi in luoghi caldi d’inverno e in posti freschi d’estate. Magari stare a Milano in occasione della stagione della scala e poi partire per Parigi oppure girare il mondo come facevano i pittori grazie all’aiuto economico dei mecenati. Nessun altro aveva diritto al viaggio. Dopo la guerra le cose iniziano a cambiare, si è creata una classe borghese di nuovi imprenditori e soprattutto di persone con la voglia di viaggiare anche con pochi soldi in tasca. Quindi il viaggiatore vero, quello di oggi, nasce in quel momento, viene chiamato globetrotter gourmet ed è quella persona che viaggia e che poi scrive di ciò che vede, ma anche di ciò che mangia iniziando a consigliare i posti e le osterie da lui frequentate.

In un certo senso un primo food blogger…

Si i globetrotter gourmet sono stati dei primi veri food blogger. Non ci sono molte tracce storiche perché non erano molti, ma di fatto sono loro che ne sono stati i pionieri. Ho scelto questo nome perché il vino non può vivere a mio parere senza il cibo. Uno scrittore italiano che è Luigi Veronelli diceva: “Nel momento in cui scegli il vino adatto al piatto giusto, si ha il vero matrimonio d’amore”. Di unioni ce ne sono tante, di unioni d’amore non sempre ce ne sono o si riconoscono. Quando tu scegli il vino ideale per il piatto ideale allora sì che parliamo di un’unione d’amore! Perché il vino giusto esalta il piatto e ti fa vivere meglio tutta la situazione che stai vivendo a tavola. E da lì ho usato questo nome nei social per fare una sorta di storytelling dei miei viaggi e per poter consigliare i ristoranti e i locali per me imperdibili.

Presentazione Vino rosso tacco 12 13

Internet è un modo più funzionale e sbrigativo per interagire con il pubblico medio e tali caratteristiche si sposano perfettamente con il tuo progetto di svecchiare la comunicazione del settore enologico…

Quello di cui accuso la comunicazione del vino in Italia è che è sempre stata una comunicazione vecchia, dove sia ha sempre paura che con una comunicazione un po’ più pop si scenda un gradino di qualità perché viviamo di retaggi storici e di tradizione molto forti. Ad esempio è molto difficile alle volte far passare come vino di qualità un vino che abbia il tappo Stelvin, cioè il tappo vite, poiché spesso tale caratteristica viene considerata, spesso erroneamente, come parametro di definizione dei vini a basso prezzo e largo consumo. Io credo che le persone non debbano pensare che la qualità sia riconosciuta in determinati elementi che sono tutt’altro che cruciali per la sua determinazione. Ed è soprattutto per questo che con molta sfrontatezza ho pensato a #VINOPOP come astagh. Nel momento in cui studiamo per diventare sommelier e apprendiamo dei tecnicismi veri noi li dobbiamo tramutare in un messaggio che sia poi comune a tutti, soprattutto in un paese come l’Italia che dalla Valle d’Aosta alla Sardegna produce dell’ottimo vino.

Insomma è anche un problema di educazione dell’italiano medio.

Si. E devo dire che da qualche anno a questa parte portando il vino nel day time quotidiano con La prova del cuoco, mi sono resa conto che, parlando di un vino al giorno, ho fatto conoscere nomi ed etichette sconosciute a quelle persone che non abitano in una determinata regione. Io voglio far sì che tutto questo diventi molto più alla portata di tutti. Da lì poi la curiosità di ognuno può viaggiare e scoprire la bellezza del vino, caratterizzata da aneddoti,  storie e soprattutto uomini.

Presentazione Vino rosso tacco 12 12

A questo punto arriva il libro. Vino rosso tacco 12 è una vera e propria storia, non è un manuale sui vini. Mi puoi spiegare il perché di questa scelta?

Prima di Vino rosso tacco 12 avevo scritto un altro libro, Una sommelier per amica, e già lì per rendere quel manuale meno asettico avevo deciso di aprire ogni capitolo con un dialogo immaginario tra un uomo e una donna da cui uscivano delle domande inerenti la scelta e l’acquisto del vino e altri quesiti del genere. E ho visto che la cosa che funzionava moltissimo era appunto la creazione del dialogo per esprimere un concetto da manuale.

Per renderlo più fruibile e leggero?

