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In cucina con Hannibal Lecter

Il dietro le quinte culinario della serie TV: tra il consulente culinario José Andrés e la food stylist Janice Poon

Finalmente, dopo quasi un anno di attesa, ritorniamo in cucina con Hannibal Lecter!
È ricominciata, il 28 Febbraio, la serie TV Hannibal con la seconda stagione, sempre Mads Mikkelsen nei panni del famoso Dottor Lecter e Hugh Dancy in quelli Will Graham.
Per propiziare questa seconda stagione abbiamo pensato di dare uno sguardo nella cucina del famoso serial killer e curiosare tra le sue ricette, la prima che incontriamo è il rinomato Kaiseki.

Quest’anno è decisamente iniziato con la presenza di post dedicati alle serie TV: ne pubblicai due a metà Gennaio su Sherlock, con l’intento di approfondire un po’ il dietro le quinte tra oggetti di design e dresscode; oggi è la volta di Hannibal.

Ho scritto già l’anno scorso di questa promettente serie TV dedicandogli un post dal titolo “Hannibal serie TV: colore, luce e stile“, questa volta, visto il crescente e auspicabile interesse per il food direi che è arrivato il momento di conoscere meglio uno degli aspetti più apprezzati (…e sicuramente più inquietanti) del famoso serial killer: la cucina e le sue ricette!

Raffinato, ricercato esteta e caratterizzato da un’intelligenza decisamente oltre la media, il Dottor Lecter persegue, innegabilmente, una ricerca edonistica e continua della Bellezza, ne apprezza ogni sua forma e ogni sua presenza, ed è per lui un necessario elemento vitale, immancabile nella sua concezione del quotidiano.

La cucina è una delle passioni più alte del nostro serial killer, la quale, di certo, non poteva mancare nella sua imperterrita ricerca del bello. Gusto, raffinatezza, intelletto si combinano in questa sua passione morbosamente sensuale e raffinata, fino a ricordarci – inevitabilmente – la sua perversione, anche cannibalesca, nella ricerca del piacere attraverso il mangiare.

scena tratta dalla prima stagione di Hannibal

Il Dottor Lecter ha incredibili doti culinarie, sull’argomento ha scritto interi libri e pubblicato ricette su riviste del settore, la sua educazione franco-orientale e la passione per il Medio Evo si evidenziano chiaramente nella sua conoscenza di ricette tipicamente fin de siècle, nella predilezione per la selvaggina, per le interiora e le frattaglie. [cfr. Terra di Toscana]

Ma veniamo a noi.

Le portate, i piatti, le ricette che abbiamo visto e intravisto nella prima stagione sono state il frutto della collaborazione tra il produttore della serie TV Bryan Fuller, il famoso chef José Andrés, come consulente culinario, la food stylist Janice Poon e ovviamente Mads Mikkelsen, al quale Fuller ha espressamente chiesto di non leggere i libri della saga, ma di dedicarsi pienamente a quelli sulla cucina!

Come per la prima, anche nella seconda stagione la squadra che si occupa dell’ambito gastronomico rimane invariata. D’altronde squadra che vince non si cambia!

L’importanza di un elevato contenuto culinario, sia per quanto riguarda il valore narrativo sia per quello estetico, è chiaramente scontato per il personaggio trattato. Guardando i vari episodi è facile intuire e godere della cura dietro questo aspetto: per completare al meglio la caratterizzazione di Hannibal il cibo deve esser tanto emblema della sua psiche, quanto del suo fascino, degli omicidi ad esso collegati e della maestria superiore nella loro realizzazione. È il cibo a completare il racconto su Hannibal, sulla sua mente, sulle sue idee.

Inoltre, elemento altrettanto fondamentale, i piatti cucinati devono avere sì un aspetto appetitoso, raffinato, ricercato e perfettamente composto, ma allo stesso tempo devono essere inquietanti, raccapriccianti e conturbanti. Lo spettatore sa cosa cela quel cibo.

