Le “lezioni americane” di Piero Lissoni

Si è svolta nell’Istituto di Design Marangoni il primo di una serie di seminari che porterà gli studenti della scuola alla conoscenza delle menti italiane più brillanti del settore del design.

Studenti 1

Istituto Marangoni 4

A inaugurare questa serie di incontri è stato Piero Lissoni, architetto, designer di fama internazionale e co-founder della Lissoni Associati, ha collaborato con aziende come Alessi, Boffi, Cappellini ed è uno dei massimi rappresentanti del design italiano nel mondo.

Sulla scia delle Lezioni Americane di Italo Calvino l’architetto si è concentrato sulle sei parole d’ordine essenziali che dovrebbero essere seguite per ottenere un buon lavoro: leggerezza, rapidità, esattezza, visibilità, molteplicità e coerenza a ne è stata accostata una settima: la stupidità.

Piero Lissoni 20

Nei suoi tre studi della Lissoni di Milano, Tokyo e New York ha sempre cercato di portare avanti un modello di approccio fortemente correlato al concetto di leggerezza intesa come linea di partenza da cui creare oggetti e strutture eleganti ma non eccessivamente sofisticate e caratterizzate dall’uso di pochissimi materiali.

E proprio attraverso questa ricerca continua di leggerezza che nascono oggetti come la sedia realizzata per Kartell frutto del felice matrimonio tra tecnologia e design, dove malgrado la notevole dimunizione di peso, non si è persa quell’idea di robustezza e leggerezza che una sedia deve sempre avere. A questo si allinea il concetto di rapidità intesa come la velocità di portare avanti un progetto e di trasformarlo in prodotto nel minor tempo possibile. A tal proposito un assemblaggio rapido diventa essenziale e in accordo con la necessità principale del designer: il controllo del processo.

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L’esattezza è la base della cultura umanistica definita mediante precise misurazioni (basta pensare all’uomo vitruviano e alla sequenza aurea) e le proporzioni devono essere conosciute e ben comprese, un buon designer deve esssere in grado di plasmare nuove creazioni partendo dal controllo delle grandezze, siano esse minuscole come le lamine di un orologio da polso (1 millesimo di millimetro) o gigantesche come un edificio.

Gli oggetti di design e i palazzi sono osservabili da tutti costantemente, ed è necessario quindi soffermarsi molto sul concetto di visibilità cercando di dare nuova vita a quelle strutture di genere considerate difettuali e distorcendo gli stessi oggetti per ottenere un maggior interesse e colpire il pubblico.

Piero Lissoni 7

Sempre in rapporto al processo creativo acquista importanza la molteplicità, la capacità cioè, di declinare un pezzo per un innumerevole numero di volte, caratteristica che deve essere ben compresa da chi osserva i lavori di Lissoni. A tal proposito la tecnologia acquista un ruolo predominante permettendo la creazione di oggetti identici con la maggior ottimizzazione possibile.

La coerenza assume poi un ruolo fondamentale: non è bene essere scostanti e muoversi da una parte all’altra in maniera molto confusa senza sapere ciò che si vuole fare veramente. Disegnare un oggetto significa disegnare qualcosa con una determinata funzione e tenere bene a mente l’importanza dell’efficienza che deve essere correlata al lavoro sull’aspetto esteriore del prodotto.

In ultimo la stupidità, aspetto necessario per tentare di spingersi oltre, di comprendere i propri errori e utilizzare qualche stratagemma per evitare i lavori non consoni alla propria sensibilità.

Presentazione 2

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da questa splendida lezione con il maestro, ne possiamo quindi dedurre che per Lissoni, inventare e costruire un oggetto di design così come un palazzo, non sia dipendente tanto da intuizioni quanto dal controllo del processo che deve essere effettuato a monte in modo da trasformare un disegno in un prodotto.

Per tale motivo l’architetto-designer non si considera un dispensatore di messaggi, ma un lavoratore onesto che pone la propria serietà e le proprie conoscenze al servizio degli altri senza la volontà di dare forma ad oggetti iconici.

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Conservatorium Hotel Lissoni

Divano Lissoni

Ilaria Mencarelli

Ilaria Mencarelli

Classe 1988, marchigiana d’origine e milanese d'adozione, insegue da qualche anno la laurea specialistica in Scienze della Terra a Milano, che la porterà ad essere geologa a tutti gli effetti. Dal 2013 decide che vuole di più e incomincia a scrivere: prima raccontini liberi sul suo blog, poi articoli e recensioni. Ama tutto ciò che è arte e ha un debole per i fumetti.

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