Anche più intendibile! Le persone, di fatto, comprendevano anche prima i consigli pratici. Allora ho pensato di mettere insieme una serie di storie, alcune vere, alcune immaginarie, aiutandomi con la mia esperienza personale da globetrotter gourmet e intrecciando la forza delle mie amicizie al femminile con le mie conoscenze inerenti il lavoro. Parlando con le mie amiche ho pensato che sarebbe stato molto bello cercare di unire il mondo del vino, di cui parlo con passione come quando si parla del proprio uomo, a quello delle relazioni interpersonali. Ho quindi cercato di creare una protagonista, Gilda, che è una sorta di alter ego di tutte le donne, la Gilda cinematografica, fatale come tutte le donne vorrebbero essere, insomma esattamente come a noi donne piace pensarci, e le ho dato il mio lavoro. Attraverso le sensazioni dei vini che lei assaggia le faccio paragonare tutto questo al mondo dei sentimenti, delle relazioni e dell’amicizia e al mondo della perdita. Il capitolo in questione è molto importante per me perché ho subìto pochi anni fa la perdita di mio papà e ciò mi ha molto cambiata, percepisco le cose in maniera diversa ed è esattamente di questo che ho scritto. Il capitolo è stato estrapolato è ha vinto il premio non letterario di Fondazione Marzotta e di Fondazione Feltrinelli ed è stato messo nell’etichetta di 700 bottiglie di Pinot Grigio Santa Margherita. È il capitolo più mio, che mi ha permesso di far cambiare la protagonista che inizia a percepire in maniera diversa i rapporti, risollevandosi. La protagonista vive di incontri occasionali di amicizie che si porta dietro, ha due amiche che non ci sono materialmente poiché lei è una persona molto indipendente. Tutto ruota intorno all’idea di farle paragonare ogni sensazione che prova ad un vino.

Presentazione Vino rosso tacco 12 11

Da una parte quindi un mezzo che ti permette di parlare di certe cose nella maniera a te più affine, dall’altro uno stratagemma per far capire meglio al lettore come ci si dovrebbe rapportare al vino, come una vera sommelier.

Assolutamente sì. Sin dal primo capitolo, quando Gilda arriva in albergo a Bordeaux, ci rende subito partecipi della sua mania: quella di sorseggiare un calice di vino in una vasca da bagno per provare certe sensazioni che lei sa riconoscere. E io tramite lei te le elenco, cerco di trasportare il lettore in quello che è il mondo dell’analisi del vino in modo da rendere tali sensazioni mediante l’accostamento con emozioni difficili da dimenticare.

Una curiosità. Qual è la cosa più difficile da individuare in un vino per una persona inesperta?

I riconoscimenti olfattivi sono i più difficili perché noi non siamo abituati a dare un nome ai profumi che riconosciamo. Se ti dico che quel vino ha un sentore di banana, dopo che io te l’ho detto, annusando di nuovo, tu lo noti. C’era anche prima però io ti ho portato a ricordare il profumo di banana e tu con attenzione a riconoscerlo. Di genere noi riusciamo con più facilità a dare un nome ai cattivi odori rispetto ai buoni odori, non siamo abituati ad allenarci, ad incasellarli, li viviamo e basta.

Presentazione Vino rosso tacco 12 10

Come sei riuscita a intrecciare le tematiche amorose alla tua passione per il vino?

La sensibilità che io ripongo nel mondo vino è una sensibilità che fa parte di me. Io sono sicuramente la timida; Gilda rappresenta quello che avrei voluto fare in certe situazioni ma che non ho fatto. Forse mi sono liberata di qualcosa che mi era rimasto dentro perché lei è sfrontata, si fa guidare dai consigli delle amiche, si butta e, se nota un paio di occhi che la guardano in un certo modo, si sente subito in balia di qualcosa anche se quel qualcosa non esiste. Io mi sono divertita molto. Le persone che sono già riuscite a leggerlo si sono riviste almeno in uno dei racconti in Gilda poiché lei vive gli eventi più disparati con gli uomini più diversi. E questo spero possa accadere anche con i vini che in quei capitoli vengono un po’ raccontati. Sicuramente Gilda vive ad un livello molto alto come i vini da sogno che assaggia e ciò si nota anche nella parte fashion del libro. Io, come ogni donna, sono infatti succube delle cose belle e vivendo in Italia non puoi non apprezzare certe borse, certe scarpe e certi brand. A lei faccio indossare cose che io sicuramente non indosso. Nel finale questa suo vivere ad un livello molto alto la riporta un po’ con i piedi per terra quando capisce di non dare il giusto valore ad alcune cose, soprattutto per quanto riguarda gli uomini perché, al contrario, dai vini rimane sempre appagata. Infine si ridimensiona con una storia molto semplice ed è allora che io concludo il libro dicendo che, se non riusciamo a trovare l’uomo ideale, possiamo comunque avere una piccola cantina ideale e consiglio una lista di una decina di vini che non superano il costo di otto euro e che danno felicità e appagamento sensoriale a prescindere dall’occasione per cui le stesse vengono stappate.