Foto di Jose Andres

José Andréas, chef di fama mondiale, contattato dal  produttore Bryan Fuller per assolvere l’arduo compito, riesce magistralmente nella scelta e creazione di ricette che man mano il nostro serial killer andrà a preparare, riesce soprattutto a portare quell’elevato livello di sofisticazione culinaria necessario a completare al meglio il personaggio di Lecter in tutto questo arco narrativo.

A concretizzare al meglio le idee e le proposte di José, ci pensa Janice Poon.

Janice Poon sul set di Hannibal

Artista completa ed eclettica, Janice viene chiamata a ricoprire il ruolo di food stylist: scegliere e trovare i prodotti migliori per far sembrare i vari organi più simili possibili a quelli umani (…brrr), ricreare prodotti dall’aspetto identico all’originale ma resistenti al calore delle luci e alle tempistiche di ripresa, creare prodotti altamente commestibili e dal gusto accettabile così che gli attori possano addentarli durante la loro recitazione, scegliere le decorazioni per la composizione dei piatti, studiare colori e abbinamenti cromatici per ogni scena.

In molte interviste Janice racconta vari aneddoti sul suo lavoro: dai pellegrinaggi alla chinatown per trovare materie prime, come i teschi di volatili da usare come guarnizione per i piatti, alla complessità nel realizzare un polmone umano usando mortadella e soia; dall’inventiva nel ricreare un particolare tipo di uva (non reperibile poiché rara e fuori stagione) usando del colorante alimentare, alla sorpresa nello scoprire un Mads Mikkelsen disposto non solo ad imparare l’arte della cucina ma anche ad assaggiare qualsiasi piatto.

Janice, infine, si impegna a mantenere sempre aggiornato il suo blog, un blog speciale dal titolo: Nutrire Hannibal (Feeding hannibal). Ogni post narra le vicende legate alla missione culinaria di un particolare episodio della serie, ci delizia con retroscena, dettagli, sketch, consigli, trucchi ed avventure epiche per reperire ingredienti rari ed esotici.

Amanti di cucina, fan del Dottor Lecter, chef affermati, vi consiglio di curiosare sul suo blog.

L’ultimo post pubblicato, per esempio, è dedicato al Kaiseki, il piatto principale del primo episodio di questa seconda stagione.

Foto del kaiseki di Hannibal

Come lo stesso Hannibal ci illustra, il Kaiseki è una delle forme più alte di cucina giapponese. Anche nella sua forma più bassa è sempre raffinato, simbolico ed artistico rispetto a qualsiasi altro piatto. Basato su una filosofia profonda e antica che decanta la natura e le stagioni, il pasto si compone di una dozzina di portate di piccole dimensioni che vengono meticolosamente preparate e servite, rispettando forme e ordini precisi, e proposti su piatti antichi di sottile bellezza.

Sketch di Janice del kaiseki di Hannibal

Le portate che vengono servite a Jack Crawford sono composte da: sashimi di stagione, ricci di mare, vongole e calamari. Janice descrive amabilmente varie vicissitudini, problemi tecnici e risoluzioni brillanti incontrati nella realizzazione di queste scene. Molto interessante è la parte inerente al reperimento dei ricci di mare alla loro preparazione e presentazione. Vi consiglio di approfondire il tutto direttamente sul suo post.

Intanto, anche l’occhio vuole la sua parte, ecco quindi di seguito una ricca e gustosa gallery.

PS: ringrazio la fan page italiana di Hannibal su facebook per il sempre ottimo materiale che pubblicano, molte curiosità del set e del dietro le quinte su cui indagare spesso li scopro lì. Grazie!

Stefania Nebularina
Informazioni su Stefania Nebularina (84 Articoli)
Vicedirettore, webmaster e blogger di Bloggokin.it - Ufficio stampa e comunicazione per il Coffee Tree Studio. Appassionata di fumetti, grafica e arte, cerca la libera espressione in ogni sua forma e manifestazione. Il messaggio nel cubo dice: "don’t take all this too seriously" - MOTTO: PIMPI!!!

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