Inside #Gazebo

Ho un rapporto strano con la televisione, un rapporto di amore/odio, ci sono programmi, idee e contenuti diversi e differenti, che producono in me un conflittuale stato. Da una parte vedo bambini cantare ingessati dalla Clerici e mi viene in mente la Magnani di Bellissima, i bambini vestiti da adulti con giacca e cravatta mi hanno sempre fatto paura. Dall’altra ci sono programmi che adoro, ben scritti, studiati, intelligenti e sopratutto che ti consentono di pensare, unico viatico di un media a senso unico. Si perchè alla fine se ci pensate, malgrado alcuni goffi tentativi di includere twitter tra gli standard qualitativi della tv, la televisione rimane uno dei vecchi media (con la Radio) che subiamo passivamente e con cui difficilmente possiamo interagire. Cosa in effetti strana nell’epoca della condivisione e dei social media.

Probabilmente per tutti questi motivi, non sono mai stato in uno studio televisivo, mai stato in una trasmissione in diretta e, se si esclude la gita delle medie, mai entrato dentro gli studi di Mamma RAI. Ma a volte capitano occasioni, storie, amicizie e conoscenze che ti portano dove non sei mai stato. Ed è bellissimo.

Oggi parliamo di Gazebo, la trasmissione di Diego Bianchi (Zoro per gli amici) in onda su Rai Tre da un paio di stagioni. Di cosa parla Gazebo? Per i pochi che non la conoscono (ma davvero?), va in onda tutti i martedì, mercoledì e giovedì, raccontando la realtà e la cronaca attraverso le video inchieste di Zoro, la classifica dei Tweet e i protagonisti della trasmissime: il giornalista Marco Damilano, il vignettista Marco “Makkox” Dambrosio, il tassista Mirko-Missouri4, i musicisti Roberto Angelini e Giovanni Di Cosimo. Il programma è scritto dallo stesso Diego Bianchi con Marco Dambrosio, Andrea Salerno e da Antonio Sofi e con la regia di Igor Skofic.

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E’ una trasmissione intelligente, ironica e sopratutto divertente, una taglio e un format diverso dalle solite trasmissioni di politica e politichese, sono personalmente convinto che l’ironia e il non prendersi troppo sul serio fa sempre bene e in questo loro sono maestri. Non è facile mettere in risalto in poco tempo determinati eventi vivendo la cronaca quotidiana di una città “politica” come Roma, ma loro ci riescono e lo fanno bene. Sono quindi uno spettatore affezionatoGazebo sin dalla prima puntata e non potevo certo farmi scappare l’occasione di andare a trovare un amico come Cristiano Fattorini, aiuto regista del programma ed eclettico musicista e scrittore di uno dei libri più divertenti che ho letto: Don’t Cry for me Agendina (che vi consiglio).

In realtà lo scorso anno avevo avuto un incontro ravvicinato del terzo tipo con lo stesso Zoro, ma giocavamo in trasferta ed era veramente una occasione particolare. Entrare in Rai, seguire percorsi, firmare liberatorie, attendere, sedersi, fotografare ed osservare la realtà televisiva dall’altra parte, fa un certo effetto, lo confesso. Non puoi rimanere indifferente alle luci, alle telecamere, ai pupazzetti sul monitor, alla Cintiq di Makkox agli strumenti musicali di Angelini e Di Cosimo.

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Veniamo alla puntata di ieri sera (13 marzo), senza anticiparvi troppo e rovinarvi il gusto della visione, diciamo che basterebbe dire che gli ospiti guest star della serata erano gli Asian Dub Foundation, storico gruppo inglese capace di fondere sonorità dub diverse ed internazionali, sentirli suonare live a pochi metri (quattro) da te è stato veramente bello! Si respirava la potenza e la voglia di stupire che solo certa musica dal vivo può darti. Per il resto, da notare anche la mancanza di Mirco ‘Missouri4’ Matteucci in studio, sopperita da un’importante sostituito e dalla suocera. Un’esperienza interessante, divertente e stimolante per cercare di capire e conoscere meglio i meccanismi con la quale i vecchi (tv) e nuovi media (twitter) interagiscono insieme.

Qui di seguito trovate alcune foto live e l’intera puntata, per i più curiosi il momento “top” è al minuto 6,50/7,00 (segue diaposita). Buona visione!

Gazebloggokin

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Paolo

Paolo "Ottokin" Campana

Paolo "Ottokin" Campana. Founder di Bloggokin. A volte grafico. A volte blogger. Giro, vedo gente, mangio cose.

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