Permettendo ai tuoi lettori di poter avere essi stessi un esperienza con i vini che tu stessa consigli.

Sicuramente. Per invogliarli a sorseggiare il vino.

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E poi ci sono i social e il tuo progetto insieme a Istagram per #VINOPOP. Di che si tratta e  come ti è venuta l’idea?

L’idea mi è venuta quando ho visto il lavoro che ha fatto un’azienda italiana, Caprai, con un progetto che si chiamava Caprai for love e ho compreso che c’era un mondo a me sconosciuto di persone che si muovevano sui social apprezzando anche un messaggio come quello del vino per immagini tramite un challenge. L’idea di fare qualcosa di simile è stata accantonata per un po’ e poi ripresa con l’incontro con Ilaria Barbotti e  con il gruppo degli Istagramers. Io ho spiegato che stavo lanciando il libro Vino rosso tacco 12 che rappresenta quello che secondo me dovrebbe essere la comunicazione del vino In Italia. La comunicazione infatti deve togliersi tutte le armature e parlare in maniera libera di ciò che ci piace e di ciò che possiamo bere senza far troppo caso alle forme dei bicchieri o di altre cose simili.

Cercare di creare un dialogo con un pubblico attivo.

Certamente! È la cosa che amo di più! Dei like non mi interessa nulla, su Istagram amo tantissimo quando le foto vengono commentate. E infatti da lì che io incomincio uno scambio e inizio anche a capire come le persone hanno interpretato ciò che scrivo visto che poi lascio sempre foto correlate ad un piccolo breviario, un racconto o un’emozione. Quindi ho visto questo mondo fantastico e piacevole che mi dava la possibilità di esprimere la mia concezione dell’enogastronomia e che mi permetteva di parlare del food e del wine a modo mio. E quindi in accordo con Igers Italia è nato questo progetto: abbiamo trovato delle aziende partner che hanno appoggiato l’idea e che sono il consorzio del Prosecco DOC, Cavit con Trento DOC, Bertani e i produttori di Cormont. A queste aziende è stato proposto di poter creare un challenge in cui ogni volta si deciderà un tema; abbiamo iniziato con il Consorzio del Prosecco DOC e con il tema #bollicinequotidiane poiché il prosecco è un vino alla portata di tutti. L’idea è quella di spingere il popolo di Istagram a fotografare e mettere sul social scatti inerenti al vino con l’astagh #VINOPOP e da lì creare una vera e propria gallery. Tra le foto ne verranno scelte quattro e i vincitori avranno la possibilità o di ottenere una selezione di bottiglie o di passare qualche giorno in azienda e di capire così come funziona il mondo vino vivendo l’azienda.

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È un concorso a step?

Si. Adesso abbiamo lanciato bollicine quotidiane. Si concluderà tra circa un mese a Roma dove daremo il nome del vincitore di #bollicinequotidiane #VINOPOP che sarà premiato dal Consorzio del Prosecco DOC e a Roma lanceremo poi il secondo concorso.

Un percorso di comunicazione ma anche un percorso itinerante per tutta l’Italia. Quali sono le tappe confermate?

Per ora Milano, Roma e le Marche; le altre tappe sono ancora in fase di decisione e ricerca. Anche in questo concorso come nel libro ho voluto portare il concetto del viaggio, questo mio spirito da traveller. Inoltre l’idea è di creare degli eventi che diventino delle vere e proprie degustazioni in giro per l’Italia con vari ospiti continuando il discorso #VINOPOP.

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Insomma non vi resta che aspettare che il tour arrivi nelle vostra regione e nel frattempo utilizzare il vostro tempo libero per inviare su Istagram foto di aperitivi, cene e serate in compagnia del vostro vino preferito rigorosamente dotate dell’astagh #VINOPOP!

Ilaria Mencarelli
Informazioni su Ilaria Mencarelli (401 Articoli)
Classe 1988, marchigiana d’origine e milanese d'adozione, insegue da qualche anno la laurea specialistica in Scienze della Terra a Milano, che la porterà ad essere geologa a tutti gli effetti. Dal 2013 decide che vuole di più e incomincia a scrivere: prima raccontini liberi sul suo blog, poi articoli e recensioni. Ama tutto ciò che è arte e ha un debole per i fumetti.

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