Ritorna la Storia dell’Arte in Italia

La Storia dell’Arte. Amata, odiata, evitata, studiata. Ognuno ha la sua visione, la sua versione e il suo credo, ma di sicuro fino a ieri mattina non era uno degli argomenti di cui poter discutere in rete.

Poi abbiamo lanciato un sasso nello stagno (questo), abbiamo cercato di capire quanto grosso potesse essere il sasso e quanto lo stagno. Abbiamo lanciato un’allarme. L’idea era quella di riportare una notizia (non freschissima) ma che per me/noi era importante. L’idea era quella di far sapere e portare a conoscenza dei lettori di Bloggokin che in tempi recenti (fine ottobre) un emendamento del governo era stato respinto in commissione per motivi economici.

BloggokinArte4

Ma cosa chiedeva questo emendamento presentato dalla parlamentare di Sel, Celeste Costantino? Diceva molte cose, ma sopratutto…

Tra le discipline scolastiche le cui ore di insegnamento sono state eliminate o ridotte negli ultimi anni in diversi indirizzi delle scuole secondarie superiori, una è particolarmente grave per un Paese come l’Italia: ci si riferisce alla storia dell’arte (da qui il titolo del post precedente); nel Paese dei Beni Culturali per eccellenza, impedire ai ragazzi di maturare una adeguata conoscenza del proprio patrimonio storico-artistico significa non garantirgli una formazione culturale degna di questo nome, ma anche impedire la formazione di quel senso civico che tutti noi auspichiamo e che si sviluppa a partire dalla conoscenza e dal conseguente rispetto per quell’insieme di valori territoriali, ambientali, storici e artistici che chiamiamo cultura. Imparare la storia dei luoghi e dei monumenti che ci circondano, contribuisce a far comprendere chi siamo e a maturare quel valore imprescindibile del rispetto per il patrimonio e i beni comuni;

Ecco. Questo è il punto. Questo è esattamente il punto che mi ha fatto vergognare (e creare il post).

Da quel momento in poi è successo tutto e il contrario di tutto, amici che mi accusano di fare falsa informazione, gente che mi ringrazia per aver alzato l’interesse per un tema scomodo, passanti che che mi danno della bufala, politici che ringraziano e persino Laura Pausini che si prende la bigrad (grazie) di condividere il link. Sicuramente abbiamo lanciato un sasso, che rotolando è diventato un macigno, andando a colpire in un modo o nell’altro l’interesse e la suscettibilità di molti. Tranquilli, la storia dell’Arte non è stata abolita (non del tutto almeno). La Storia dell’Arte ritorna al suo posto!

Ma cerchiamo di fare chiarezza, stamattina abbiamo sentito e intervistato La deputata Celeste Costantino in merito al suo emendamento, che nasce (lo ricordiamo) da una campagn degli insegnanti e di Italia Nostra che ha superato le 16 mila firme, compreso lo stesso ministro della Cultura Massimo Bray  (qui il link della raccolta). La Costantino ci ha spiegato a grandi linee che l’emendamento ha incontrato difficoltà proprio in commissione bilancio, dove deve passare obligatoriamente prima di andare in cultura. Il motivo della bocciatura (attuata da tutta la maggioranza – PD – PDL – Scelta Civica) è stato in larga parte economico (come avevamo sottolineato in precedenza), ma è poi passato in aula parlamentare sotto forma di Ordine Del Giorno come indirizzo. Il che significa che prima o poi (se ci dovesse essere una riforma in materia) ne verrà tenuto conto. Fine. L’iter parlamentare di quell’emendamento finisce li, e li è rimasto da ottobre.

La stessa Costantino si è detta stupita del polverone mediatico suscitato da noi in queste ore, proprio perchè mesi fa’ nessuno (o quasi) si era minimante occupato dell’accaduto, si è resa disponibile ad un incontro evento con tutte le parti in causa, sperando che da questa faccenda ne esca qualcosa di buono in grado di sensibilizzare la pubblica opinione.

BloggokinArte5

Ma allora la Storia dell’Arte è salva!?

No! Non lo è. Lo pensavo ieri e lo penso ancora. La cosa che mi ha fatto vergognare ieri è che una volta che si poteva mettere mano alla tanta contestata riforma Gelmini non lo si è fatto per mancanza di fondi (nemmeno cercati). Per chiarezza voglio riportare qui di seguito l’interessante articolo dello scorso dicembre di Roberta Carlini dell’Espresso (qui quello completo) sicuramente più brava di me nell’esporre l’argomento (così diventa chiaro a tutti).

