L’alfabeto territoriale di Roberto Picerno

Mentre a Firenze (ma anche nel Lazio) si discute sul ruolo dell’identità locale, dei loghi e dell’immagine di una città (o di una Regione), in altre parti di Italia qualcuno riesce a ridisegnare e rendere contemporaneo uno dei manufatti tipici del nostro paese. Partendo da uno dei più tradizionali oggetti italiani, gli strofinacci decorativi (spesso usati in cucina), proprio loro, quelli venduti spesso ai turisti, quelli che vediamo a casa di zia o di nonna, con i quali siamo cresciuti e con cui molti di noi hanno imparato la geografia e le tradizioni locali.

Proprio loro.

Roberto Picerno, visual designer di Altamura, ha realizzato e disegnato per la sua tesi di laurea tutto un nuovo fantastico alfabeto territoriale che rappresenta gli elementi tipici del luogo, i paesaggi, i prodotti gastronomici e i personaggi importanti del passato. In poche parole: il territorio.

Quell’identità territoriale, troppo spesso dimenticata dai famosi loghi (di cui forse riparleremo), è definita dal territorio stesso, selezionata naturalmente dopo decenni e decenni di vita comunitaria e di condivisione. L’idea di partenza è stata quella di cercare di arrivare attraverso l’icon design di alcuni elementi, ad una nuova definizione dell’identità visiva regionale, partendo dalla Calabria per poi espandere il progetto a tutte le regioni italiane.

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Il progetto ha preso il nome definitivo di “Riprogettazione di tele domestiche: alfabeto iconico per una nuova identità visiva delle regioni italiane” ed è diventata la tesi di laurea in visual design di Roberto. Ma grazie alla collaborazione con il Lanificio Leo quel progetto è cresciuto ed ora sta per essere prodotto e distruito. L’identità sociale e territoriale di questa idea è talmente forte che Picerno ha chiesto alla madre di realizzare addirittura un prototipo (cucito a mano) dedicato al fotografo Saverio Marra e alla sua città.

La domanda a questo punto è sul ruolo che la grafica e il design devono avere intorno al tema dell’identità sociale e culturale, perchè una tesi di laurea praticamente perfetta come questa riesce a creare un linguaggio identitario con idee e icone partendo da strofinacci e invece centinaia di (presunti) grafici non riescono ad elaborare un logo decente per una città come Firenze? Forse perchè lo stiamo facendo nel modo sbagliato? Forse perchè le idee non nascono sotto le zooppe ma invece vanno coltivale nella culla dell’identità cittadina?

Qui di seguito la gallery del progetto… (in fondo trovate la bruttura… scusate)

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e alla fine… perchè una delle città più bella al mondo si merita questo? (Ma questo è un altro discorso)

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Paolo

Paolo "Ottokin" Campana

Paolo "Ottokin" Campana. Founder di Bloggokin. A volte grafico. A volte blogger. Giro, vedo gente, mangio cose.

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