Con tutta evidenza chi ha rifatto i quadri orari della scuola superiore ha pensato che i ragazzi e le ragazze che vanno a imparare “un mestiere” non abbiano alcun bisogno di sapere di Giotto e Bernini. Al contrario di quel che succedeva prima dell’era Gelmini: per restare alla storia dell’arte nei professionali, c’erano dalle 2 alle 4 ore a settimana per tutti e cinque gli anni nei corsi di grafica, in quelli di moda e di turismo, e negli ultimi due anni dell’indirizzo alberghiero/turistico. Adesso, zero. Mentre sono rimaste due ore a settimana di storia dell’arte nel triennio dell’istituto tecnico turistico – non un’eliminazione completa dunque, ma una riduzione: prima in questi istituti l’arte c’era per tutti e cinque gli anni.

Per farla breve: la storia dell’arte non fa parte della formazione di più della metà degli adolescenti italiani – gli iscritti a istituti professionali e tecnici. «Così mostriamo di considerarli studenti di serie B», commenta Marco Parini, presidente di Italia Nostra, associazione che è stata tra le più attive nella promozione dell’appello per la storia dell’arte nelle scuole: «Certo che serve l’inglese, serve l’informatica, servono gli insegnamenti specifici dell’indirizzo: ma ogni nazione al mondo si preoccupa di formare tutti i suoi cittadini alla conoscenza di quel che più caratterizza la storia e l’identità del proprio paese». Tutti, non solo i liceali.

Ma anche passando ai licei, si vede che l’arte ha perso colpi. Ovviamente, gli studenti dell’artistico continuano ad avere le loro tre ore a settimana di storia dell’arte, per tutto il quinquennio; non c’è più però a loro disposizione l’indirizzo di studio sui beni culturali, con le relative ore di catalogazione e restauro. E in ogni caso, la formazione artistica riguarda un’esigua minoranza di ragazzi: erano il 3,9 per cento degli iscritti alle scuole superiori, nell’ultimo anno. Solo altri due licei hanno adesso storia dell’arte per tutto il corso di studi, e sono il nuovo liceo musicale (0,4 per cento di studenti), e lo scientifico, che ha invece tantissimi studenti (il 22,8 degli scritti nel 2013), ma dove l’insegnamento della storia dell’arte è legato a quello del disegno tecnico – ed è infatti affidato agli architetti e non ai laureati in lettere.

Gli studenti del linguistico e del liceo delle scienze umane hanno invece storia dell’arte solo dal terzo al quinto anno; e lo stesso succede al classico,  che resta il tempio della cultura umanistica ma che ha poca arte tra i suoi pilastri: sulla carta, non è cambiato molto rispetto a prima; ma nei fatti la riduzione è stata sensibile, poiché sono state abolite tutte le sperimentazioni che, soprattutto in molti licei classici, avevano potenziato la formazione artistica già nel ginnasio.

Il taglio del monte ore artistico ha avuto una ricaduta evidente sull’ultimo concorso della scuola: non è stata messa in palio alcuna cattedra di storia dell’arte, dato che di quegli insegnanti, dopo la cura Gelmini, c’è esubero in tutte le province italiane. In fila nelle graduatorie degli aspiranti professori di storia dell’arte ci sono 2.441 precari per la sola cattedra di arte, 5.847 che possono insegnare arte e disegno.

BloggokinArte6

Ora spero sia chiaro a tutti. Non era assolutamente nostra intenzione parlare della riforma Gelmini, sappiamo perfetamente che la riforma è vecchia di qualche anno, ma ci sembrava interessante porre il focus sul mancato rientro della materia a pieno regime. La Storia dell’Arte non è stata abolita (così siete contenti) ma per me è morta e sepolta. I dati parlano chiaro e quello che sostenevo ieri lo sostengo ancora…

Abbiamo immaginato un futuro non troppo lontano dove i ragazzi e le ragazze vedranno un’opera d’arte e (non avendola studiata mai nelle scuole) gli daranno un titolo loro, di fantasia. Un titolo falso per un falso sapere artistico.

Ci piacerebbe che voi che state leggende condivideste queste righe e queste immagini. Prendetele usatele nei vostri siti/blog/social/facebook/twitter o dove volete, ma sopratutto condividete l’idea che…

Vogliamo il ripristino della storia dell’Arte nella scuola.

Paolo

Paolo "Ottokin" Campana

Paolo "Ottokin" Campana. Founder di Bloggokin. A volte grafico. A volte blogger. Giro, vedo gente, mangio cose.

Lascia un commento

Loading Facebook Comments ...

Lascia un commento